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Occorre una politica intelligente


Levatevi una curiosità. Ponetevi alcune domande e cercate delle risposte plausibili. Fate poi alcune semplici considerazioni... e vi convincerete dell'insensatezza e/o del cinismo delle attuali politiche di governo dei flussi migratori in Europa. La curiosità riguarda il visto d'ingresso per turismo in Italia valido anche per gli altri Paesi europei dell'area Schengen
Carlo Melegari

07.05.2016 :

Guardate su Google. Nei siti di rimando potete constatare che le condizioni per ottenerlo non sembrano cosı gravose. Allora viene a voi spontanea una domanda: ma perché tanti migranti economici africani e asiatici che potrebbero entrare legalmente in Europa da turisti, a costi relativamente modesti, arrivano invece in condizioni drammatiche "da clandestini", con i barconi, dopo aver patito violenze di ogni genere, dopo aver anche rischiato la morte in mare, nella probabilità poi di non essere riconosciuti come veri profughi e di essere ricondotti a forza, miserabilmente beffati, nel Paese d'origine?

Perché non fanno anche loro come i milioni di migranti economici dell'Est europeo che li hanno preceduti negli ultimi vent'anni? Questi, in stragrande maggioranza, sono entrati nell'area Schengen con visto per turismo, decisi a non andarsene alla scadenza quando avessero trovato un lavoro in nero, consapevoli che il diventare irregolari e il rimanervi sarebbe durato fino a una certa, e più o meno vicina, sanatoria, comunque al riparo da improbabili controlli e ancora più improbabili espulsioni. 

La risposta è semplice: non lo fanno perché non possono; perché la concessione del visto d'ingresso per turismo è totalmente a discrezione, senza diritto a una spiegazione, delle autorità d'Ambasciata. E queste autorità d'Ambasciata in Africa e in Asia, su ordini dall'alto, tengono chiuso il rubinetto delle concessioni quanti le richiedono dai Paesi poveri del Sud del mondo. 

E allora l'unica non teorica possibilità che i migranti economici hanno di entrare in Ue dalla sponda Sud del Mediterraneo è di tentare di farsi ritenere in fuga da situazioni che giustificano la richiesta di asilo, la protezione internazionale, l'accoglienza per motivi umanitari. 
Conosciamo meglio le conseguenze per loro e per noi.

Conseguenze per loro. Anzitutto i costi altissimi da sostenere, sia economici che fisici e di perdita della propria dignità, trovandosi costretti a mettersi nelle mani di vere e proprie "agenzie di viaggio criminali", senza scrupoli, che non occorre qui descrivere per gli enormi affari che fanno e le tragedie che provocano . 
E poi il fatto di mettersi nella prospettiva di assumere per anni la falsa identità del profugo, con tutto ciò che comporta di falsità da raccontare, di frustrazioni da relazioni non autentiche con le persone disposte a dare loro un aiuto disinteressato, di rischi da correre (sia morali che penali) ai riscontri della propria inattendibilità. 

Conseguenze per noi. Come contribuenti e come cittadini. Come contribuenti per i costi: a) dei salvataggi obbligatori in mare; b) dell'ospitalità obbligatoria con tutta l'assistenza dovuta in attesa delle verifiche (che possono durare mesi e anni) dell'effettivo diritto alla protezione internazionale, che alla fine sarà accertato che non hanno; c) dei rimpatri forzati. 
Come cittadini, per una presenza che sul territorio inevitabilmente viene strumentalizzata per fare allarme sociale e alimentare la xenofobia: i migranti economici costretti a fingersi profughi sono persone che, per ragioni oggettive, entrano con difficoltà in percorsi di integrazione credibili, considerato lo status proprio del rifugiato in attesa di riconoscimento, e al contrario vengono purtroppo con facilità percepite come "senza arte né parte", "nullafacenti", "potenzialmente pericolose per la situazione di precarietà in cui vivono", "qui a sottrarre risorse di assistenza e di alloggio ai nostri poveri".

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