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I rifiugiati si trovano su internet
Su internet esiste un social network che aiuta i rifugiati a ritrovarsi. Si chiama Refugees United, è nato dall’idea di due fratelli danesi ed è già stato tradotto in ventiquattro lingue. Gestito da un’organizzazione no profit è del tutto gratuito.



01.07.2009: Non solo Facebook aiuta a ritrovarsi. Anche Refugees United. Solo che quest’ultimo è dedicato a una “categoria” particolare di “persi di vista”: i rifugiati sparsi per il mondo che vogliono ritrovare i propri cari. E, non avendo altro mezzo a disposizione, lanciano il proprio messaggio via internet. In un social network che – a differenza degli altri – è destinato esclusivamente alla ricerca di uomini e donne che hanno dovuto lasciare il proprio Paese.

L’idea di un Facebook per profughi è venuta a due fratelli danesi, David e Christopher Mikkelsen. Due trentenni che, dopo aver conosciuto un giovane rifugiato afgano, hanno deciso di mettere a disposizione le loro conoscenze internaute per porre fine alle incertezze di chi vive l’angoscia di non sapere che fine hanno fatto parenti e amici. Il progetto infatti non è finalizzato al ricongiungimento ma al ritrovamento di persone e informazioni.

Refugees United è un social network che aiuta, in maniera del tutto anonima e gratuita, a rintracciare parenti ed amici. Ci si può iscrivere e decidere quali informazioni pubblicare per essere rintracciati o ci si può registrare per dar vita a una ricerca senza limiti di accesso. Per facilitare l’utilizzo del sito e del suo database, i due Mikkelsen hanno tradotto le pagine web in ventiquattro lingue.

Il social network dei rifugiati è gestito da un’organizzazione no profit, che ha sede a New York, ed è finanziato da due fondazioni apolitiche e areligiose. Il progetto Refugees United è stato approvato dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite dei Rifugiati.

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