Il
gruppo
Sem terra contro l’agrobusiness
ha manifestato l’8 marzo scorso contemporaneamente in 15 regioni del Brasile, sotto la guida delle donne legate a
Via Campesina, l’organizzazione internazionale che aggrega diversi movimenti per la riforma agraria nei Paesi dell'America Latina. Tutti i testi distribuiti dalle
Mulheres em movimento ai vari rappresentanti politici criticano l'aiuto dato all'agronegozio e al modello capitalista accentratore di terre e ricchezze.
Le donne brasiliane, e non solo, si sono riunite in vari luoghi. In mille a Porecatu, nell'interno del Paraná, hanno messo in atto una protesta di quattro ore davanti alla principale impresa produttrice di zucchero e alcol. A Porto Velho, capitale della Rondônia, un gruppo ha paralizzato per un’ora la strada di accesso al cantiere dei lavori dell'idroelettrica di Santo Antonio. In 400 a Recife hanno occupato per due ore la sede della segreteria statale di
Agricoltura e riforma agrária.
È stata una giornata di marcia per le 300 donne di Campo Grande, capitale del Mato Grosso del Sud, che hanno percorso 20 chilometri, così come le militanti riunite nella regione centrale di Belo Horizonte. A Campinas, nell'interno di San Paulo, i chilometri percorsi sono stati 90, fino alla capitale paulista. Durante una tappa, nel comune di Araraquara, il gruppo ha occupato la sede dell'
Incra, Istituto nazionale di colonizzazione e riforma agraria.
Nella capitale il movimento si è unito alle proteste contro la violenza delle donne e alla criminalizzazione dei movimenti sociali insieme ai militanti dei movimenti urbani come le
Brigate popolari, la
Marcia
mondiale delle donne e il
Movimento dei senzatetto. Le altre zone del Paese dove si sono svolte le manifestazioni sono state: Goiás, Rio Grande do Sul, Rio, Paraíba, Alagoas, Bahia, Ceará e Mato Grosso.