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Sulla nave della legalità
Fa un effetto strano vederli lì. Loro, che non hanno nemmeno vent’anni, che quella strage l’hanno solo sentita raccontare, l’hanno vista scorrere ogni anno nelle immagini di telegiornali ripetitivi di cordogli più dovuti che partecipati.
La Redazione
24.05.2012:
Fa un effetto strano vederli lì. Loro, che non hanno nemmeno
vent’anni, che quella strage l’hanno solo sentita raccontare, l’hanno vista
scorrere ogni anno nelle immagini di telegiornali ripetitivi di cordogli più
dovuti che partecipati. È emozionante vederli lì. Osservarli mentre scendono dalle
“navi della legalità”, come in un lontano giugno del 1992, quando si voleva
reagire subito alla morte di Falcone, quando per le strade di Palermo sfilarono
in 10mila, quando, a sera, a ricordare “Giovanni” c’era ancora “Paolo”…
«La mafia – lo diceva Antonino Caponnetto – teme la scuola
più della giustizia. L’istruzione taglia l’erba sotto i piedi della cultura
mafiosa»… e loro, queste ragazze e ragazzi che ieri sono scesi nelle piazze e
per le strade, non solo di Palermo, sembrano esserne diventati improvvisamente
consapevoli. Ancora storditi dall’attentato di Brindisi e da quella
assurda coincidenza (?) di un atto terroristico avvenuto proprio davanti alla
scuola intitolata a Francesca Morvillo, si ritrovano a parlare di mafia e
legalità, di paura e coraggio, di speranza e fierezza. Si ritrovano a vivere
una giornata che rimarrà impressa tra i loro ricordi adolescenziali, che li
porterà a dire, tra altri vent’anni, “io c’ero quel giorno, ne ricordo ancora
l’emozione”...
Non dimenticheranno, queste ragazze e ragazzi, quel vecchio
uomo commosso che li esortava dicendo: «Completate con impegno la vostra
formazione, portate avanti il vostro apprendistato civile, e scendete al più
presto in campo, aprendo porte e finestre se vi si vuole tenere fuori, scendete
al più presto in campo per rinnovare la politica e la società, nel segno della
legalità e della trasparenza». Un’esortazione, quella di
Napolitano, che pare arrivare dal passato, che sembra far risuonare un lontano
monito gramsciano in cui si incitavano i giovani all’istruzione, all’agitazione
piena di entusiasmo, all’organizzazione colma di voglia di cambiare… perché,
oggi come allora, come sottolineava quel vecchio uomo commosso, «l’Italia ne ha
bisogno. L’Italia ve ne sarà grata».
Foto Generazioneitalia.it
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