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PROFILO
Rachel nella storia del cinema (Repubblica Democratica del Congo)

Marie Villacéque


01.06.2012

È la prima africana a ricevere a Berlino l’Orso d’argento come miglior protagonista donna. Rachel Mwanza, 14enne congolese, non ha avuto una vita facile e anche per questo tale riconoscimento non può che essere una bella notizia. Ne dà notizia Jeune Afrique, il film Rebelle sarà visibile in Italia quest’estate.

Una favola, come solo il cinema sa offrire. Abbandonata dai genitori, adolescente tra le strade di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo), Rachel Mwanza ha fiancheggiato le più grandi star del cinema alla 62esima edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino lo scorso febbraio. Commossa e stupita della scelta della giuria, la giovane congolese si è vista consegnare l’Orso d’argento come miglior attrice per il suo ruolo in Rebelle, il film del quebechiano Kim Nguyen.

In questo lungometraggio, girato nella RD Congo, nelle sale a partire da maggio, Rachel interpreta Komona, una ragazzina reclutata con la forza da una milizia ribelle. Addestrata per uccidere, deve ammazzare i suoi genitori. Incinta del comandante degli insorti, l’eroina finisce per ritornare nel suo villaggio natale e, voce fuori campo, racconta la sua storia al prossimo nascituro. Gli parla in particolare del Mago (Serge Kanyinda), un adolescente albino colpito dalla sua stessa sorte, diventato suo amico e difensore.

Per il suo quarto film, Kim Nguyen si è ispirato a fatti reali. Nel 2000, dopo aver sentito parlare di un bambino-soldato birmano di nove anni che diceva di essere la reincarnazione di Dio e che aveva trascinato un esercito al suo seguito, il regista ha iniziato delle ricerche. Ha così scoperto in Angola la storia di una bambina che viveva tra i ribelli e se ne è ispirato. Al film hanno partecipato solo tre attori del Quebec, gli altri erano congolesi, per lo più non professionisti, e anche per questo molte scene sono state girate in lingala, lingua locale.

Dopo questo successo, Rachel Mwanza ha affermato di voler «essere attrice per tutta la vita», anche se, fino a poco tempo fa, non lo avrebbe mai detto. Bambina di strada, abbandonata dai genitori dopo il loro divorzio e le loro partenze rispettivamente per l’Angola e per una lontana provincia del Congo, è stata accolta coi suoi sei fratelli e sorelle dalla nonna. Ma molto presto quest’ultima le ha chiesto di provvedere da sé ai propri bisogni. Di nuovo sola, l’adolescente si è ritrovata sotto l’influenza di un caid. Kim Nguyen racconta: «Le loro relazioni erano ambigue. Lei lavorava per lui e, in cambio, lui offriva un rifugio».

Il regista si trovava a Kinshasa nel pieno delle audizioni per reclutare degli attori congolesi quando ha sentito parlare di Rachel. «Era stata notata da alcuni produttori europei ed aveva già girato un documentario – spiega il regista –. Quando l’ho vista ho capito che aveva del carattere e, una volta sul palcoscenico, si è rivelata straordinaria. È stato molto sconcertante lavorare con lei perché non aveva bisogno di prove, al contrario degli attori canadesi che hanno sempre l’abitudine di provare prima di girare. Lei cantava, si divertiva, faceva boccacce e, nel momento in cui si diceva “azione!” dava prova di una concentrazione perfetta, senza preparazione». Dopo le riprese, l’equipe del Quebec ha fatto in modo che potesse condurre una vita più stabile. Tornata a vivere con la nonna, l’attrice ormai sa leggere il francese e va a scuola regolarmente. «È una specie di miracolo che sia stata presa per questo ruolo», ha esclamato Rachel Mwanza, con l’Orso d’argento tra le mani.

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