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Hanno ucciso la guerriera verde
La signora delle mangrovie, Fabiola Osorio Bernáldez, era riuscita a bloccare e denunciare la costruzione di un porto turistico che stava modificando la biodiversità della laguna messicana. Per questo è stata freddata.
11.06.2012:
Si
batteva per i diritti e l’ambiente, in particolare per una
specie rara di mangrovia rossa, ritenuta tanto importante da ottenere una legge
speciale per la sua protezione. Per questo Fabiola Osorio Bernáldez ha perso la vita il 31
maggio scorso, anche se la notizia è trapelata solo dopo una settimana,
assassinata insieme ad un’altra donna, per mano di un gruppo di uomini armati
che l’hanno colpita nella sua abitazione nello stato sud-orientale di Guerrero,
in Messico.
Uccisa perché difendeva l’ambiente. E ostacolava gli interessi di pochi, in particolare
dell’amministrazione locale che aveva in progetto la costruzione del porto
turistico
Pie de la Cuesta, nella Coyuca
Lagoon, zona ricca di biodiversità e di molte specie protette di mangrovie. Con
la sua attività di pressione, nel settembre scorso, Fabiola insieme ai
Guerreros verdes era riuscita a bloccare
i lavori grazie anche all’intervento della Procura federale per la tutela
ambientale.
A inizio anno, quando la costruzione turistica è
ripartita, Fabiola era ancora lì,
instancabile
controllora del suo
territorio per il bene della salvaguardia naturale delle coste. In pericolo
c’era la riduzione da 5mila a 760
metri di vegetazione, da sostituire con ghiaia e sabbia.
Ad essere violato, oltre alla natura, c’è anche l’interesse delle famiglie
residenti nella laguna, che hanno il diritto di proprietà sui terreni. Ora che
la
guerriera verde è stata uccisa
sembra difficile frenare gli interessi dei costruttori in uno Stato dove gli
assassinii di donne e uomini che difendono informazione, diritti umani e
ambiente si stanno moltiplicando.
Foto Bionero.org
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