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SGUARDO FUORI
Il Concilio ha valorizzato la differenza di genere
Le teologhe italiane a confronto sul Vaticano II a ottobre al Pontificio Ateneo Sant'Anselmo a Roma.

Domenico Agasso Jr. da Vatican Insider dell'11 giugno 2012

19.06.2012:

«Teologhe rileggono il Vaticano II. Assumere una storia, preparare il futuro» è il titolo del convegno teologico internazionale che si terrà dal 4 al 6 ottobre – dunque pochissimi giorni prima del 50° anniversario dell’avvio del Concilio Vaticano II - presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo a Roma, organizzato dal Coordinamento Teologhe italiano (Cti).

La tre giorni – che vedrà la partecipazione di storici e teologi provenienti da tutto il mondo – vuole essere «un momento di confronto ecumenico tra studiosi impegnati nei diversi ambiti del sapere teologico e della vita ecclesiale», spiegano dal Cti, «che possa rendere ragione di questi primi 50 anni in cui la Chiesa cattolica ha saputo riconoscere nella differenza di genere un contributo di intelligenza e una riserva di entusiasmo».

«50 anni fa – proseguono - per la prima volta nella storia, le donne hanno fatto il loro ingresso in un’assemblea di Vescovi. È accaduto durante il Concilio.Un evento che ha cambiato la Chiesa cattolica e che ha dato finalmente la possibilità di coniugare fede ecclesiale e consapevolezza femminile». E dunque alle donne, e al loro rapporto con il Concilio, è dedicato il Convegno, durante il quale, nell’ultima giornata, presso l’Auditorium di via della Conciliazione, si terrà «”Tantum aurora est”. Donne, Vaticano II, futuro», «un momento celebrativo per ricordare con immagini, parole e musica l’apertura del Concilio, per riflettere sulla presenza delle donne nella Chiesa post-conciliare, per rendere visibile la capacità delle donne di mettere a frutto un’eredità».

«Se oggi anche le donne cattoliche, come le protestanti, studiano e insegnano teologia in tutto il mondo», aggiunge la presidente di Cti, Marinella Perroni, «con tutto quello che questo comporta, lo dobbiamo al profondo rinnovamento ecclesiale di cui il Concilio ha saputo farsi interprete e, al contempo, promotore». «Non era certo un caso se, per la prima volta nella storia, facevano parte dell’assise dei Vescovi solennemente riuniti nella basilica vaticana anche alcune donne. Un fatto che non molti sanno e che molti, invece, non avrebbero grande voglia di ricordare, ma che per noi ha grande valore storico e grande carica simbolica.Sappiamo tutti molto bene infatti – conclude - che la nuova stagione conciliare ha significato la possibilità di coniugare finalmente insieme fede ecclesiale e consapevolezza femminile».

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