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SGUARDO FUORI
Giornalisti in esilio
Metà sono in fuga dall’Africa Orientale.

AdL da Misna del 20 giugno 2012

21.06.2012:

I giornalisti dell’Africa Orientale costituiscono la metà dei 464 operatori dell’informazione costretti all’esilio negli ultimi cinque anni. Secondo il Comitato per la protezione dei giornalisti, negli ultimi didici mesi più di un quarto dei 57 reporter che hanno dovuto lasciare il loro Paese per motivi di sicurezza legati alla professione, provengono da un paese dell’Africa Orientale.

Il triste computo, contenuto nel rapporto “Giornalisti in esilio 2012” pubblicato in occasione della giornata mondiale dei rifugiati, racconta storie di ordinari abusi e intimidazione in particolare in Eritrea, Etiopia, Ruanda e Somalia. I primi due, in particolare, vengono definiti «i peggiori carcerieri della pubblica informazione». «L’esodo di massa dei giornalisti dall’Africa Orientale ha demolito la capacità della regione di preservare istituzioni e attori capaci di diffondere informazioni accurate e vitali per la costruzione di una pubblica opinione» ha detto Maria Salazar-Ferro, del Cpj e coautrice del rapporto.

Quel che è peggio, insistono gli autori del Rapporto, è che nella totalità dei casi presi in esame le paure che spingono i giornalisti a lasciare i Paesi in cui operano sono giustificate: in Somalia sei gionrnalisti sono stati uccisi dall’inizio del 2012 e nessun assassino è stato finora assicurato alla giustizia. Altri partono per sfuggire alle minacce più varie, dal carcere alle sanzioni e i pestaggi. «Ma se motivi che li costringono ad espatriare sono diversi, i risultati sono sempre gli stessi – conclude il rapporto – i giornalisti in esilio sono soggetti a povertà, minacce e incertezza, mentre nei paesi che si lasciano alle spalle il diritto alla libertà di stampa inevitabilmente si deteriora».

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