Chi Siamo Contatti Link Archivio Sito
Ricerca:
AREA MAGAZINE

Le "politiche del rifiuto"
Lo scorso fine settimana, nel totale silenzio mediatico, tra ...
altre newsletter

Focus Combonifem Magazine
È disponibile online solo una parte degli articoli.
L’edizione integrale di Combonifem magazine è solo sulla rivista cartacea.
Non la conosci? Richiedila.
QUESTO NUMERO
Creando anfore di solida argilla
Una missionaria comboniana racconta le fatiche e le speranze dell’Uganda e il complicato ritorno a casa dei rifugiati.

Agnese Valieri

01.07.2012:
Quando, nel 1965, lasciai Ferrara per diventare missionaria comboniana, non immaginavo minimamente quanta strada avrei percorso né quanti e quali popoli avrei incrociato lungo il mio cammino. È stata l’Uganda il Paese che più ha segnato la mia vita, lì infatti ho trascorso circa 40 anni. Arrivata nel 1975, ho svolto da principio il mio ministero di infermiera a Morulem, tra i malati del morbo di Hansen; vi sono rimasta fino al 2001, quando mi è stato richiesto di prestare il mio servizio missionario in America del Nord e in Europa.

Ma l’Uganda non era ancora scomparsa dalla mia vita. Sono infatti tornata nel 2008, a Gulu (nella regione Nord del Paese), nel Centro di animazione missionaria San Daniele Comboni. In comunità siamo cinque comboniane, tutte impegnate a offrire corsi formativi a insegnanti, giovani, donne, coppie e anziani. I nostri corsi mirano soprattutto alla riconciliazione, alla diffusione della cultura del rispetto e della pace per un futuro migliore. Attorno al nostro Centro ruotano circa 2.500 persone all’anno. Il servizio che la diocesi mi ha affidato riguarda il ministero familiare. In pratica, cerco di prendermi cura dell’aspetto spirituale e umano delle famiglie, preparo le coppie al matrimonio, cerco di stare vicino alle persone ammalate, agli anziani, e, come ministra dell’eucarestia, porto la comunione a chi non può partecipare alla messa. A me piace molto questo contatto diretto con le famiglie, perché posso conoscere la gente più da vicino e ho la possibilità di rendermi conto personalmente delle mille necessità della gente, sia di quelle spirituali che di quelle materiali. Durante l’anno scolastico insegno catechismo agli alunni di una scuola tecnica e preparo coloro che lo richiedono a ricevere i sacramenti del battesimo, cresima e comunione.

Il ritorno dei rifugiati

In questo momento il Nord dell’Uganda sta vivendo un momento molto difficile. Dopo più di vent’anni, molti uomini e donne che hanno vissuto nei campi dei rifugiati a causa della guerriglia dei ribelli dell’Lra (Lord’s resistence army), cercano di ritornare e di ristabilirsi nelle loro terre.
La guerra ha causato una delle più grandi crisi umanitarie mondiali e a pagarne il prezzo più alto, come sempre, sono stati i civili, soprattutto i bambini, molti dei quali sono rimasti orfani e senza nessun aiuto. La vita trascorsa nei campi profughi ha causato un totale disorientamento nella struttura sociale delle comunità. I valori e la cultura del villaggio sono stati in questi anni completamente stravolti. Migliaia di giovani vorrebbero ritrovare un po’ di serenità e cercano di poter andare a scuola. La gente ora desidera una vita migliore e rivolge le proprie preoccupazioni verso il futuro. Stanno cercando di ristabilire la loro identità, e noi crediamo che i programmi del nostro Centro possano aiutare in questo senso.  
L'articolo prosegue sulla rivista.

  torna all'elenco stampa invia articolo
   

 

 
Continuiamo a parlare di Tratta
Il progetto le ragazze di Benin City nasce nel 2000 per ...
vedi altre news
 
 
Ma... che estate!
vedi altri
 
Donne in prima linea
(Eritrea)
 
Come pietra paziente
Afghanistan: una giovane donna con due figlie piccole assiste ...
vedi altri libri  
 
Marocco. Donne in movimento
 
FestAmbiente
© COMBONIFEM | P.Iva: 00524770237 | network@combonifem.it PROGETTI | OLTRE LA NOTIZIA | PROFILO | SGUARDO FUORI | AGENDA | ZOOM