Chi Siamo Contatti Link Archivio Sito
Ricerca:
AREA MAGAZINE

Focus Combonifem Magazine
È disponibile online solo una parte degli articoli.
L’edizione integrale di Combonifem magazine è solo sulla rivista cartacea.
Non la conosci? Richiedila.
QUESTO NUMERO
Vi voglio tutte Miss
Che pensarne? Un concorso di bellezza dedicato a giovani donne africane, mutilate da una mina. Con una moderna protesi in palio. Potete votare anche voi – sempre che apprezziate l’iniziativa…

Dominique Pessoa

01.01.2008:

La chicca è questa: tra i partner dell’iniziativa l’organizzazione ringrazia, con ironia che sfiora il sarcasmo, anche i costruttori di mine terrestri di Cina, Cuba, Corea del Nord e del Sud, Singapore, Stati Uniti… insomma di tutti quei paesi che, secondo il Landmine Monitor, non hanno ancora sottoscritto, a dieci anni dalla sua adozione, il Trattato per la messa al bando delle mine antipersona (si ricorderà che alla Campagna internazionale che l’aveva promosso fu conferito il Nobel per la pace nel 1997). E tra i paesi che sono le prime vittime di questi ordigni così barbari da prolungare la guerra anche in tempo di pace, figura l’Angola, più o meno a pari merito con Afghanistan e Cambogia. Ed è nella ex colonia portoghese, appena uscita da 27 anni di guerra civile, che un bel giorno capitò, nel 2003, un regista teatrale norvegese, Morten Traavik.

Forse anche influenzato dalla sensibilità che regna nel suo paese per le questioni del disarmo (è a Oslo che si assegna il Nobel per la pace, e la capitale scandinava ospitò incontri decisivi della Campagna contro le mine, come pure, l’anno scorso, contro le bombe a grappolo), Traavik rimase sconvolto dalla visibilità che il problema mine aveva. Non era raro imbattersi in uomini, ragazzi, donne, mutilati. I dati parlano di circa 80mila vittime di queste armi subdole, che prediligono gli innocenti. Chi non è morto ne rimane segnato per la vita. Uno dei rarissimi film angolani, il toccante O herói del regista Zezé Gamboa, mette in scena proprio questo dramma, intrecciato a quello degli orfani di guerra.

Ma l’artista venuto dal nord, mettendo per la prima volta i piedi in Angola ha anche una sorpresa. Si accorge che il paese non vive ripiegato nel dolore, ma ha i suoi spazi di creatività, e vi si organizzano perfino dei concorsi di bellezza, che «sono ormai un fenomeno consistente nella cultura contemporanea» della nazione. «Noi tendiamo ad associarli a fatuità, allo sfruttamento della donna e così via», dice Traavik. Ma a Luanda si rende conto che essi esprimono un’altra dimensione. Alla prima competizione di questo genere cui egli assiste, trova che si tratta «molto più di una celebrazione, di una sorta di carnevale». E scatta l’idea.

 

4 aprile

 

«Tutti hanno il diritto di essere belli» diventa lo slogan della nuova passerella, che al tempo stesso vuole: dare dignità alle donne, a prescindere dalla loro “perfezione” o integrità fisica; promuovere l’empowerment delle stesse donne come pure dei disabili; contribuire a una maggiore presa di coscienza della problematica delle mine.

L’ideatore raccoglie appoggi e sa convincere un’istituzione locale, la Commissione nazionale intersettoriale di sminamento e assistenza umanitaria (Cnidah), e una norvegese, il Consiglio delle arti di Oslo. Vengono così selezionate dieci bellezze, ciascuna in rappresentanza di una regione dell’Angola, e invitate a spese dell’organizzazione nella capitale Luanda, dove si rendono protagoniste di un servizio fotografico (di cui offriamo un assaggio in queste pagine). «Molte erano un tantino scettiche, all’inizio», ricorda Traavik. «Sembrava loro troppo bello per essere vero».

Anche le fotografie rientrano nella dinamica del progetto: sono diventate una mostra itinerante che ha già attirato migliaia di visitatori nelle tappe norvegesi e polacche dello scorso autunno. Sono immagini, in effetti, che non hanno nulla di patetico o di vittimistico, quantunque inducano a pensieri gravi.

La proclamazione di Miss Landmine avverrà il 4 aprile, quando per la terza volta si celebrerà la Giornata mondiale contro le mine, sotto egida Onu. Alla reginetta, una protesi norvegese in premio. Ci auguriamo un ex aequo per tutte…

Fino al giorno prima, in ogni caso, chiunque avrà la possibilità di votare online – chiunque non sia contro, naturalmente.


foto Miss Landmine 2008

  torna all'elenco stampa invia articolo

 

 
Come il mantello di Elia
Un pellegrinaggio iniziato ai primi di luglio e che terminerà ...
vedi altre news
 
Aspettando un futuro “a misura” degli haitiani
(Port-au-Prince, Haiti)
Premio L’anello debole
Testimonianza dal Sudan
© COMBONIFEM | P.Iva: 00524770237 | network@combonifem.it PROGETTI | OLTRE LA NOTIZIA | PROFILO | SGUARDO FUORI | AGENDA | ZOOM