Chi Siamo Contatti Link Archivio Sito
Ricerca:
AREA MAGAZINE

Hanno fame
Arrivano la mattina a scuola con la pancia che brontola, perché la sera prima ...
altre newsletter

Focus Profilo
Figure di donne del passato e dell'attualità,
con particolare attenzione a quelle ignorate dai grandi media.
La loro visione, la loro sofferenza e i loro contributi sono pietre miliari
nella formazione di un'immagine e di una realtà nuova
per le donne di tutta l'umanità.
PROFILO
Donne coraggio (Repubblica Democratica del Congo)

Clarisse Joumpan-Yakam da Jeune Afrique


27.06.2012

La regista Claire Duguet ha incontrato le congolesi vittime di guerra ritratte da Titouan Lamazou. Le due artiste, attraverso il cinema e la fotografia, sono riuscite ad avvicinare queste donne per raccontare, con un linguaggio semplice, ciò che di più disumano esista: la violenza sessuale come arma di guerra.

Da molti anni Titouan Lamazou, “artista della pace” dell’Unesco, gira il mondo per incontrare donne che poi dipinge e fotografa. In particolare, nel 2004, nell’Est della Repubblica Democratica del Congo ha conosciuto molte vittime che hanno vissuto le peggiori atrocità, sùbito una serie di violenze, in un universo torbido dove lo stupro è utilizzato come arma di guerra da quasi vent’anni.

Farle posare come modelle le ha permesso di avvicinarle con dolcezza e, a poco a poco, hanno iniziato a parlare e a raccontarsi accettando con maggior tranquillità di mettersi davanti alla macchina fotografica. Così è nato il documentario Africaines des Grands Lacs di Claire Duguet, pubblicato l’8 marzo su France Ô in occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna.

I racconti hanno quasi sempre lo stesso tono. «Tutto questo è iniziato con la guerra. Dappertutto si udivano spari. Alcuni venivano massacrati con il macete. Ad uno dei miei figli hanno tagliato la gamba e il braccio. Abbiamo dovuto partire e siamo arrivati in questo campo», confida una di loro. Dopo l’ondata di choc provocata dal genocidio ruandese (1994), con sei milioni di vittime e di profughi nella RD Congo, la regione dei Grandi Laghi è segnata continuamente da massacri interetnici, da razzie e da stupri che vedono il coinvolgimento di gruppi armati. Tra il 1998 e il 2003, in questa “guerra mondiale africana”, sono arrivati ad affrontarsi fino a sette Paesi. Milioni di sfollati e profughi vivono tuttora nell’insicurezza, nella provincia orientale del Sud-Kivu, alla frontiera del Sud Sudan e Uganda.

Nel documentario, Solange, Justine, Thérèse, Maman Florence, Sindra e ancora Rachel raccontano la vita nei campi profughi, nei Centri di transito dell’Alto Commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite ( Unhcr), nelle associazioni che lottano contro le violenze sessuali e quelle che seguono i sieropositivi, nella grande città di Goma e nei remoti villaggi della foresta. Raccontano la guerra, i massacri, l’esodo. Con pudore parlano di rapimenti, torture e stupri commessi sia dalle milizie che dall’esercito regolare. Confidano altresì la loro battaglia per ottenere l’applicazione della legge che condanna le violenze sessuali, le loro lotte contro la femminilizzazione dell’hiv e i loro desideri di riavere una vita normale.

  torna all'elenco stampa invia articolo
   

 

 
Quasi pari...
Le donne in Mozambico hanno un peso sempre più importante, con una presenza ...
vedi altre news
 
 
Sheikh Hasina, le fabbriche bengalesi, le società occidentali
vedi altri
 
Donne in prima linea
(Eritrea)
 
Etenesh, Odiessea di una migrante
Fumetti, disegni, un racconto, un pezzo di storia contemporanea. ...
vedi altri libri  
 
Il medico della carità
 
25 maggio: Metti un sabato al Museo
© COMBONIFEM | P.Iva: 00524770237 | network@combonifem.it PROGETTI | OLTRE LA NOTIZIA | PROFILO | SGUARDO FUORI | AGENDA | ZOOM