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Dio Patrie Famiglie

“Dio, patria, famiglia”, una triade che riporta alla memoria il ventennio fascista e che ritorna nei discorsi di piazza, di strada, di bar. Cristina Simonelli l’affronta declinandola al plurale. Perché oggi la mobilità, la globalizzazione, la migrazione ci costringono a rivedere il concetto di patria alla luce dello “straniero”; perché le famiglie sono diventate plurali, così come le forme di genitorialità.  Simonelli cerca di tenere insieme tutto, lo fa andando a declinare genealogie particolari, prima fra tutte quella della Santa Famiglia, che la teologa definisce «icona spaziosa», sottolineando le differenze tra il maschile e il femminile nelle Sacre Scritture. Lo fa ricordando le parole dell’Amoris laetitia, «La Chiesa è famiglia di famiglie», e il noi sta a indicare questa “famiglia allargata”, onnicomprensiva, di cui tutte e tutti devono essere parte,…

A capo coperto

Quando si pensa al velo, ci vengono in mente le donne del mondo arabo. In realtà, anche in Occidente, in epoca medievale così come in quella moderna, la testa femminile veniva coperta. Ciò sta a significare che non vi è una netta ed esclusiva appartenenza di questa usanza all’Oriente, a differenza di quel che credono in tanti vedendo le donne velate. L’autrice ci racconta la nascita del copricapo, il suo significato in varie epoche, un significato che si riferisce all’identità personale, all’appartenenza sociale e/o religiosa delle donne. Muzzarelli ci porta a ragionare su un uso non islamico ma cristiano, scrivendo così un libro necessario per conoscere e capire. Un libro che apre con la Prima lettera ai Corinzi di san Paolo e con l’obbligatorietà del velo per la donna, come…

ECOPROFUGHI

L’ecosistema ci ha sempre condizionato, cambiandoci. Le nostre migrazioni, sin dall’inizio dei tempi dell’umanità, sono state dettate dall’ambiente circostante. I cosiddetti “profughi ambientali” sono sempre esistiti. Questo perché «migrare non è peccato. Si è sempre migrato, migrare ha fatto del bene alla specie», «il diritto di emigrare è il più antico dei diritti naturali». Certo comporta diritti e doveri, ma è qualcosa che non si può mettere in discussione. Prima non vi era consapevolezza del fenomeno, oggi invece sappiamo che molte delle migrazioni sono forzate, spesso dettate dalle nostre modalità di vita che vanno a distruggere una parte del pianeta costringendo chi vi abita a scappare. Calzolaio racconta la storia delle migrazioni seguendo il processo evolutivo, sottolineando Il libro, di non sempre facile lettura, si conclude facendo una panoramica di…
«È una lettura da militanti e ne abbiamo bisogno». Accompagnato da questa consapevolezza, svelata dall’introduzione, comincia il libro di Viale. Un testo che raccoglie articoli, interventi e note di lavoro dell’autore, scritti di questi ultimi dieci anni, che mostrano l’involuzione della politica e dell’Europa. Entrambe troppo preoccupate dalla crisi economica per potersi “permettere” di intervenire davvero sul tema della migrazione. Da qui le risposte, ieri come oggi: respingimenti, campi di internamento permanente di varie forme e dimensioni, pattuglie e reti, muri e steccati. Decisioni che evocano il buio del passato: ieri erano gli ebrei, oggi i migranti. E allora? Allora Viale propone di ridisegnare i confini dell’Europa, non sulla cartina ma nella «nostra rappresentazione mentale». A imporcelo sono coloro che arrivano e la necessità di cambiare rotta, di rivedere radicalmente…

GIORNALISMO DI PACE

A dominare la scena dell’informazione è spesso la guerra, ma esistono diverse modalità di scrivere e raccontare i conflitti, cercando di leggere in profondità quel che avviene, sfuggendo le semplificazioni o provando a riflettere su realtà e obiettivi, contraddizioni e possibilità che nascono nei Paesi che vivono lo scontro. Questo libro, che mette insieme scritti di diversi autori, fornendo una ricca documentazione, propone una modalità: il giornalismo di pace, un fare informazione che mira alla trasformazione nonviolenta della realtà, proprio attraverso il racconto, tramite un progetto costruttivo. È questo il suo nobile fine, che lo porta ad appropriarsi di un ruolo sociale di costruzione di una nuova realtà. «Proprio quando tutto è sbilanciato a favore del giornalismo di guerra, il giornalismo di pace può contare sul supporto latente di molti…

FERITE DI PAROLE

Il libro è di qualche anno fa, ma le storie che vi si leggono sono quanto mai attuali, perché danno voce a un mondo femminile, quello arabo, spesso raccontato per stereotipi, per luoghi comuni che non hanno nulla (o poco) a che fare con quel che accade. Il testo parte dalle cosiddette primavere arabe, dal protagonismo delle donne nelle piazze per arrivare ai giorni nostri, per giungere alla voglia di cambiamento delle arabe oggi, non solo nei propri Paesi di origine, ma anche qui, in Europa e in Italia.Una volontà che spesso non appare, perché si rimane aggrappati a vecchi modi di raccontare e non si riesce a vedere il moto che anima il femminile in questo tempo. Un moto che va al di là del Mediterraneo e che va…
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CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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25 aprile 2014. Arena di Pace a Verona. 13mila persone, uomini e donne di tutte le età alla manifestazione Arena di pace e disarmo.

Una foto pubblicata da Combonifem Magazine (@combonifem) in data:

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