Durante la Guerra fredda un muro era simbolo di conflitti e zone militari, e proprio per questo veniva disapprovato dai Paesi democratici. Dagli Anni 90, e ancor più negli ultimi 10 anni, è tornato sinonimo di sicurezza e protezione. Un simbolo desiderato dai cittadini spaventati dalle minacce esterne e sfruttato dai politici. Basti pensare alla soluzione che il Presidente americano Trump ha proposto alla Spagna per arginare il fenomeno migratorio sulle coste (dove, al contrario di Italia e Grecia, il flusso sta aumentando notevolmente nell’ultimo periodo). Una soluzione drastica, ma idealmente molto semplice: costruire un muro nel Sahara. Esattamente la stessa soluzione... leggi tutto
Il populismo non piace. Neanche fuori dall’Europa. Mentre l’UE è alle prese con Orban e l’Italia con Salvini, il Brasile è in attesa per votare alle prossime presidenziali, ma il candidato favorito sembra non soddisfare tutta la popolazione. Jair Bolsonaro, populista di estrema destra, gode infatti della simpatia del nostro vicepresidente del consiglio, ma non di una grossa fetta dei suoi cittadini: il 44% tra gli intellettuali e le donne. Chi è causa del suo mal pianga se stesso, recita un proverbio che fa proprio al caso nostro perché Bolsonaro, oltre ad essersi presentato al pubblico con toni maschilisti, si è reso portavoce di intoll... leggi tutto
Ad Assisi, il 1 Settembre, si è svolta la Prima preghiera ecumenica per il Creato, che ha visto riuniti i leader delle diverse confessioni cristiane. Tra gli argomenti trattati, ha meritato una particolare attenzione il Movimento del disinvestimento dai combustibili fossili, che da anni invita le istituzioni cattoliche ad agire per il bene dell’ambiente. L’obiettivo del movimento è avvicinarsi a un'economia basata sull'energia pulita. Dall’incontro di preghiera  è scaturito un invito mondiale: «A tutte le persone di fede ad unirsi a questo sforzo per il disinvestimento e a prendere parte al crescente movimento per prenderci cura del nost... leggi tutto
Sono giovani, laureate, provenienti da diversi Paesi del Medio Oriente. Sono le donne che hanno dato vita a Nsawya FM, la prima web radio femminile saudita, che va in onda da un Paese segreto per dare voce a chi voce non ha. Nsawya FM si rivolge alle donne parlando di violenza domestica, di come tutelarsi dagli uomini e di altre questioni che limitano i diritti delle donne nel regno del Golfo. «Abbiamo iniziato questo progetto per tenere traccia delle nostre azioni, in modo che le persone possano capire che esistiamo davvero, che siamo reali - ha detto la principale speaker Ashtar, in un'intervista con la BBC - le autorità saudite potrebbero bannare il nostro account Twitter in... leggi tutto
C’è un paese ricco, dove le persone non valgono niente. Siamo nel cuore dell’Africa, nel paese che nutre ogni giorno l’industria tecnologica nel mondo. Pieno di materie prime come diamanti, oro, stagno, gas, petrolio, uranio, coltan, foreste e acqua, il Congo raccoglie donne e uomini di molte tribù sotto il dominio dittatoriale di Kabila. Da oltre vent’anni il dittatore promette elezioni democratiche, risolte tutte ancora con un nulla di fatto. In questo clima di caos interno, le ricchezze del Congo continuano a fare gola alle multinazionali europee, cinesi e americane, che finanziano i paesi confinanti – primo tra tutti il Ruanda - per attaccare... leggi tutto
Un passo alla volta, anche l’Arabia Saudita sta eliminando gli ultimi insensati divieti nei confronti delle donne. Dopo la possibilità di entrare negli stadi, arriva anche il diritto di sedersi guidare. Dal 24 giugno 2018, infatti, tutte le donne possono guidare l’auto, ma anche i taxi e gli autobus pubblici. Ad annunciarlo è stato il Consiglio della Shura: «Questa è una grande vittoria per noi - ha commentato con soddisfazione Latifa Shaalan del Consiglio - abbiamo combattuto per decenni su questo tema e ogni volta ci veniva detto che non era il momento giusto». Le società di trasporto saudite, in questi giorni, si sono dette pronte ad ... leggi tutto
Da culla della tradizione a cimitero dei migranti, il Mediterraneo da sempre ricopre un ruolo cruciale nella storia dell’umanità. Il Mediterraneo, che rappresenta appena l’1% dei mari del mondo, racchiude nelle sue acque una preziosissima biodiversità che l’impronta umana sta via via disintegrando. Se si considera l’inquinamento da plastica, nel bacino del Mediterraneo si concentra circa il 7% della microplastica globale. Secondo quanto riportato dal nuovo report “Mediterraneo in trappola: salvare il mare dalla plastica” redatto dal WWF Italia e lanciato lo scorso mese, in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, questo impatto grava ... leggi tutto
Si chiama Viacrucis Migrante. È la carovana del Movimiento Migrante Mesoamericano che dal 2010 accompagna i migranti fino a Città del Messico, da dove potranno procedere verso il confine con gli Stati Uniti. Non sono messicani, gli uomini, le donne e i bambini che lasciano le loro terre e decidono di emigrare, o almeno, provarci. Provengono dall’Honduras, dal Guatemala, da El Salvador e dal Nicaragua. Molti di loro si mettono in cammino verso nord ignorando l’esistenza di questa carovana, poi solitamente si uniscono quando la incontrano o quando ne vengono a conoscenza. Nonostante le miserie e i pericoli di un “pellegrinaggio” in solitaria verso l&rsqu... leggi tutto
Il tema, questa volta, sono le presenze in Parlamento. E la situazione, prima di tutto, deve essere risolta internamente. Come scrive Neha Wadekar, infatti, a meno che la Somalia non si impegni a modificare il sistema statale basato sui clan, tutti gli sforzi delle altre nazioni e del mondo intero per rendere la Somalia una nazione stabile e forte, falliranno. È tempo che la Somalia faccia un passo in avanti, per promuovere la presenza delle donne anche nelle posizioni più significative dello Stato. Solo in questo modo esse possono intervenire in politica e promuovere leggi che proteggano e promuovano donne e ragazze. In un villaggio del Jubaland, in Somalia, nella sua ... leggi tutto
Rachel è una bambina malgascia. Quando racconta la sua storia al quotidiano inglese The Guardian ha appena 14 anni. «Era maggio quando alcuni reclutatori sono venuti nel mio villaggio e hanno persuaso i miei a mandarmi a Zanzibar a lavorare da loro. Io ho creduto alle loro promesse, inoltre volevo vedere un posto nuovo e lì c’era il mare». La sua storia di lavoro minorile femminile, ripresa anche da Osservatorio Diritti, è comune a migliaia di altre bambine in Tanzania, a Zanzibar e nel mondo. Lì è iniziato l’inferno. Un incubo fatto di lavoro dall’alba al tramonto, senza alcun compenso, di botte alla minima infrazione, di ri... leggi tutto
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Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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