L’immaginazione è donna? Guia Sambonet
Lunedì, 23 Luglio 2018 18:49

L’immaginazione è donna?

La spiritualità ignaziana, come è noto, può essere sintetizzata nell’invito a “cercare Dio in tutte le cose”.

Ignazio sa anche che, spesso, Dio sceglie situazioni apparentemente banali e lontane dal sublime per comunicare con le sue creature. Al contempo sa che, sebbene non sia in nostro potere caricare di comunicazione divina questa o quell’altra situazione, spesso scambiamo per comunicazione divina ciò che è solo frutto delle nostre proiezioni.

Gli Esercizi Spirituali, dunque, da un lato sono uno strumento per imparare l’alfabeto, la grammatica e la sintassi della personalissima comunicazione divina, dall’altro offrono indicazioni su come riconoscere se il messaggio proviene da Dio, da noi stessi, o da forze esterne impegnate ad ostacolare la nostra relazione con Dio. Soprattutto nel caso di scelte importanti, le “Regole per sentire e conoscere in qualche modo le varie mozioni che si producono nell’anima” (Es. Sp. 313-336) sono di grande aiuto.

Scelte aperte…
Il discernimento della propria vocazione è un processo grazie al quale il desiderio divino per noi incontra i nostri desideri più profondi. L’esito di tale processo è però un figlio di cui spesso riconosciamo soltanto l’ascendenza paterna (il logos) e non quella materna (l’affettività). Nella visione di Ignazio, invece, l’affettività ha un ruolo essenziale e si esprime attraverso le emozioni e il modo in cui le nostre emozioni rispondono alle “mozioni” divine.
Scrive Ignazio: «Chi dà gli esercizi, quando sente che chi si esercita non prova nell’anima mozione spirituale alcuna, come consolazioni o desolazioni, né è agitato da diversi spiriti, deve interrogarlo molto circa gli esercizi: se li fa nei tempi stabiliti e come ...» (Es. Sp. 6). A loro volta, le emozioni sono stimolate dall’immaginazione, invitata a “entrare” nei racconti evangelici su cui si prega.

… con l’immaginazione
Negli Esercizi l’immaginazione è il luogo privilegiato dell’incontro con Gesù. In preghiera si chiede e si riceve il suo perdono, si ascoltano i suoi insegnamenti, si risponde all’invito a seguirlo, in Galilea e poi a Gerusalemme, si piange – o si fugge – di fronte alla croce, si gioisce con Gesù risorto. Quanto più liberamente l’immaginazione si muove all’interno delle Scritture, tanto più facilmente, quando gli stessi sentimenti si presenteranno nella vita di ogni giorno, si sarà in grado di riconoscere la presenza di Dio. Quanto più l’immaginazione ci consente di essere compagni e compagne di Gesù nel primo secolo del Nuovo Testamento, tanto più facilmente potremo essere compagni e compagne di Gesù nel nostro tempo. L’affettività e i sentimenti, ora purificati ed elevati dall’incontro con Cristo nei vangeli, diventano dunque la bussola del nostro apostolato. Il livello di fedeltà che tramite l’immaginazione dimostriamo a Gesù nei vangeli è fondamento e garanzia del nostro essergli fedeli nel mondo in cui ci troviamo a vivere.

Una grande risorsa
Oltre che venire “predicati” a gruppi di persone, negli ultimi decenni gli Esercizi sono tornati a essere guidati individualmente, consentendo così di dedicare a ciascun esercitante un ascolto indiviso. L’attualità degli Esercizi, dati secondo la formula originale, è sorprendente se si considera che nel Cinquecento, all’epoca di Ignazio, nella Chiesa il divorzio tra teologia e spiritualità era avvenuto già da alcuni secoli. In un certo senso, l’età dei lumi avrebbe poi semplicemente esteso il sospetto ecclesiastico nei confronti della spiritualità e della mistica alla Chiesa stessa. Oggi lo spirito dei tempi è cambiato, l’antica diffidenza da parte del mondo scientifico-razionale nei confronti dell’immaginazione è caduta. Psicologia, fenomenologia, ermeneutica e neuroscienze concordano nel riconoscere che l’atto immaginativo precede ogni operazione cognitiva umana. Posso capire quello che un altro dice o scrive solo dopo aver associato con gli occhi della mente ciò che dice o scrive a un’esperienza da me vissuta.

Continua...

Last modified on Lunedì, 23 Luglio 2018 19:00

CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

Leggi Tutto

Instagram

FACEBOOK POST

YOU TUBE

All for Joomla All for Webmasters
Utilizziamo i cookies per facilitare una migliore esperienza sul nostro sito. Se continui la navigazione riteniamo confermato il tuo assenso. Clicca qui per sapere di più sulla policy.