Il dilemma delle “seconde generazioni” Indire
Lunedì, 25 Giugno 2018 09:48

Il dilemma delle “seconde generazioni”

In Italia il tema delle seconde generazioni ha iniziato ad essere dibattuto in maniera consistente negli ultimi dieci anni. In alcuni momenti storici esso è diventato di forte attualità, come è avvenuto, per fare due esempi recenti, qualche mese fa a causa della discussione sul tema della legge sulla cittadinanza oppure al tempo della crisi delle banlieue in Francia.
Il tema dell’integrazione delle seconde generazioni è naturalmente all’ordine del giorno nella scuola, poiché sussistono differenze tra il rendimento scolastico di autoctoni e immigrati, a sfavore di questi ultimi.

Chi sono le seconde generazioni?
In senso stretto, la seconda generazione è formata dai figli e dalle figlie di immigrati nati nel Paese di immigrazione. La letteratura ha stabilito che anche coloro che sono nati nel Paese di origine, ma che sono immigrati nei primi anni di vita, hanno una serie di tratti in comune con le seconde generazioni e quindi possono essere assimilati ad esse per alcuni o molti aspetti, come precisato nel riquadro.

All’inizio del 2017 i minori residenti in Italia sono 9.910.710 su poco più di 60 milioni e mezzo di residenti totali, ovvero il 16,4%.
I minori con cittadinanza non italiana, “cni”, sono invece 1.038.046 su 5.047.028 residenti non italiani, il 20,6%, ovvero più di uno su cinque. I minori “cni” sono anche un numero considerevole sul totale dei minori residenti, praticamente uno su dieci.
Diversamente da quanto avviene per la popolazione immigrata complessiva, ove le femmine sono la maggioranza, quelle di minore età sono un po’ meno dei maschi, pari al 48% del totale.

A scuola
All’interno del sistema scolastico, nell’anno scolastico 2015-16 il numero di studenti con cittadinanza non italiana si è stabilizzato a quasi 815.000 alunni, pari al 9,2% del totale; questa stabilizzazione segue un periodo di forte crescita della componente non italiana. Ciò avviene in un periodo in cui sono state molto numerose le acquisizioni di cittadinanza da parte di minori, come evidenziato in questa stessa rubrica lo scorso gennaio. Di conseguenza non si tratta di un’effettiva stabilità della componente immigrata: molti alunni e alunne sono usciti dalla categoria “nci” in quanto diventati formalmente cittadini italiani, mentre altri studenti sono entrati a farne parte perché arrivati in Italia di recente: 34.048 nell’anno scolastico 2015-16.

Sentirsi “a casa”
Riteniamo che più che cittadinanza formale – che per i minori in particolare è spesso la conseguenza dell’acquisizione di cittadinanza da parte di un genitore – sia interessante approfondire la cittadinanza vissuta come appartenenza.
Nella ricerca dell’Istat “L’integrazione sociale e scolastica delle seconde generazioni”, svolta nel 2015, è emerso che quasi il 38% degli alunni analizzati con background migratorio si sente effettivamente italiano, il 33% si sente straniero e il 29% non sa rispondere.

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Last modified on Lunedì, 25 Giugno 2018 10:06

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