Martedì, 19 Settembre 2017 06:42

Il mondo di Lucy

Fra poco, non appena calerà il buio e saranno sistemate le apparecchiature audio e video, per questi ragazzi e le loro famiglie qui andrà in scena lo spettacolo di una storia vera, una storia di coraggio e di speranza che tuttora continua.

In una fresca sera di mezza estate, l’ampio cortile che affianca la chiesa parrocchiale di Fumane, nella Valpolicella veronese, brulica di bambini e adolescenti che danzano, si rincorrono, scherzano intorno a un palco davanti al quale sono allineate delle panche. Il titolo dello spettacolo è Il mondo di Lucy.

Lucy, figlia dei musicisti veronesi Anna Benedetti e Gianluca Anselmi, che insieme ad altri artisti saliranno su quel palco, è una bambina che nel luglio di otto anni fa è venuta al mondo – ora è qui che saltella, ride e gioca insieme ai coetanei e alla sorellina Stella – sfidando con un’energia misteriosa le più cupe previsioni di una diagnosi intrauterina infausta: al quarto mese di gravidanza, il piccolo feto, accolto con gioia dalla coppia dopo undici anni di attesa di un figlio, si rivelava affetto dalle sindromi di Dandy-Walker e Down.

Un’abbinata rarissima e pressoché ignorata dalla letteratura scientifica (un unico caso riconosciuto al mondo), che preannunciava, per le gravi anomalie degli organi vitali che porta con sé, non solo la scarsa possibilità del feto di superare il periodo di gestazione, ma, nel migliore dei casi, una sopravvivenza della creatura di tipo pseudovegetativo, costellata di sofferenze senza sbocco e destinata a una fine precoce.

«Che vita ci aspetta?»
Prospettiva spiazzante, capace di gettare ogni genitore nel più cupo sconforto oscurando con la paura e il dolore ogni progetto di futuro. Ma Anna e Gianluca, nonostante lo choc iniziale, non hanno ceduto. Nel 2009, trentasette anni lei, quaranta lui, uniti oltre che da un affetto profondo anche da una passione comune per la musica (entrambi professionisti, cantautrice e pianista lei, compositore, arrangiatore e strumentista lui), dopo l’angoscia dei primi giorni – «che ne sarà di questa bambina, di noi, dei nostri sogni?…» – hanno scelto di aprire le braccia con fiducia e con tutte le energie che avevano a disposizione a quella vita che, in barba a indagini e responsi per nulla incoraggianti, ha dato segni tenaci di voler venire alla luce.

Continua...

Last modified on Martedì, 19 Settembre 2017 06:51

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