Lunedì, 09 Luglio 2018 15:06

Oltre i luoghi comuni

Internet e i social media contribuiscono davvero 
a formare la personalità dei giovani quanto 
la famiglia e la scuola? Come affrontare i paventati rischi di un consumo “ossessivo” dei media digitali? Riflettere su alcuni timori espressi dal Documento finale pre-sinodale può orientare degli 
interventi educativi più efficaci

Il rapporto dei giovani con le tecnologie digitali è paragonabile a quello dei pesci con l’acqua: di solito chi è nato all’alba del nuovo millennio vive il rapporto con esse come habitat: non si interroga sulla loro presenza, se fanno bene o male, semplicemente le vive.
Non c’è differenza tra vita online e vita offline, il giovane è onlife e AO (always on), ovvero in connessione permanente con la rete.

Quale disgregazione?
Nel Documento della riunione pre-sinodale sono emersi soprattutto i lati negativi dei media digitali: «desensitizzano», «distruggono la famiglia». In realtà la disgregazione della famiglia viene da lontano, da decenni di cultura liberista e neoliberista che ha esaltato la libertà del soggetto e dell’Io. Forme estreme di individualismo e narcisismo si sono affermate attraverso pratiche di consumo che esaltano il piacere personale e il culto della propria immagine. Ben prima dell’avvento della rete e dei social si è disgregata la famiglia e tutte le forme preposte all’educazione sociale: la scuola, la Chiesa, il partito, le associazioni, ecc.

Non condivido la distinzione tra reale e virtuale: è una percezione che risale all’inizio degli anni Ottanta, mentre la rete è semplicemente infrastruttura e interconnessione della nostra vita. Anzitutto dobbiamo fare i conti con il desiderio umano di potere e di controllo. È un’illusione pensare che la tecnologia risolva problemi esistenziali, sociali e politici; non è fatta per questo, sebbene influisca su di essi.

Una rete di pericoli?
Ci sono pericoli nella rete come ci sono nella vita reale. Una visione naïve elude responsabilità, conoscenza e coscienza delle proprie azioni e delle tecnologie che usiamo. Bullismo e altre forme di aggressione sono sempre esistite: la rete le facilita perché le divulga più rapidamente e mantiene chi le compie a distanza dalla sofferenza delle vittime. Certamente è importante educare anche all’uso della rete, ma le sfide della nostra contemporaneità sono ben più ampie: includono la visione di persona, di società e di futuro. Solo con una visione di futuro si può sviluppare una visione critica del presente.

Credo che la crisi educativa risieda in un mondo adulto che non si assume la responsabilità di essere e comportarsi da adulto; rimane colonizzato da un immaginario economico che non ha altre prospettive esistenziali da proporre se non una vita che esalta denaro e successo.

Oltre le regole
Invocare più regole per limitare i rischi della rete può essere inconcludente, perché è una tecnologia nata per evitare ogni forma di controllo e limitazione d’uso. Durante la guerra fredda tra Usa e Urss doveva garantire il lancio di testate nucleari anche in caso di una sua parziale distruzione.

Continua...

Last modified on Lunedì, 09 Luglio 2018 15:19

CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

Leggi Tutto

Instagram

FACEBOOK POST

YOU TUBE

All for Joomla All for Webmasters
Utilizziamo i cookies per facilitare una migliore esperienza sul nostro sito. Se continui la navigazione riteniamo confermato il tuo assenso. Clicca qui per sapere di più sulla policy.