Mercoledì, 10 Maggio 2017 06:18

La resistenza è un lavoro sacro

Rispolverando la storia di un movimento nato negli anni Ottanta, condividiamo un appello alle Istituzioni italiane, affinché realizzino anche nel nostro Paese il movimento delle ‘chiese santuario’. Perché la vita umana va difesa!

La rapida crescita del numero di rifugiati e la complessità del processo di Sanctuary negli anni Ottanta, richiedeva un sistema centralizzato di coordinamento, una responsabilità presa nel 1982 dalla Chicago Religious Task Force, una coalizione di gruppi di azione, religiosi e sociali, che è stato formato dopo l'assassinio di quattro religiose statunitensi in El Salvador nel dicembre 1980. La prima Presidente del Comitato del Santuario era la sorella Jo'Ann De Quattro, membro del Centro di Pace e Giustizia della California meridionale (un'organizzazione di donne religiose che sono diventate sempre più importanti nel accoglienza dei rifugiati in America Centrale). Padre Alex Zanotelli invita a avviare questo movimento in Italia.

La politica anti-migranti della Ue, come del governo Gentiloni, si fa sempre più pesante. L’Europa, dopo aver siglato quel criminale accordo con la Turchia (costato sei miliardi di euro!) per bloccare i profughi siriani, ha stipulato simili accordi con l’Egitto di Al Sisi (un miliardo di euro) e con il Niger (cinquecento milioni di euro) per bloccare i migranti sub-sahariani.
Anche l’Italia, con il governo Renzi ed ora con Gentiloni, ha perseguito la stessa politica del Migration Compact firmando un patto scellerato con la Libia di El Serraj e un altro con i capi ‘tribali’ del Fezzan, per bloccare i migranti dell’Africa nera. Il governo italiano ha fatto altrettanto con il governo del Niger regalandogli duecento milioni di euro. Questa è la politica europea: esternalizzare le frontiere siglando patti con i peggiori dittatori e pagata a caro prezzo dai disperati della terra. Inoltre la Ue ha pesantemente militarizzato il Mediterraneo trasformandolo in un cimitero (sono oltre cinquantamila i migranti che vi sono sepolti!).

E al suo interno la Ue persegue una politica anti-migratoria fatta di leggi discriminatorie e razziste, di muri, di fili spinati, di centri e ‘campi speciali’ come nell’Ungheria di Orban. “Campi di concentramento”, li ha definiti Papa Francesco. E tanti paesi della UE si rifiutano di accettare la quota di migranti decisa da Bruxelles. La UE infatti prevedeva il ricollocamento di 160.000 rifugiati e invece è riuscita a ricollocarne solo 13.000!

Ancora più grave è il fatto che Bruxelles intende deportare un milione di migranti irregolari entro il 2017. Un’operazione quasi impossibile, oltre che costosa, ma che rivela quale politica la Ue stia perseguendo. “E’ vero che siamo una civiltà che non fa figli - ha commentato pochi giorni fa Papa Francesco - ma anche chiudiamo la porta ai migranti. Questo si chiama suicidio.” E Bruxelles chiede ai 27 stati membri di mettere mano alla propria legislazione per una politica più restrittiva nei confronti dei migranti.

L’Italia ha prontamente risposto con il decreto Orlando-Minniti, il cosidetto ‘Pacchetto Sicurezza’. Il decreto, approvato dal Parlamento il 12 aprile con il ricatto della fiducia, stabilisce che il rifiuto di riconoscimento dello status di rifugiato da parte della Commissione territoriale non è ‘reclamabile’ se non in Cassazione. Non c’è quindi per il rifugiato la possibilità di un appello in Corte. Respinta la domanda, al rifugiato non resta che andare in un Centro Permanente per il Rifugiato (Cpr), per poi essere espulso nell’inferno da cui è fuggito.

E questo sta avvenendo non solo in Europa, ma anche negli USA con il neo presidente Trump, che minaccia di espellere undici milioni di clandestini, in buona parte latinos. Infatti Trump, oltre al muro tra gli USA e il Messico, che gli costerà un miliardo di dollari, ha iniziato ad espellere ogni settimana settecento clandestini.

Per rispondere a questa tragedia, alcune chiese hanno rilanciato il “Sanctuary Movement” (il movimento che offre asilo, rifugio, santuario a chi è ricercato dalla polizia per essere espulso, perché clandestino). E’ un movimento che si rifà alla tradizione biblica (Num. 35,9-34), ripresa poi nel Medioevo, che chi riesce a trovare rifugio in un luogo sacro o in una città asilo aveva il diritto ad essere protetto. Questo movimento ha avuto inizio negli USA negli anni ottanta, quando Reagan deportava i rifugiati ai loro paesi come il Salvador o il Nicaragua dove li aspettava la morte. Più di 500 chiese si erano costituite ‘santuari’ di asilo politico. Molti si sono così salvati.

Ora, con l’avvio della presidenza Trump, ben settecento istituzioni (fra queste, anche città, università e contee) hanno iniziato a dare rifugio politico a chi rischia di essere espulso.

Questo movimento è uno straordinario stimolo per le sonnolente chiese d’Europa. Data la gravità della situazione dei migranti, diventa pressante un appello anche alle chiese in Italia perché lancino nel nostro paese il movimento delle ‘chiese santuario’! E’ un atto di coraggio che devono fare le chiese in Italia, dalle diocesi alle parrocchie, dalle comunità cristiane ai conventi. E’ il coraggio della disobbedienza civile per la difesa della vita umana! E lo stesso coraggio lo devono avere le chiese valdesi, luterane, battiste, metodiste, evangeliche presenti sul nostro territorio. Se le chiese dessero l’esempio, anche città, comuni, municipalità e università potrebbero seguirle.

“Sogno un’Europa in cui essere migrante non è un delitto”, ha detto Papa Francesco lo scorso anno parlando alle massime autorità della Ue. Questo è anche il nostro sogno e il nostro impegno.

Last modified on Mercoledì, 10 Maggio 2017 06:26

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