Un filo tutto rosa Missionaria su moto in visita a comunità cristiane Combonifem
Martedì, 04 Luglio 2017 07:20

Un filo tutto rosa

Non un “angolo rosa”, a mo’ di contentino per i cultori delle pari opportunità, ma un vero e proprio filo conduttore di tutto l’evento: è questo l’approccio scelto dal Festival della Missione per raccontare e riflettere sulla missione 
al femminile

Un Festival tinto di rosa. Così si presenta il primo Festival della Missione, che pervaderà Brescia dal 12 al 15 ottobre 2017.

E non poteva essere altrimenti, considerando che uno dei tre soggetti promotori, la Conferenza degli istituti missionari italiani (Cimi), rappresenta anche il vasto e variegato ambito delle missionarie italiane, suore comboniane comprese, e che la Diocesi di Brescia, altro promotore insieme alla Fondazione Missio, organismo della Cei, è stata la terra natia di non poche protagoniste femminili della missione ad gentes di ieri e di oggi: dalla beata Irene Stefani, suora della Consolata, tra le prime missionarie a evangelizzare il Kenya, dove morì nel 1930, a Enrica Lombardi, fondatrice dell’associazione Museke, imprenditrice laica che ha salvato dal genocidio decine di bambini e bambine ruandesi.
Il Festival si svolgerà nella città della Leonessa proprio nel bel mezzo del mese missionario. Sebbene alcuni tasselli del programma debbano ancora essere definiti, il quadro d’insieme è già molto chiaro e parla decisamente al femminile, attraverso numerosi eventi, temi e ospiti.

Appuntamenti da non perdere
Per citare solo gli eventi più significativi, nella tavola rotonda del 12 ottobre, giornata di apertura pensata come momento per i delegati dei Centri missionari diocesani e per i missionari inviati a Brescia dai vari istituti, tra i relatori ci saranno suor Marta Pettenazzo, missionaria di Nostra Signora degli Apostoli e prima presidente donna della Cimi, e suor Luigia Coccia, superiora generale della Comboniane. Le protagoniste della conferenza sulla “missione al femminile” saranno donne, religiose e laiche, cui preme una modalità più inclusiva di “essere missione su questa terra”, come ricorda papa Francesco nella Evangelii gaudium.
Ma il Festival, improntato a una formula che intende parlare a un pubblico ampio e non solo agli addetti ai lavori, non si limita a classiche conferenze e tavole rotonde; così, ospiti e temi “femminili” saranno disseminati anche in format meno consueti: dagli spettacoli teatrali, di cui uno dedicato alla già citata Irene Stefani, agli “aperitivi” con i missionari e le missionarie, in cui giovani, e non solo, potranno dialogare con uomini e donne che fanno ponte con il Sud del mondo: un respiro mondiale per trascorrere una sabato sera diverso dal solito.

Tra le mostre fotografiche visitabili nei giorni del Festival, almeno due saranno focalizzate su figure femminili: quella dedicata a Madre Teresa e la mostra Donna Africa - I ritratti della fierezza e della speranza, con le splendide immagini di Bruno Zanzottera.

Due africane speciali
Infine, il pubblico del Festival potrà incontrare due donne d’Africa, protagoniste di storie di grande impatto: Blessing Okoedion e Rosemary Nyirumbe.
Blessing, nigeriana, laureata in informatica nel suo Paese e portata in Italia con un inganno, era rimasta intrappolata nell’incubo della tratta, da cui è uscita grazie all’aiuto di suor Rita Giaretta e di Casa Betania.
Rosemary Nyirumbe, religiosa ugandese, ha accolto nelle sue scuole professionali oltre duemila ragazze rapite e seviziate dai miliziani di Joseph Koni, che hanno devastato per decenni il Nord Uganda. Per la sua iniziativa è stata proclamata “eroina dell’anno” dalla rete televisiva americana Cnn.

Last modified on Martedì, 04 Luglio 2017 07:33

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