Mercoledì, 21 Febbraio 2018 12:42

Semplicemente, “esserci”!

Siamo Federica e Gabriele, una coppia di fidanzati. Viviamo a Roma e, dopo quasi 5 anni di fidanzamento, volevamo fare insieme un’esperienza di condivisione. Grazie a suor Lucia, comboniana e parente di Gabriele, abbiamo contattato suor Carmela Coter. Lei ci ha invitato al primo dei vari incontri di conoscenza e preparazione che si svolgono presso la comunità di Via Paolina a Roma. Ed è così che è iniziato un bellissimo percorso, semplice, sincero e anche… sorprendente.

Verso l’ignoto
Inizialmente non avevamo idea di cosa ci aspettasse, sia negli incontri a Roma come nell’eventuale esperienza in missione, ma abbiamo scoperto subito qualcosa sulla famiglia comboniana e sul suo spirito missionario anche grazie ad alcune testimonianze dirette.

Quando, nel mese di maggio, suor Carmela ci ha proposto di partire per lo Zambia, abbiamo subito cercato su internet qualche informazione su questo Paese di cui non conoscevamo praticamente niente. Un po’ per lavoro, un po’ per turismo, anche per periodi medio-lunghi entrambi avevamo già visitato vari Paesi dell’Africa, ma lo Zambia era proprio una novità. Federica è insegnante in vari campi del mondo dell’estetica, così ci è stato proposto di organizzare dei corsi in quel settore professionale. Abbiamo recuperato e portato con noi dall’Italia un po’ di materiale utile, sia per la didattica sia per poter avviare le ragazze al lavoro.

A Lusaka, nel mese di agosto, il centro San Daniele Comboni ospita anche un campo estivo per bambini e bambine di varia età, così prima di partire abbiamo contattato suor Patrizia Di Clemente, responsabile del Centro, per organizzare al meglio il nostro servizio. Poi abbiamo fatto i biglietti e… via! Destinazione Lusaka con scalo a Dubai. Lo Zambia è un bellissimo Paese, pacifico e ricco di risorse, ma segnato da forti disparità sociali, ingiustizie, povertà e abusi. E sono ancora vive alcune credenze popolari per noi ben poco comprensibili.

Come in famiglia
Arrivati a Lusaka abbiamo trovato una città moderna, con palazzi e centri commerciali a fianco di baracche e tendopoli. Dal 7 al 29 agosto abbiamo vissuto al Centro di sviluppo sociale San Daniele Comboni nel quartiere Makeni Villa di Lusaka. Di recente costruzione, è composto da alcuni appartamenti per le suore e per eventuali ospiti e da una struttura con aule, dove si svolgono varie attività didattiche. Una biblioteca e una sala computer offrono a giovani e meno giovani altre opportunità educative, perché in Zambia sono pochi i libri di testo disponibili. C’è anche una sala teatro e un’area ricreativa con giochi, un campo da basket e uno di calcio.

Da subito le missionarie ci hanno fatto sentire in famiglia. Immediatamente abbiamo respirato quello spirito che in realtà già si percepiva durante gli incontri a Roma: lo spirito missionario. Non fa perdere mai il sorriso e permette di donare e vivere con un’energia unica. Uno spirito contagioso che accomuna tutta la famiglia comboniana.

Scorci inediti
Il campo estivo non era ancora iniziato, così i primi tre giorni abbiamo raggiunto in autobus una delle meraviglie del mondo: le cascate Vittoria a Livingstone! Siamo rimasti a bocca aperta: colori, emozioni, e una natura maestosa che non si vede neppure nei documentari tivù. Zebre, giraffe, babbuini, elefanti, ippopotami e anche coccodrilli hanno fatto da cornice a un paesaggio unico. Anche il viaggio è stato emozionante, attraverso zone rurali costellate di grandi baobab e paesaggi a noi insoliti. Una meraviglia!

E, sulla strada, anche una quantità indescrivibile di tir carichi di rame e altre risorse preziose. Andavano a Maputo, capitale del Mozambico: destinazione Cina.

Al lavoro
Rientrati a Lusaka, iniziamo le attività concordate: insegnamento e campo estivo.
Le giornate erano così scandite: la mattina, all’interno del Centro, il corso di “Manicure, Pedicure e Eyebrows design” di Federica, con diciassette alunne; nel pomeriggio partecipavamo al campo estivo coordinato da Elena, una volontaria della Fondazione Archè, tanto simpatica quanto brava.

I bambini e le bambine, in gruppi di età e sotto la guida degli educatori, partecipavano a molteplici attività fra cui: inglese, lettura, educazione sanitaria, disegno e soprattutto danze e giochi.
Altro momento bellissimo della giornata era il pranzo. Si svolgeva nell’area esterna del Centro, in un clima di gioia e condivisione. La nostra esperienza in Zambia è stata un susseguirsi di sorprese, gioie ed emozioni. Le ragazze hanno partecipato al corso professionale con serietà e impegno, dimostrando capacità e voglia di imparare. Tutte hanno superato l’esame finale, scritto e orale, e ottenuto un certificato. Grazie a questo, qualcuna ha già trovato lavoro.

La gioia di condividere
L’attività con i bambini e le bambine è entrata dentro di noi e mai, ne siamo sicuri, ne uscirà. I loro sorrisi, la loro gioia, la bontà sincera che ci hanno dimostrato e insegnato ogni giorno sono qualcosa di incredibile. Per quanto molti di loro, nonostante la giovanissima età, non abbiano situazioni facili e serene, non passava giorno in cui non ci dimostrassero riconoscenza, affetto e amore. Per ogni abbraccio e carezza data, ne ricevevamo molte di più, in maniera esponenziale. Per aver condiviso un piccolissimo periodo della loro vita, ci hanno donato amore incondizionato.

Ed è questo che ha caratterizzato la nostra esperienza: la condivisione. All’inizio, inquinati in parte dalla nostra mentalità occidentale, pensavano di dovere, volere o potere fare chissà cosa. Alla fine quello che abbiamo capito è che spesso basta esserci, vivere insieme, confrontarsi, ascoltare, esprimere fiducia e rispetto, dare attenzione e amore. E questo si traduce automaticamente in un motore naturale e spontaneo di azioni concrete, in molti casi anche importanti.

Continua...

Last modified on Mercoledì, 21 Febbraio 2018 20:12

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Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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