Domenica, 23 Settembre 2018 12:13

Il mondo dei muri

I fatti di cronaca fanno riflettere: davvero costruire un muro è l'unico modo per risolvere il problema di uno stato? E soprattutto, si risolve davvero?

Durante la Guerra fredda un muro era simbolo di conflitti e zone militari, e proprio per questo veniva disapprovato dai Paesi democratici. Dagli Anni 90, e ancor più negli ultimi 10 anni, è tornato sinonimo di sicurezza e protezione. Un simbolo desiderato dai cittadini spaventati dalle minacce esterne e sfruttato dai politici.

Basti pensare alla soluzione che il Presidente americano Trump ha proposto alla Spagna per arginare il fenomeno migratorio sulle coste (dove, al contrario di Italia e Grecia, il flusso sta aumentando notevolmente nell’ultimo periodo). Una soluzione drastica, ma idealmente molto semplice: costruire un muro nel Sahara. Esattamente la stessa soluzione che gli Usa hanno adottato nei confronti del Messico.

Al che, il ministro degli esteri spagnolo Borrel ha dovuto fargli notare che il deserto del Sahara si estende per quasi 5.000 km. La presa di coscenza di Trump è esilarante: «Il confine del Sahara non può essere più lungo del nostro confine con il Messico».

Tralasciamo la visione distorta di un mondo dove tutto esiste in maniera ridotta rispetto all’America. E tralasciamo anche che Madrid non ha alcun tipo di sovranità sul Sahara e quindi si tratterebbe di costruire il muro in territorio straniero. (La Spagna, infatti, possiede solo due piccole enclavi sulla costa nordafricana: Ceuta e Melilla, separate dal Marocco da controverse recinzioni metalliche). Ciò che stupisce - e allarma - è come la chiusura sia diventata bandiera politica.

Bandiera politica non solo per i regimi autoritari e per le dittature, ma per le nostre democrazie.

Sempre più spesso, infatti, cemento e filo spinato blindano le frontiere di Paesi come Francia, patria dei diritti umani, Slovenia, Ungheria. Paesi che hanno conosciuto il dolore di un muro, di una barriera che divide Stati, regioni, culture e diventa sempre più strumento politico e sempre meno necessità dei cittadini.

Oggi, il muro visto come protezione, viene costruito per assecondare quella paura di invasione su cui tanti governi marciano. Rischiando di dare vita ad un vero e proprio mondo di muri. In realtà, non manca molto, dato che nel 1989, nell’anno della caduta del muro di Berlino, le barriere costruite dall’uomo per separarsi dagli altri popoli erano 15, oggi sono 70.

Per fortuna la Spagna è lontana dall’accettare il suggerimento da oltre oceano almeno tanto quanto imitare la politica italiana della chiusura dei porti. Se quella dei migranti è una “crisi” dei Paesi occidentali, sicuramente non sono i muri la soluzione.

Last modified on Domenica, 23 Settembre 2018 12:34

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