La maledizione revocata

Una bella notizia pervade il mese dedicato alle donne.

Viene dalla Nigeria, più precisamente dallo Stato di Edo tristemente noto per l’emorragia di giovani e giovanissime nigeriane irretite nella trappola della prostituzione forzata.

Ci raggiunge grazie all’iniziativa di un capo tradizionale, Oba, ovvero “re”, Ewuare II, che da Benin City, capitale dello Stato di Edo, governa il popolo Edo o Benin. Con una laurea in Economia conseguita in Gran Bretagna e una specializzazione in Pubblica Amministrazione dalla Rutgers University del New Jersey (Usa), è stato anche ambasciatore della Nigeria in Angola, Svezia e Italia.

La sua autorità ha radici nell’Impero Benin, costituitosi in quella regione attorno al 1300 e annesso all’Impero Britannico nel 1897. Il popolo Edo o Benin non è da confondere con la popolazione della moderna Repubblica di Benin, che ha altra storia e collocazione geografica rispetto allo Stato di Edo nella moderna Nigeria.

Re Ewuare II ha costretto gli sciamani, ovvero i sacerdoti della religione tradizionale, a revocare la maledizione dei riti “juju” cui vengono sottoposte le giovani prima di iniziare il “viaggio organizzato” verso l’Europa. Se non ne ripagano i costi con i proventi del lavoro che verrà loro procurato, gli spiriti prenderanno la loro vita o quella dei loro familiari: «Leggono tutto, qualsiasi cosa accada loro, in funzione di questo rito».

L’iniziativa di Ewuare II, appoggiato dal governatore dello Stato di Edo, può liberare dalla paura molte ragazze e donne nigeriane che non osano ribellarsi alla prostituzione forzata, lavoro loro imposto per ripagare un debito assurdo, che supera anche 25.000 euro per un viaggio che ne costa al massimo poche migliaia.

Molte di loro vengono addirittura ricoverate nei reparti psichiatrici a causa dell’assoggettamento al “juju”.

Divulgate questa bella notizia: «Chiunque sia soggiogata dal giuramento “juju”, da oggi è liberata!».

Forse salverete qualche giovane nigeriana dalla disperazione.

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