Mission is possible

Missione compiuta!

La sera del 15 ottobre 2017 si è conclusa a Brescia la prima edizione del Festival della Missione, dal titolo Mission is possible.

La vigilia era densa di timori: come sarà la partecipazione? Ci saranno imprevisti? In effetti il Festival della Missione, con tutte le sue articolazioni, era come una grande orchestra invitata a suonare senza aver fatto le prove. Da giovedì 12 a domenica 15 ottobre in città e dintorni si sono susseguiti più di trenta eventi fra tavole rotonde, concerti e spettacoli. Il territorio pullulava anche di 22 mostre e 20 veglie di preghiera. Nello “Spazio autori” uno sciame di incontri e nei bar del centro inediti “aperitivi missionari”.

Oltre 80 gli ospiti coinvolti, alcuni anche dall'estero: missionari e missionarie, religiosi e non, vescovi e sacerdoti, ma anche laici e laiche, scrittori, studiosi, artisti ed esponenti della cooperazione internazionale. Oltre 1.000 le iscrizioni pervenute, di cui 220 da missionari e missionarie. Iniziato nelle chiese e nella sala dell’Università Cattolica, il Festival è fluito progressivamente nelle strade e nelle piazze, nel Palazzo della Loggia e nell’Oratorio San Barnaba. Corso Zanardelli ne è stato il cuore, con le tende di infopoint, “Spazio libri” e “Spazio autori” a incuriosire i passanti.

La partecipazione è andata ben oltre le aspettative: 15.000 le presenze negli eventi al chiuso e nelle mostre disseminate in città e in provincia. Molti incontri e il concerto dei The Sun all’ex PalaBrescia hanno registrato il tutto esaurito. Impossibile contare le altre migliaia che hanno partecipato agli eventi all’aperto: animazione di strada, giochi ed esibizioni corali. Quella del Coro Elykia, domenica mattina, ha riempito piazza Paolo VI.

Anche gli inediti "aperitivi missionari" nei bar del centro hanno suscitato grande interesse.

«Il Festival è stato uno strumento e un segno tangibile di sinergia: lo spirito di comunione tra i diversi organismi e persone che vi hanno lavorato non è mai mancato. Questo è un grande obiettivo raggiunto, un “processo avviato”. Insieme si può, anzi si deve», afferma suor Marta Pettenazzo, presidente della Conferenza degli Istituti missionari italiani (Cimi).

Gerolamo Fazzini, direttore artistico, gioisce: «Mi pare che l’evento sia stato espressione di una Chiesa in uscita che va nelle piazze provando a parlare i diversi linguaggi della gente, toccando sia le corde dell’emotività che quelle della ragione».

Fra creatività e meraviglia, e nonostante qualche nota stonata, il Festival ha offerto una sinfonia stupenda. È stato una festa bella e profonda, anche per i contenuti offerti da Max Laudadio, i The Sun e Davide Van de Sfroos.

Un grazie di cuore a chi, con tanta dedizione, ha pensato e organizzato l’evento.

E ora non resta che cominciare a preparare … il prossimo Festival!

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