Borno, Adamawa e Yobe. Non sono solo remoti Stati federali, teatri del conflitto civile di matrice jihadista che infiamma il nord-est della Nigeria. Sono anche regioni in cui si sta consumando nel silenzio una delle più gravi crisi umanitarie degli ultimi decenni. È qui che gran parte dei 5,2 milioni di nigeriani soffre di insicurezza alimentare. «La situazione nel Sahel è destinata ad aggravarsi a partire da questo mese di giugno», afferma un recente rapporto delle Nazioni Unite. E nell’intera regione subsahariana il totale delle persone minacciate dalla carestia è ormai vicino ai 26 milioni. «Diminuiranno le riserve di cibo in gran parte... leggi tutto
È inutile cercare, con lo sguardo, qualcosa di conosciuto e vicino nell’accumulo di detriti che si trovano dietro alla GSB, la stazione ferroviaria di Belgrado. Per mesi e anni, gli edifici abbandonati dietro alla stazione -soprannominati barracks dai migranti- sono stati un rifugio per chi percorreva, o almeno tentava, la rotta balcanica. Ai primi di maggio sono stati sgomberati e distrutti, per lasciare posto ai lavori del Belgrade Waterfront: un imponente progetto di ricostruzione del quartiere Savamala, finanziato dai petrodollari di Eagle Hills. Lo sgombero era stato annunciato da mesi: doveva cominciare in marzo, poi in aprile, infine è arrivato in maggio. Questo ... leggi tutto
Le donne vengono spesso liquidate semplicemente come ‘la moglie di’ oppure la ‘poliziotta’, noi vogliamo ricordarle nel loro impegno concreto. Pensiamo a Francesca Morvillo che sposò Giovanni Falcone e pochi ricordano che fu essa stessa una integerrima magistrata, riservata, schiva da ogni clamore, ma testimone di una genuina ricerca della giustizia. Figlia di un magistrato - Guido Morvillo e sorella di Alfredo Morvillo attuale procuratore -, la sua famiglia affonda le radici nel lontano Risorgimento. La descrive così la prima magistrata di Palermo, Maria Teresa Ambrosini, amica e collega di Francesca: “La incontrai nuovamente nel febbraio del 19... leggi tutto
I diversi soggetti che si uniscono nell'annuncio - compresi ordini religiosi e diocesi dal Regno Unito, Stati Uniti e Italia - hanno rilasciato la dichiarazione di disinvestimento in vista dei negoziati internazionali di questo mese sulle misure di attuazione dell'accordo di Parigi sul clima. Combustibili fossili come carbone, petrolio e gas sono la causa principale delle emissioni di gas a effetto serra che stanno cambiando il clima e aggravando la situazione di povertà in cui versano le comunità più povere del mondo. A livello mondiale, il 2016 è stato l'anno più caldo sinora registrato, un triste record attribuito precedentemente anche al 2015 e il 2014... leggi tutto
È difficile far festa in questo Primo Maggio. Come celebrare la festa del lavoro, quando augurare "buon lavoro" – soprattutto ai giovani – sta diventando imbarazzante, perché è un augurio troppo spesso irresponsabile, in una società che sta distruggendo il lavoro? Che festa è oggi per chi non lavora mai o per chi è costretto a lavorare anche in giorni come questo per consentire i nostri riti consumistici? Eppure, dobbiamo continuare a far festa, anche e soprattutto per chi non può festeggiare. E una festa che celebra conquiste avvenute "dal basso", anche grazie a eventi tragici, ci ricorda che i passi avanti hanno bisogno di consap... leggi tutto
Festeggiamo il 72° anniversario della Liberazione dal fascismo e dal nazismo e della fine della Seconda Guerra Mondiale. Mentre ricordiamo i cruenti sacrifici di chi si è opposto alla dittatura, celebriamo con riconoscenza il valore della Resistenza e dei suoi ideali di Verità e di Giustizia. Non possiamo però nascondere che troppo spesso la storia della Resistenza è taciuta, deformata o sminuita. La memoria è un patrimonio prezioso da preservare trasmettendo, soprattutto ai giovani, i valori di Pace e fratellanza e la straordinaria attualità dei principi democratici sanciti nella Costituzione. Oggi, invece, l'elenco di guerre, conflitti, atten... leggi tutto
Dai campi profughi dell’Uganda, sono rientrata brevemente a Kajo Keji, in Sud Sudan, con altre due suore comboniane, due fratelli comboniani e quattro loro operai. Arrivati al confine tra Uganda e Sud Sudan, abbiamo trovato i soldati del governo: volti stanchi. Non c'era luce nei loro occhi, né un sorriso sulle loro labbra. Anche loro soffrono la guerra. È proprio vero che dalla guerra nessuno ci guadagna. In verità, ci guadagnano solo i produttori di armi, che le vendono ai Paesi più poveri, a volte scambiandole con beni preziosi come l’avorio. Lungo il cammino verso Lomin abbiamo notato molti negozi con le porte di metallo piegate o squarciate. In a... leggi tutto
Da circa 20 anni vengono persi quasi 10 milioni di ettari di foresta ogni anno. Le cause principali sono, da una parte l’aumento progressivo della popolazione; dall’altra lo sviluppo delle produzioni agricole di palme da olio e soia. Coltivazioni tanto sviluppate che comunità intere basano la propria sopravvivenza sul commercio internazionale di questi prodotti. Impossibile per l’Europa ignorare la propria responsabilità, e quella dei consumatori, nell’ambito della deforestazione, attraverso l’importazione e il consumo di oli vegetali. Da qui, la risoluzione del Parlamento focalizzata soprattutto sulla presenza di olio di palma in alcuni tipi di ca... leggi tutto
Un'alimentazione sana e di qualità, un lavoro decente, una politica agricola giusta e sostenibile in una Europa dei Popoli e della Solidarietà. Invitiamo le organizzazioni membri del Coordinamento Europeo Via Campesina (Ecvc), i gruppi di alleati, i cittadini e tutto il movimento contadino per la sovranità alimentare in Europa, a prendere parte alla mobilitazione del 25 marzo - 60 anni dopo la firma del Trattato di Roma - per un' Europa diversa, un' Europa che si prenda cura della sua popolazione e non protegga gli interessi delle imprese, per una politica agricola che si traduca in alimenti qualità, salari dignitosi per i produttori e un lavoro meritevole che pr... leggi tutto
In occasione dei sessanta anni dalla firma dei trattati di Roma ci riuniamo, consapevoli che, per salvare l’Europa dalla disintegrazione, dal disastro sociale ed ambientale, dalla regressione autoritaria, bisogna cambiarla. Un grande patrimonio comune, fatto di conquiste e avanzamenti sul terreno dei diritti e della democrazia, si sta disperdendo insieme allo stato sociale, a speranze e ad aspettative. Negli ultimi anni, con trattati ingiusti, austerità, dominio della finanza, respingimenti, precarizzazione del lavoro, discriminazione di donne e giovani, anche in Europa sono cresciute a dismisura diseguaglianza e povertà. Oggi siamo al bivio: fra la salvezza delle ... leggi tutto
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Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

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Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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