Forse il nostro Paese sta avendo la meglio sulla pandemia. Ma come se la cava il resto del mondo?Come stiamo proteggendo le comunità più isolate? Nell'Amazzonia ecuadoriana il Covid-19 rischia di avere tragiche conseguenze. I popoli indigeni Waorani si stanno organizzando per affrontare la pandemia senza particolari aiuti governativi. Consigli e informazioni sanitarie vengono diffuse in radio per fare in modo che tutti, anche le popolazioni che vivono nelle aree più remote della foresta, possano avere accesso alle notizie relative al virus. Le notizie sono diffuse anche attraverso altri mezzi, da Whatsapp alle arti visive: disegni fatti circolare nei villaggi... leggi tutto
In Africa resta ancora basso il livello di diffusione della pandemia del coronavirus. Secondo dati ufficiali in 47 stati su 54 del continente si registrano 4.748 casi di contagio – di cui 1.292 solo in Sudafrica – con 174 decessi e 330 persone guarite. Ma non c’è da illudersi, dichiara Ellen Johnson Sirleaf, ex presidente della Liberia e premio Nobel della pace, che avverte: «È solo una questione di tempo. Il Covid-19 colpirà il continente, che è il meno preparato ad affrontarlo. Dobbiamo agire adesso per rallentarlo, rompere la catena di trasmissione». Per alcuni misure strettissime Già vari stati africani si sono mobilitati... leggi tutto
Il Pil africano, secondo quanto scritto nel rapporto, continua a salire. Nel 2019 l’incremento si è attestato sul 3,4%, quest’anno aumenterà di mezzo punto e nel 2021 supererà leggermente il 4% (4,1%). Questa crescita è guidata da una trentina di Paesi su 54. L’Afdb sottolinea che sei delle dieci economie in più rapida crescita al mondo sono in Africa: Ruanda (8,7%), Costa d’Avorio (7,4%), Etiopia (7,4%), Ghana (7,1%), Tanzania (6,8%) e Benin (6,7%). L’istituto finanziario panafricano rileva che per la prima volta, in oltre un decennio, questo incremento è in gran parte il risultato di investimenti, soprattutto nelle in... leggi tutto
New Kanyama, a circa due chilometri dal centro di Lusaka, accoglieva immigrati da ogni parte dello Zambia.La nostra casetta, molto semplice, si trovava nel recinto della chiesa. Il parroco era polacco, reduce da un campo di prigionia durante la repressione comunista, ma non viveva lì. Il giorno del nostro ingresso ufficiale, la comunità cristiana ha preparato una festa nel cortile della chiesa. Ci hanno fatto sedere al posto di onore e ogni gruppo della parrocchia, guidato da laici, si presentava e ci portava un regalo.I primi tempi eravamo davvero molto povere. Un giorno siamo rimaste senza olio per cucinare. La sera, una donna anziana, Veronica, arriva con un cesto di patate... leggi tutto
Una palla ovale è diventata il simbolo del riscatto per un gruppo di ragazze di Mathare, il secondo più popoloso slum di Nairobi. Merito di una squadra di rugby, le Vivigals, nata nel 2006 tra le baracche di lamiera e ben presto diventata un efficace strumento di promozione sociale. «Lo scopo primario della squadra è il recupero di ragazze che vivono in situazioni di gravi disagi», spiega l’allenatore Stephen Wakaya, ex giocatore della nazionale keniana di rugby. «Alcune giocatrici in passato hanno subìto violenze domestiche o stupri, altre sono state costrette a prostituirsi o sono finite nel buco nero della droga». In genere si tra... leggi tutto
Non sono stati pochi i cessate il fuoco e gli accordi di pace sottoscritti tra le fazioni avverse in Sud Sudan, dove la guerra civile è scoppiata dopo soli due anni di indipendenza nazionale. Ieri, a Roma presso la Comunità di Sant’Egidio, è stata annunciato in conferenza stampa che è stata siglata una nuova Dichiarazione sul processo di pace in Sud Sudan. Un testo breve, che si concentra su tre punti: l’entrata in vigore della cessazione delle ostilità dalla mezzanotte del 15 gennaio; l’impegno a continuare il dialogo, al fine di raggiungere una «pace inclusiva e sostenibile», sotto gli auspici di Sant’Egidio e in consul... leggi tutto
L’Africa è un continente con «immense ambizioni, aspirazioni, ma anche bisogni». Ursula von der Leyen, la nuova presidentessa della Commissione europea, ha dichiarato che non è venuta ad Addis Abeba in Etiopia per annunciare «un grande piano», ma piuttosto per capire «le tendenze che modellano l’Africa e l’Unione Africana, lo sviluppo nel continente, il continente nel suo insieme, le priorità politiche ed economiche». La sua controparte, Moussa Faki Mahamat, presidente della Commissione dell’Unione Africana (Ua), ha sottolineato il «partenariato strategico e poliedrico con l’Europa» e ha affer... leggi tutto
L'agricoltura è la principale fonte di occupazione in Africa. Le donne vi contribuiscono per quasi l'80% della fornitura alimentare, ma al contempo hanno accesso solo al 15% della terra. "Noi - spiega Josefa Leonel Correia Sacko, commissario all'Economia e all'Agricoltura dell'Unione africana - vogliamo incoraggiare le donne a fare agricoltura come impresa, e non solo come forma di sussistenza. Vogliamo cambiare il paradigma e dare loro la possibilità di modernizzare l'agricoltura in modo che possano aumentare la produttività e anche il reddito delle famiglie". Una soluzione innovativa in discussione al forum è la coltivazione verticale: un metodo che non utiliz... leggi tutto
Mentre negli Usa sono ben 100 gli impianti a carbone chiusi o in via di smantellamento dopo l’insediamento di Trump, uno schiaffo per il presidente, la protesta contro il carbone arriva anche in altri continenti. In questo contesto, la Cina gioca un ruolo molto ambiguo. Pechino ha frenato con decisione, infatti, l’espansione del carbone a casa propria, ma la sua industria sta espandendosi all’estero, tanto che un quarto delle centrali a carbone in costruzione nel mondo, 8 solo in Africa, sono supportate dalla Cina. È questo il caso dell’impianto da 1.050 MW che si vorrebbe realizzare in Kenya, con un costo stimato in 2 miliardi di dollari, per il 60% finanzia... leggi tutto
Roghi. Dolosi e colposi.Fiamme. Questo è stata l’Amazzonia nelle ultime settimane. Incendi appiccati intenzionalmente da criminali ingaggiati dai latifondisti con l’accondiscendenza del presidente Bolsonaro. Le fiamme nella foresta pluviale più grande del mondo hanno cavalcato gli effetti del riscaldamento climatico, diventando ancora più difficili da controllare, fermare e spegnere. Ma l’Amazzonia non è l’unica a bruciare. Ne l’unica a farlo volontariamente. In Indonesia si è riscontrato un fenomeno simile: tra gennaio e luglio sono andati in fumo 135mila ettari di selva, quasi il doppio rispetto all’intero 2018. Le au... leggi tutto
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Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

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Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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