A destra di questi movimenti, il malcontento, la paura, la rabbia vengono scaricate sui migranti dai cosiddetti populisti. O sovranisti in salsa italica. Al malcontento, alla paura e alla rabbia, la sinistra risponde balbettando. Quando risponde. In genere preferisce polemiche poco efficaci del tipo: “Volete che vinca Salvini?” o un atteggiamento silente.Il No alla violenza contro i corpi e la mente femminile, nella questione sociale, nel linguaggio, rispetto all’ambiente, lo ascoltiamo da chi è sceso in piazza. Cominciamo dai cortei femministi. NonUnaDiMeno si muove in tante città italiane e nel mondo. Donne aprono il corteo. Seguono maschi abbastanza a... leggi tutto
Ormai i segnali che dobbiamo cambiare ci sono tutti, e sappiamo anche cosa dovremmo fare. Sappiamo che dovremmo cambiare parco energetico, che dovremmo orientarci verso un’economia circolare, che dovremmo cambiare modelli di consumo, cambiare approccio rispetto ai rifiuti... Sappiamo, ma non agiamo. O meglio, agiamo ancora con troppa lentezza. Basti dire che di tutta l’energia che consumiamo a livello mondiale, l’80% proviene ancora da combustibili fossili. Non solo petrolio e gas, che assieme coprono il 53% del fabbisogno energetico mondiale, ma anche carbone (assai più inquinante), che interviene per il 28%. E se guardiamo al modo in cui produciamo energia elettric... leggi tutto
Il 29 novembre 2019 tutti e tutte in piazza per il 4° Sciopero globale per il clima. L’iniziativa, avviata in sordina a Stoccolma nell’agosto 2018 dalla giovane svedese Greta Thunberg (classe 2003), oggi abbraccia il mondo. È guidata da ragazzi e ragazze, ma la partecipazione di adulti sensibili alla questione climatica è crescente, perché l’evidenza dei danni ambientali innescati dalle azioni umane è chiara: nel 2019 sono stati registrati picchi di caldo ed eventi meteorologici estremi molto preoccupanti (in rosso sulla mappa quelli riconducibili a noi “esseri umani”). Coloro che si ostinano ancora a negare che Il clima è... leggi tutto
Scoperta preoccupantePer molto tempo è sembrato che i minerali fossero inesauribili, ma, con l’ingresso nell’epoca dell’iperproduttivismo, questa certezza ha cominciato a vacillare. Il problema non è tanto la quantità quanto la concentrazione. Ne sanno qualcosa i cercatori d’oro dell’Amazzonia, che devono setacciare enormi quantità di terra e di acqua per trovare quantità minime del prezioso minerale. E poiché di certi minerali oggi ne servono quantità importanti, solo i depositi ad alta concentrazione sono economicamente sfruttabili. Se assumiamo come riserve i depositi ad alta concentrazione, ci rendiamo conto c... leggi tutto
Proteggere l’ambiente è necessario.Ma anche rischioso. Lo sanno bene gli ambientalisti. Lo sanno le donne indigene che difendono la foresta.Lo sa Catherine McKenna, Ministra dell’Ambiente Canadese, ripetutamente insultata sui social e nella vita reale per il suo impegno nella protezione dell’ambiente e per la sua ultima dichiarazione di voler ridurre le emissioni di CO2 del paese del 30% entro e non oltre il 2030. McKenna ha dichiarato che non si lascerà fermare dalle minacce, ma che vorrebbe che gli abusi verbali nei suoi confronti cessassero. D’altronde, è grazie a donne e uomini come lei, se alcuni aspetti del cambiamento climatico stanno le... leggi tutto
Elena e Marco hanno poco più di vent’anni e traboccano di energia e di voglia di vivere. Si frequentano da tempo e sognano di sposarsi presto. Ma un tarlo rode la loro felicità: «Per senso di responsabilità, scegliamo di non avere figli e figlie. Il disastro ambientale che incombe ci spaventa: quale vita si prospetta per loro, se già la nostra è a rischio?». Possiamo dar loro torto? Eppure non è troppo tardi per arginare un riscaldamento climatico che sembra inesorabile: se il buco nell’ozono si sta progressivamente richiudendo da quando i gas nocivi sono stati messi al bando, scelte politiche e personali virtuose potranno ... leggi tutto
Roghi. Dolosi e colposi.Fiamme. Questo è stata l’Amazzonia nelle ultime settimane. Incendi appiccati intenzionalmente da criminali ingaggiati dai latifondisti con l’accondiscendenza del presidente Bolsonaro. Le fiamme nella foresta pluviale più grande del mondo hanno cavalcato gli effetti del riscaldamento climatico, diventando ancora più difficili da controllare, fermare e spegnere. Ma l’Amazzonia non è l’unica a bruciare. Ne l’unica a farlo volontariamente. In Indonesia si è riscontrato un fenomeno simile: tra gennaio e luglio sono andati in fumo 135mila ettari di selva, quasi il doppio rispetto all’intero 2018. Le au... leggi tutto
Brucia l’Amazzonia e lo sappiamo ormai tutti. Ma ciò che abbiamo ignorato fino a oggi è che anche l’Africa è in fiamme. E da più tempo. Congo e Angola, infatti, sono interessati da vasti incendi almeno da metà luglio. I peggiori incendi degli ultimi 15 anni, dicono gli esperti. Una catastrofe rimasta a lungo sotto traccia, a differenza di quella brasiliana, e che forse ora, spinta dai fuochi amazzonici, arriva al centro del dibattito politico. Questa animazione creata dalle foto satellitari della NASA evidenzia come il fumo sul continente africano sia visibile da molti giorni prima rispetto a quello prodotto dagli incendi in Amazzonia. Una tra... leggi tutto
Da sempre sono stato affascinato dal mondo produttivo e dalle sue logiche culturali. Sono due i motivi per cui ho scelto di studiare Economia all’Università di Padova: il primo è la breve distanza dalla mia famiglia e il secondo è la dimensione più ridotta e umana rispetto ai grandi atenei. Durante gli anni universitari ho avuto l’opportunità di studiare in Francia e negli Stati Uniti e di avere una breve esperienza lavorativa in Belgio. Opportunità ed esperienze che hanno ampliato in me la visione internazionale e rafforzato la consapevolezza dei miei punti di forza e dei miei limiti. Sosta generativaIl percorso dell’anno sabbatic... leggi tutto
Perché un Sinodo?L’obiettivo principale, secondo le parole di Francesco, è quello di «trovare nuove vie per l’evangelizzazione di quella porzione del popolo di Dio, in particolare le persone indigene, spesso dimenticate e senza la prospettiva di un futuro sereno, anche a causa della crisi della foresta amazzonica, polmone di fondamentale importanza per il nostro pianeta».Il Sinodo si svolgerà a Roma per far sì che le sue riflessioni superino i confini dell’Amazzonia: devono entrare nel cuore della Chiesa, per renderla cosciente che, per crescere, ha bisogno di ascoltare i popoli indigeni, per sapere come vivono la loro spiritualit&agr... leggi tutto
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Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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