Si chiama Viacrucis Migrante. È la carovana del Movimiento Migrante Mesoamericano che dal 2010 accompagna i migranti fino a Città del Messico, da dove potranno procedere verso il confine con gli Stati Uniti. Non sono messicani, gli uomini, le donne e i bambini che lasciano le loro terre e decidono di emigrare, o almeno, provarci. Provengono dall’Honduras, dal Guatemala, da El Salvador e dal Nicaragua. Molti di loro si mettono in cammino verso nord ignorando l’esistenza di questa carovana, poi solitamente si uniscono quando la incontrano o quando ne vengono a conoscenza. Nonostante le miserie e i pericoli di un “pellegrinaggio” in solitaria verso l&rsqu... leggi tutto
Il tema, questa volta, sono le presenze in Parlamento. E la situazione, prima di tutto, deve essere risolta internamente. Come scrive Neha Wadekar, infatti, a meno che la Somalia non si impegni a modificare il sistema statale basato sui clan, tutti gli sforzi delle altre nazioni e del mondo intero per rendere la Somalia una nazione stabile e forte, falliranno. È tempo che la Somalia faccia un passo in avanti, per promuovere la presenza delle donne anche nelle posizioni più significative dello Stato. Solo in questo modo esse possono intervenire in politica e promuovere leggi che proteggano e promuovano donne e ragazze. In un villaggio del Jubaland, in Somalia, nella sua ... leggi tutto
Un Paese ancora oggi alle prese con guerre e ingiustizie, ma ricco di sogni, persone, progetti. E proprio attraverso il protagonismo della sua gente, l’Africa può sostenere progetti di sviluppo efficaci. Questo perché La maggior parte dei giovani vive in Africa, Cina e India. In Etiopia, ad esempio, il 45% della popolazione ha meno di 15 anni. Il futuro è di questi popoli! La scorsa settimana, 44 leader africani hanno fatto la storia a Kigali, in Ruanda, firmando l’Accordo africano per la zona continentale di libero scambio (Afcfta). Se tutti i paesi dell’Unione africana (Ua) firmeranno e ratificheranno l’accordo, nascerà una delle pi&ugra... leggi tutto
Sì! Ieri 8 marzo abbiamo celebrato!Ma non con le mimose che la tradizione ci porge. Abbiamo celebrato questa ricorrenza delle donne con gli uomini, padri, sposi, fratelli, figli, nipoti, che ogni giorno, anno dopo anno, non si atteggiano a despoti, non impongono la loro forza fisica e non reclamano supremazia, né in famiglia né sul lavoro.Celebriamo questo giorno con coloro che ogni altro giorno si scoprono in ricerca, per capire meglio se stessi e le donne che popolano il loro mondo. Abbiamo celebrato questo giorno con le donne che non si lasciano ridurre a bambole da vetrina o veline da spettacoli insulsi; con le donne che non hanno bisogno del principe azzurro per v... leggi tutto
Donare la vita non è un compito facile. Non significa solo mettere al mondo. Significa accompagnare, proteggere, ad ogni passo. Ci sono tutto questo viene dato per scontato, la salute, un ambiente pulito, le giuste cure. E ci sono angoli di mondo, invece, dove tutto questo manca. Abitiamo un mondo grande, diviso in molte zone diverse, ma ogni sua parte va a comporre la nostra casa comune. E va protetta. E va rispettata. Ci sono donne che si dedicano a questo. A difendere la nostra casa comune. Sono le donne di Women4climate. Sono donne di potere. Donne che, in questo momento politico, hanno imparato a non stare a guardare, ma si sono inserite al centro dei dibattiti sull'azione... leggi tutto
Siamo in Sud Sudan, dove il conflitto e la mancanza di sicurezza hanno costretto alla fuga 1 cittadino su 3. All’interno del Paese, 7 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria. Ad inizio mese, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha lanciato un appello per lo stanziamento di 1,5 miliardi di dollari per sostenere i rifugiati in fuga e di 1,7 miliardi di dollari per le persone in difficoltà che si troveranno all’interno del Paese nel 2018. Secondo l’Unhcr, infatti, il numero dei rifugiati dovrebbe superare quota 3 milioni entro la fine di quest’anno. «Il costo umano del conflitto in Sud Sudan ha raggiunto pro... leggi tutto
Per i bambini, il modo migliore di imparare e quello di imitare, prendendo come esempio le scene che ogni giorno vivono, siano esse reali o parti di storie e racconti che sentono o leggono. Ma nelle storie spesso gli eroi sono uomini, ragazzi, giovanotti aitanti con qualche grande capacità o con tanta sfortuna. Ma gli eroi, possono essere donne? L’unico modo per saperlo è far scrivere le storie a che poi ci deve credere. Ai bambini. È quello che hanno pensato le fondatrici della National Youth Foundation, un’organizzazione no-profit degli Stati Uniti che ha promosso l’iniziativa “eroine locali”. Il concorso prevede che i bambini scrivano u... leggi tutto
In passato la migrazione femminile era correlata principalmente a un progetto di ricongiungimento familiare. Negli ultimi decenni, invece, emerge un progetto migratorio autonomamente intrapreso da donne, che risultano la maggioranza nei Paesi “sviluppati”. Secondo dati Onu, in Europa nel 2015 le donne costituivano il 52,3% della popolazione emigrata. Prevalgono anche in Nord America (51,2%), Oceania (50,6%) e America Latina (50,4%).Sono invece minoritarie in Africa (46,1%) e soprattutto in Asia (42%). In particolare, negli ultimi 25 anni, per l’Africa e ancor più per l’Asia si è riscontrata una diminuzione nella proporzione di donne che emigrano.Le medi... leggi tutto
«Una giovane donna ha dovuto licenziarsi: il marito non voleva che lavorasse. Era geloso e pensava che il datore di lavoro (della moglie), un uomo giovane, l'avrebbe sicuramente conquistata». «Il marito era più grande di età e le diceva: “Senza di me non sei nessuno”. È stata costretta a cedere la casa di sua proprietà, ha dovuto vendere i suoi gioielli, ha persino disdetto un'assicurazione per riscuotere il premio accumulato negli anni. Il tutto perché lui non lavorava, e ha impedito anche a lei di farlo. La donna si era convinta di non valere nulla, e quando finalmente è uscita da questa situazione ha dichiarato al gi... leggi tutto
Già dal 1933 le donne delle Chiese battiste d’Italia, per iniziativa della missionaria Susy Whittinghill e di Adelaide Fasulo, moglie del pastore Aristarco Fasulo, formarono i primi gruppi di donne, le cosiddette Unioni femminili. Erano strumenti di crescita, condivisione e denuncia della condizione femminile nella società e anche all’interno delle comunità battiste. Nel 1947 confluiscono in un organismo nazionale, il Movimento femminile missionario battista, e verso gli anni Settanta il termine “missionario” viene sostituto da “evangelico”, a significare una più ampia sfera di interesse evangelico e sociale. Donne al governoL&... leggi tutto
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Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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