L’immigrazione è un fenomeno complesso. Soluzioni affrettate possono tradire i principi cardine della civilta' giuridica dell’Unione Europea, violando la base democratica sulla quale si fonda la pacifica convivenza di cittadini e cittadine. Il telegramma del Direttore della Direzione Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere, inviato il 26 gennaio alle Questure d’Italia, per individuare 95 uomini e donne, purché di nazionalità nigeriana, “da espellere e rimpatriare” lo dimostra. L’espulsione collettiva, per di più in base alla nazionalità, è vietata dalla legge*, e l’Italia è st... leggi tutto
Nella Giornata Internazionale per le donne e le ragazze nella scienza (11 febbraio) cerchiamo di dissolvere alcuni stereotipi che ancora sopravvivono nella nostra società. Per farlo chiediamo il parere di Massimo Turrini, Psicologo dello sviluppo e dell’educazione del Centro Studi Erickson, che ha condotto uno studio sull’atteggiamento verso la matematica di alunni e alunne della scuola dell’obbligo. Esiste una differenza di genere nell’apprendimento delle discipline scientifiche?«I bambini, passando dalla scuola primaria alla secondaria di primo grado, sembrerebbero aumentare gli atteggiamenti positivi verso la matematica; nelle femmine, invece, tali at... leggi tutto
Nel 2015, circa 200 milioni di bambine e donne hanno subito pratiche di Mutilazione Genitale Femminile. Metà di queste vivono in Egitto, Etiopia e Indonesia. Secondo una nuova stima calcolata da Unicef, la cifra va ben oltre i 130 milioni previsti nel 2014. Una parte di questo aumento è dovuto al fatto che i dati, per la prima volta, comprendono appunto l’Indonesia: dove pratica viene frequentemente attuata. Tuttavia, la causa principale è l’aumento della popolazione nei paesi in cui la Mutilazione Genitale Femminile è praticata. Anche se questa usanza è in calo in molti stati, la diminuzione viene comunque superata dalla crescita demografica. ... leggi tutto
Il discorso ci porterebbe lontano, ma mi sembra opportuno almeno segnalare che il lavoro teologico, per quanto si specializzi in ambiti disciplinari che richiedono criteri e procedure di indagine del tutto propri, resta comunque un discorso sistemico e bisognerebbe perciò tenere sempre in conto anche la sua articolazione complessiva. Prendere le mosse dalla Bibbia ha un senso, allora, non perché da lì vengano tutte le soluzioni a tutti i problemi, né per un semplice ritorno al passato, ma perché uno dei percorsi teologici irrinunciabili sta nella considerazione delle situazioni presenti alla luce delle origini: il momento fondativo della storia della fede n... leggi tutto
Fürstenberg è una piccola cittadina a circa 70 chilometri da Berlino. Immersa nel verde, è bagnata dai laghi di Schwedt e Baalen. A pochi chilometri da lì, sulla sponda opposta del lago, si trova il campo di concentramento nazista di Ravensbrück. Il più grande lager femminile in territorio tedesco. Qui sono state detenute, tra il maggio del 1939 e l’aprile del 1945, circa 130mila donne. Di queste, 90mila non sopravvissero. Circa 40mila hanno potuto raccontare una storia di salvezza che non parla di rabbia, né di violenza, ma di vita e solidarietà. Forse anche per questo, a pochi giorni dalla giornata della memoria, che onora il rico... leggi tutto
Quest’anno il messaggio di papa Francesco per celebrare la ricorrenza è un inno inequivocabile alla non violenza. Rilanciato da molte organizzazioni, associazioni e anche da singole persone, pone una domanda impegnativa: è davvero possibile trasformare gli scontri in confronti, e gestire gli umani conflitti senza ricorso alla violenza? In effetti la stessa Giornata mondiale della pace risulta pervasa di violenza, dalla Turchia alla Repubblica Democratica del Congo, Paese lontano dai nostri riflettori, eppure dilaniato da violenze raccapriccianti, come tanti altri Paesi in cui imperversano le tante “guerre dimenticate”. Storie di violenza sopraffatta da altra... leggi tutto
Quando si pensa al velo, ci vengono in mente le donne del mondo arabo. In realtà, anche in Occidente, in epoca medievale così come in quella moderna, la testa femminile veniva coperta. Ciò sta a significare che non vi è una netta ed esclusiva appartenenza di questa usanza all’Oriente, a differenza di quel che credono in tanti vedendo le donne velate. L’autrice ci racconta la nascita del copricapo, il suo significato in varie epoche, un significato che si riferisce all’identità personale, all’appartenenza sociale e/o religiosa delle donne. Muzzarelli ci porta a ragionare su un uso non islamico ma cristiano, scrivendo così un li... leggi tutto
Anche i Papi sono uomini e quando fanno “regali alle donne” non pensano “pensieri di genere”. Il più bravo fu Giovanni XXIII: aveva capito il problema e indicava come “segno” l’ingresso della donna nella vita pubblica, la coscienza della sua dignità sempre più chiara e operante, la volontà di essere considerata come persona, tanto nell’ambito della vita domestica che in quello della vita pubblica.Paolo VI chiuse il Concilio con un celebre “messaggio alle donne”, a riconoscimento della loro totale uguaglianza, mantenuta tuttavia nei limiti del ruolo tradizionale, senza menzioni di libertà e diritti.... leggi tutto
La fase di studio che si è aperta nel corpo ecclesiale, a proposito della “ordinazione diaconale” della donna, è una questione che mette in gioco il “corpo”. Il corpo della Chiesa non può più fare a meno di attribuire autorità anche al corpo femminile. E deve farlo con una grande riflessione, che, senza perdere le ragioni di una “differenziazione dei corpi” (maschili e femminili), sappia riconoscere il mutamento e acquisire le novità che su questo piano il mondo tardo-moderno ha saputo elaborare e diffondere.Di fronte a queste novità la Chiesa cattolica soffre di un trauma tanto profondo quanto meritevole di... leggi tutto
Prima di addentrarci nel tema del diaconato femminile sarà bene forse definire chi siano state e siano le diacone. Soprattutto alla luce della successiva corsa a rendere esplicativa la risposta papale alle religiose, corsa resa necessaria (per alcuni) per sottolineare come questa “storia” del diaconato femminile non avesse nulla a che vedere (non sia mai…) con il discorso del sacerdozio e dell’ordinazione. Una specificazione che si accompagna subito ad un’altra: questa discussione non c’entra niente con il femminismo…E allora partiamo, come si usava dire quando si era tra i banchi di scuola, dall’etimologia, che sempre arriva in soccor... leggi tutto

CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

Leggi Tutto

Instagram

FACEBOOK POST

YOU TUBE

All for Joomla All for Webmasters
Utilizziamo i cookies per facilitare una migliore esperienza sul nostro sito. Se continui la navigazione riteniamo confermato il tuo assenso. Clicca qui per sapere di più sulla policy.