«Il mio ventre appartiene al mio padrone». Questa affermazione non emerge dalla fiorente narrativa sullo schiavismo nelle Americhe, non è un ricordo torbido dei secoli passati, bensì è ciò che ancora oggi dice una donna schiava della Mauritania. La Repubblica islamica ha ufficialmente abolito la schiavitù nel 1981, ma sono decine di migliaia le schiave “invisibili”, non registrate all’anagrafe, la cui condizione, ancora culturalmente giustificata, incatena anche il frutto del loro ventre: nonostante la società mauritana sia marcatamente patriarcale, chi nasce da una schiava è considerato alla stregua dei cuccioli... leggi tutto
Il volo della speranza è atterrato. Centotredici rifugiati eritrei, sud sudanesi e somali sono sbarcati all'alba all'aeroporto di Fiumicino con il volo proveniente da Addis Abeba per il corridoio umanitario aperto dalla Cei insieme al Governo Italiano in Africa con la comunità di sant'Egidio e la Caritas Italiana. Dopo le procedure di identificazione delle autorità Italiane hanno finalmente incontrato i rappresentanti delle 18 Caritas diocesane che li accoglieranno e nel pomeriggio li porteranno nelle loro nuove case in Italia dove rimarranno un anno durante il quale dovranno Imparare l'Italiano, iscriversi a corsi di formazione e trovarsi un lavoro. Ad accoglierli in a... leggi tutto
“Vittime” è un termine che non mi piace, indica passività. Sono le “persone” che si sono messe in cammino, che hanno scelto di perseguire un cambiamento, una possibilità. Poi, però, le cose non sono andate per il verso giusto. E se proprio questo termine “vittima” vogliamo usarlo, allora bisogna riconoscerne le varie declinazioni. Si è vittime di pregiudizio, della propria arroganza, della superbia di chi si porta dentro il Dna del colonizzatore; si è vittime del benessere che va sostenuto e alimentato, della paura di chi non ci piace; si è vittime – scusate la retorica – dell’ignoranza. E... leggi tutto
È risaputo che l’economia domestica in Africa sia sostenuta dalla donna. Che si tratti di una madre o di una figlia, il lavoro di cui bisogna farsi carico ogni giorno è degno di un qualsiasi manovale del mondo occidentale, peraltro in assenza di copertura assistenziale e previdenziale. Per questo le donne africane possiedono grinta, ambizione, desiderio di riuscire. Hanno la motivazione e la determinazione di costruire per sé e per la propria famiglia una vita migliore. Sono il fulcro, il cuore e l’anima della famiglia e della comunità. Sono responsabili e competenti nella gestione del denaro e diligenti nello spenderlo, quasi ad esclusivo vantaggio d... leggi tutto
Gran parte della popolazione è fuggita dalle proprie case rifugiandosi in campi di Protezione dei Civili improvvisati attorno alle chiese e nei pressi della Missione Onu. Tali campi hanno via via assunto una certa strutturazione, con un minimo di servizi, ma restano a tutti gli effetti delle enormi tendopoli dove la gente vive ammassata in condizioni subumane. Anche il grande complesso della missione ha accolto migliaia di sfollati. Alcune ong hanno allestito dei dispensari, dove offrono servizi ambulatoriali. Per un periodo Medici senza frontiere ha realizzato un piccolo ospedale pediatrico nel campo Onu, tuttavia il Comboni Hospital rappresenta l’ospedale di riferimento. Per... leggi tutto
Aiutiamoli a casa loro… Ma noi comboniane ci siamo “a casa loro”. Viviamo in Africa da oltre 140 anni: con il nostro corpo e il nostro cuore, e tanta voglia di conoscere e capire. Ci siamo messe in ascolto, insieme a donne e uomini che amano l’Africa come noi: non le sue risorse da sfruttare, ma i suoi popoli da incontrare.Tante di noi sono nate là, perché sono africane, e offrono chiavi di lettura che rimangono invisibili a occhi esterni. Per questo siamo indignate dal persistente silenzio che avvolge l’Africa, vicina di casa dell’Italia, eppure così scandalosamente ignorata dai media, al punto che il fiume di persone riversato su... leggi tutto
La Capitale è davvero assediata dai migranti?? La paura evocata da Virginia Raggi sconcerta. Forse rivela lacune di conoscenza, come quelle che talvolta contagiano i membri delle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale. Joy, nome fittizio di giovane donna in carne e ossa, racconta il suo esodo dall’Africa. Non è perseguitata politica. La sua fuga dal villaggio è frutto di uno scontro fra culture, quella dei suoi antenati e quella di suo padre.Il nonno di Joy era uno sciamano, mediatore con gli spiriti del bene e del male. A lui ricorreva tutto il clan per dissolvere con riti ancestrali ogni maledizione: curare l’aridi... leggi tutto
In questo 2017 l’obiettivo delle Giornata mondiale contro il lavoro dei minori è quello di proteggere soprattutto le bambine e i bambini che si trovano nelle situazioni di conflitti e disastri. Secondo quanto riporta l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Oil), in tutto il mondo, oltre 1,5 miliardi di persone vivono in paesi colpiti da conflitti, violenze e fragilità. Allo stesso tempo, circa 200 milioni di persone sono colpite da disastri ogni anno. Un terzo di loro sono bambine e bambini. Spesso lavorano ben oltre il tempo pieno e sono privati di un’educazione adeguata, una buona salute e del rispetto dei diritti umani fondamentali. Di questi, circa 12... leggi tutto
Borno, Adamawa e Yobe. Non sono solo remoti Stati federali, teatri del conflitto civile di matrice jihadista che infiamma il nord-est della Nigeria. Sono anche regioni in cui si sta consumando nel silenzio una delle più gravi crisi umanitarie degli ultimi decenni. È qui che gran parte dei 5,2 milioni di nigeriani soffre di insicurezza alimentare. «La situazione nel Sahel è destinata ad aggravarsi a partire da questo mese di giugno», afferma un recente rapporto delle Nazioni Unite. E nell’intera regione subsahariana il totale delle persone minacciate dalla carestia è ormai vicino ai 26 milioni. «Diminuiranno le riserve di cibo in gran parte... leggi tutto
Provengono da Sudafrica, Camerun, Costa d’Avorio, Kenya, Nigeria, Uganda e Senegal, in totale sono circa 3.544. Sono le donne africane che hanno partecipato a una recente indagine di mercato condotta da Ipsos. L’istituto francese di ricerca, dopo averne esaminato i modelli di consumo, le speranze, le preoccupazioni e le abitudini di acquisto, ha messo in evidenza come esse siano attivamente impegnate nella creazione di ricchezza, di benessere familiare e dell'istruzione. Che le donne fossero la spina dorsale dell’Africa, avremmo dovuto saperlo, ora però, l’istituto di ricerca francese (Ipsos) ha confermato che esse svolgono un ruolo davvero vitale per lo svilu... leggi tutto
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Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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