Donne e informazione indipendente. Due punti di partenza fondamentali per la speranza dell’Africa. Per alcuni Stati un partner strategico e commerciale d’eccezione, per altri una bomba migratoria da disinnescare. In ogni caso, l’Africa continua a vivere e a lottare per risolvere i propri problemi interni. Nel Sahel, in Paesi come il Mali, la società civile si impegna ogni giorno per ottenere pace e sicurezza. Donne e giornalisti sono in prima linea, consci del passato e aperti al futuro. Il Mali è un gigante al centro dell’Africa dell’Ovest, che dal 2012 affoga in un’interminabile guerra civile tra etnie e gruppi armati. 18 milioni di ... leggi tutto
20 giugno. La Giornata mondiale del rifugiato anche quest’anno registra un nuovo record: nel 2018 quasi 71 milioni di persone sono state costrette a lasciare la loro casa o il loro Paese. Negli ultimi vent’anni il loro numero è raddoppiato: le cause sono molteplici, ma guerre e conflitti prevalgono su tutte. Secondo l’Alto commissariato Onu per i rifugiati, nel 2018 quasi 30 milioni hanno ottenuto l’asilo o una forma equivalente di protezione, circa 3,5 milioni sono richiedenti asilo e oltre 41 milioni sono persone sfollate all’interno del loro Paese. La stragrande maggioranza di questa umanità sofferente vive in Africa, per gli annosi confl... leggi tutto
Donne e oceano. Quale collegamento?Basta, forse, sapere che il 34% degli scienziati marini sono donne? Basta, riconoscere le comprovate capacità di leadership che le donne hanno nella gestione e nella conservazione dei beni ambientali? Basta, sapere che costituiscono oltre la metà della forza lavoro nel settore, eppure guadagnano il 64% rispetto agli uomini e hanno meno accesso alle posizioni decisionali? Basta. Se non altro basta per spiegare come la parità di genere, in un settore come l’ambiente, sia l’unica vera chiave per la sostenibilità. Solo insieme possiamo proteggere le ultime risorse vitali della terra.L’8 giugno, l’Onu ha ospit... leggi tutto
All’indomani delle elezioni europee e amministrative, un sguardo va a ai comuni che hanno scelto le donne. Se si parla di ascesa per quanto riguarda i risultati europei, non si può che fare lo stesso per quelli italiani: sono 14,3% i comuni amministrati da donne. Negli ultimi 30 anni, il numero di donne sindaco è cresciuto più di sette volte, passando dai 145 comuni amministrati nel 1986 ai 1.126 del 2019. Ma l’avanzata femminile, fortunatamente, non è circoscritta all’Italia. In Sudafrica, per la prima volta nella storia, metà dei ministeri sarà affidata a donne. Lo ha annunciato mercoledì 29 maggio il presidente Cyril Ra... leggi tutto
Le cose, in realtà, non sono così semplici, ed è anche di questo che si occupa il Sae: aiutare singoli credenti e comunità ecclesiali a prendere consapevolezza della complessità di una realtà che saremmo tentati di liquidare come risolta.Sul battesimo non siamo tutti d’accordo? No, non lo siamo. Ci sono cristiani che comprendono il battesimo come un segno della fede a cui si accede solo quando si è consapevoli della propria esperienza cristiana. Questi fratelli e sorelle faticano a capire come si possa battezzare un infante, che non è ancora in grado di confessare la propria fede. Se la fede è, prima di tutto, la risposta a... leggi tutto
Organismo cresciuto dal basso, per lo più nelle pieghe del Sae, l’Osservatorio scaturisce dal documento del 2015 Contro la violenza sulle donne: un appello alle Chiese cristiane in Italia, promosso dalle donne e sottoscritto da rappresentanti di dieci Chiese cristiane.È un’aggregazione spontanea, dal basso, frutto del desiderio di rompere il silenzio sulla responsabilità delle religioni tutte, non solo quella cristiana, in merito alla violenza sulle donne. Da qui l’attributo “interreligioso”: donne credenti, in risonanza con la forza interiore che la fede dona, hanno tessuto la tela del protocollo d’intesa. «Tra di noi – s... leggi tutto
Chi conosce Mina Mangal? È una giornalista afghana che da tempo si spende per i diritti delle donne. Soprattutto il diritto all’infanzia, l’abolizione dei matrimoni precoci e il diritto al divorzio in caso di matrimonio sotto costrizione. Mina è stata uccisa lo scorso 10 maggio, a colpi di pistola sulla soglia di casa. Le minacce arrivavano da tempo, ma le sui social scriveva “Non mi fermo”. Alla fine, l’hanno fermata per sempre. Ciò che non si fermerà mai, però, sono le sue battaglie per i diritti delle donne e in particolare quella più complessa: la battaglia per il divorzio. Anche lei, come molte connazionali, era ... leggi tutto
Perché la diversità culturale è importante? Secondo quanto riportato dall’Onu, tre quarti dei principali conflitti mondiali hanno una dimensione culturale. Colmare il divario tra le culture è urgente e necessario per la pace, la stabilità e lo sviluppo. La diversità culturale, infatti, è una forza trainante dello sviluppo rispetto alla crescita economica, al progresso intellettuale, emotivo, morale e spirituale. Una risorsa indispensabile per la riduzione della povertà e il raggiungimento di uno sviluppo sostenibile. Allo stesso tempo, il riconoscimento e l’accettazione della diversità culturale favoriscono il dia... leggi tutto
Sembra un quadro, una statua, un simbolo di coraggio.Testa alta, braccio alzato mentre parla con la folla.Lei è la resistenza. Lei è Alaa Salah. Ha 22 anni, studia ingegneria ed è diventata il volto della resistenza delle donne nel suo paese, il Sudan. Alaa è la nuova icona del femminismo moderno. Con lei la rivolta è donna, in Sudan. Una folla sostenuta da una ragazza vestita di bianco, che a ritmo di trap e al grido di thowra (rivoluzione in arabo) chiede le dimissione del presidente Omar Al Bashir. E lo fa a testa alta. A scattare la foto che ha fatto il giro del mondo, è stata Lana Haroun a Khartoum, capitale del Sudan. A Globalist, la fotogra... leggi tutto
Chi conosce Nemonte Nenquimo? È una donna determinata, come tante altre.Nata nella Foresta Amazzonica, lungo le rive del fiume Curaray, è di etnia waorani. Da piccola lascia la sua comunità per studiare nella scuola della missione, ma torna presto al villaggio per non sentirsi sradicata dal suo popolo. Grazie a questo contatto con il “mondo esterno alla foresta”, Nemonte ha mobilitato quasi 5.000 Waorani a difesa della propria terra: «Prima combattevamo con le frecce. Adesso lo facciamo con la penna. Anzi, il pc». Nemonte ha una figlia di 4 anni, che già conosce tanti canti waorani; le tradizioni ancestrali si conciliano bene con ci&ogra... leggi tutto
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CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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