In Marocco, lo scorso 30 dicembre, un uomo è stato condannato per le ripetute violenze nei confronti della moglie. La pena consiste in 2 anni di carcere, al pagamento di una multa e al risarcimento di alcune migliaia di franchi alla consorte. Punizione troppo lieve? Sicuramente. Ma non dimentichiamo che la società marocchina, fino a poco tempo fa non considerava la violenza domestica come reato. Sono le prime conseguenze della legge Hakkaoui che, approvata a febbraio 2018 dal parlamento di Rabat, prende il nome dalla ministra della Famiglia che l’ha proposta. La normativa, approvata non senza difficoltà a ben dodici anni dalla prima lettura, inasprisce e in alcuni... leggi tutto
Dieci giorni attraccati alla costa. Tutti “irregolari”. Tutti da rimandare in Libia, secondo Matteo Salvini e il governo italiano. Tutto, per ottenere risposte, sostegno e soccorsi dall’Europa intera. Ammirevole, se non fosse che la maggior parte delle persone bloccate per 10 giorni sul ponte della nave Diciotti avrebbe avuto diritto all’asilo politico immediato. Ad affermalo, è Daniela de Robert, delegata del garante per le persone detenute e private della libertà personale. Delle 192 persone che il 26 agosto sono finalmente scese dalla nave, a colpirci sono le donne. Undici. Tutte con meno di vent’anni. Molte partite dall’Eritrea quando er... leggi tutto
Se è vero che la memoria del corpo trattiene, come un buon archivio, anche le esperienze più remote di un essere umano, che cosa resta di quel singolare passaggio che è l’unità a due o la parziale indistinzione tra la madre e il figlio nella fase che precede la nascita e nei primi mesi di vita? Se l’amore conserva, nonostante la varietà delle relazioni e degli interessi umani, una indiscussa “centralità”, non è forse per quella tenerezza antica che precede ogni separazione, ogni differenziazione di poteri, ruoli, attitudini, tutto ciò che ha opposto storicamente l’uomo e la donna, l’adulto e il bambin... leggi tutto
Un grido che è partito dal centro dell’Amazzonia ed è arrivato nitido fino a noi. In qualsiasi parte del mondo fossimo, quelle parole ci sono arrivate chiare e forti, hanno oltrepassato la foresta, scosso le terre e i mari. È stata una richiesta forte, premurosa e austera quella di papa Francesco al popolo peruviano. Un discorso rivolto solo al popolo peruviano, o forse al tutto il mondo, quello che implora a “non normalizzare” a non naturalizzare la violenza sostenendo una cultura maschilista che non accetta il ruolo di protagonista della donna nelle comunità. Una richiesta che è impegno e coraggio allo stesso tempo, da parte di tutte e... leggi tutto
Quand’è che una “mala nuova” diventa “buona nuova”? Quando lo stupro di gruppo viene denunciato da una quindicenne, che lo subisce in silenzio da tre anni. E che ha la determinazione di raccontare tutto al maresciallo dei carabinieri anche quando si tratta di accusare famiglie potenti della ndrangheta del suo paese. È la storia di Anna Maria Scarfò, che Ture Magro ha tradotto in una pièce teatrale di grande intensità: Malanova. Tratto dall’omonima autobiografia di Anna Maria Scarfò scritta con Cristina Zagaria, la rappresentazione espone l’evento dalla prospettiva di un giovane che vede tutto ma non ha mai... leggi tutto
Lo scorso 7 novembre ricorrevano 150 anni dalla nascita di Maria Skłodowska, più nota come Marie Curie. Di origine polacca, nel 1891 si reca a Parigi, per studiare fisica e matematica. L’accademia riconosce che fu lei ad iniziare la ricerca sulle radiazioni, prima da sola, poi con l’aiuto del marito Pierre Curie. È lei che nel 1903 pubblica la “Ricerca sulle sostanze radioattive”, ma in quel tempo il premio Nobel non può essere conferito a una donna, così viene consegnato congiuntamente a Pierre e a Marie. Lei aveva già le mani scarificate dalle radiazioni. Oggi le donne possono essere insignite di un premio Nobel senza bisogno di... leggi tutto
L’unanimità: 146 voti a favore. È così che la Tunisia ha varato, la scorsa settimana, la legge organica contro la violenza e i maltrattamenti sulle donne e per la parità di genere. Il Paese, che ha dato i natali alla primavera araba, si è riconfermato lo Stato più avanzato in materia di diritti delle donne nel contesto arabo. Sarà che nel prepararla sono state consultate tutte le parti interessate: dai ministeri della Donna e della giustizia all’Unione nazionale della donne tunisine (Unft), dall’Associazione tunisina delle donne democratiche (Atfd) all’Associazione parlamentare per la famiglia e altri numerosi espert... leggi tutto
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Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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