Dal 1951 il 20 giugno ricorre ogni anno la Giornata Mondiale del Rifugiato. È stata istituita per commemorare la Convenzione di Ginevra promulgata quell’anno sul diritto d’asilo, ovvero sul diritto di ogni persona, «perseguitata per ragioni di razza, religione, cittadinanza, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per opinioni politiche», a trovare un rifugio.La definizione di “rifugiato” è però in rielaborazione: l’evolversi della storia dei popoli e l’aggravarsi dell’emergenza climatica l’hanno resa obsoleta. Oggi si preferisce parlare di “migrazioni forzate”, indotte da persecuzioni e da g... leggi tutto
Non è bastato neppure Mario Draghi per far diventare quello dei migranti un vero tema europeo. Al vertice europeo, appena concluso a Bruxelles, il futuro dei migranti - e dei paesi di primo accesso - resta affidato alla volontà dei governi, alle auspicabili solidarietà tra Paesi riceventi, senza alcun tipo di oneri o di regole comuni. Il “dossier sui migranti” su cui tanto ha puntato il nostro governo ha avuto, nell’ordine del giorno dell'incontro, una trattazione rapidissima e la sostanza, al momento, non è cambiata. La richiesta di ridiscutere una riforma del protocollo di Dublino - che prevede che il migrante resta dove arriva - non è... leggi tutto
Ogni anno, dal 2001, il 20 giugno si celebra la Giornata internazionale del rifugiato, indetta dall’ONU nel cinquantesimo anniversario della Convenzione di Ginevra del 1951 sullo statuto dei rifugiati. Per celebrare la Giornata, l’UNHCR ha lanciato la campagna Together we can do anything: tra i tanti lasciti della pandemia, infatti, c’è la consapevolezza che solo se ognuno fa la propria parte possiamo creare un mondo più sicuro per tutti. Eppure, mentre nel mondo si celebra questa giornata, sulla rotta mediterranea si continua a morire nel tentativo di raggiungere l’Italia, la Spagna, la Grecia o Malta, per sfuggire a guerra, persecuzioni, conflitti, d... leggi tutto
Non è l’unico caso in cui risulta complicato ottenere informazioni specifiche di genere; questo limite statistico ricorre in tanti altri ambiti di primaria importanza e dovrà essere risolto affinché le politiche volte a ridurre il gender gap, ovvero il divario fra maschi e femmine, non rimangano solo buone intenzioni Cause in divenireFra le principali cause di migrazioni forzate ci sono i conflitti e l’instabilità politica: non a caso nel 2019 i primi Paesi di provenienza di rifugiati, richiedenti asilo e sfollati interni sono la Siria (6,6 milioni di persone), devastata da una guerra decennale, il Venezuela, afflitto da una grave instabilità p... leggi tutto
Così presi dal Covid, dal Recovery Plan, dai vaccini, ci siamo dimenticati dei migranti.Non noi direttamente, ma il governo Italiano e l’Europa tutta. Ora, mentre la stagione si fa più favorevole e il mare si placa, molti barconi sono già stati messi in mare, l’hotspot di Lampedusa è già sovraffollato e dal Mediterraneo arrivano in questi giorni molte richieste di aiuto che cadono nel vuoto. Dall’Europa, l’ipotesi che si fa strada è di pagare i libici perché blocchino le partenze: un po’ come stiamo facendo da cinque anni con la Turchia. Una soluzione che potrebbe forse avere un senso nel breve periodo, ma che l... leggi tutto
L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) definisce le Mutilazioni genitali femminili (Mgf) «forme di rimozione parziale o totale dei genitali femminili esterni o altre modificazioni indotte agli organi genitali femminili, effettuate per ragioni culturali o altre ragioni non terapeutiche».Esistono diversi tipi di mutilazioni che, semplificando, possono essere ricondotti a due: l’uno prevede il taglio o la rimozione di parti dei genitali femminili; l’altro, meno diffuso, è la cosiddetta infibulazione, che può anche prevedere il taglio dei genitali ma principalmente restringe la vagina e impedisce o rende dolorosi i rapporti sessuali.Normal... leggi tutto
Nella Charta Oecumenica, documento firmato a Strasburgo il 22 aprile 2001, le Chiese europee hanno scritto: «Vogliamo contribuire insieme affinché venga concessa un’accoglienza umana e dignitosa a donne e uomini migranti, ai profughi ed a chi cerca asilo in Europa». Sono trascorsi vent’anni. In queste settimane nei Balcani constatiamo come questa volontà sia frustrata. Molti, giustamente, denunciano quella che Johann Sattler, ambasciatore Ue e rappresentante speciale in Bosnia ed Erzegovina, ha definito come una “crisi umanitaria artificiale”. La situazione è ormai nota; essa però non muta. Migliaia di persone continuano a vive... leggi tutto
Per affrontare la questione ci viene incontro l’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere, che ogni anno, pubblicando il Rapporto sull’indice dell’uguaglianza di genere, aggiorna i dati per tutta l’Unione Europea e per ogni singolo Stato membro.L’indice complessivo, pubblicato l’ottobre scorso e relativo al 2018, è di 67,9 su 100 (considerando 1 la situazione di massima disuguaglianza e 100 la situazione di completa uguaglianza): emerge un valore che cresce molto lentamente, di circa mezzo punto percentuale l’anno: di questo passo, la parità sarà raggiunta tra circa 60 anni.L’indice esprime la sintesi di 6 diversi ... leggi tutto
Nel 2018, il 72% della popolazione italiana viveva in una casa di proprietà, praticamente più di 7 persone su 10; di queste, il 13% risultano proprietarie ma stanno pagando il mutuo. Per il resto, il 19% viveva in una casa in affitto a prezzi di mercato e il 9% in un alloggio con affitto calmierato o gratuitamente.Per la popolazione straniera la situazione è ben diversa: il 63,5% abita in una casa in affitto, il 21,5% in casa di proprietà, il 7,7% sul luogo di lavoro e il 7,3% è ospite di altre persone.Nel 2016, secondo dati dell’Agenzia delle Entrate, 231.457 cittadini extra-Ue erano proprietari di almeno un immobile e costituivano lo 0,9% dei propri... leggi tutto
«Conoscere per comprendere» è il titolo del 29° Rapporto Immigrazione di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes presentato giovedì a Roma. Il documento parte dal tema indicato da papa Francesco in occasione della 106esima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato e fornisce un’attenta analisi dei dati sul fenomeno dell’immigrazione nel nostro Paese sotto molteplici aspetti che vanno dalla scuola, al lavoro, all’economia fino all’integrazione. Tra le principali riflessioni il fatto che i migranti siano in continuo aumento nel mondo e che, al contempo, la percentuale di residenti stranieri in Italia sia in calo. Come Gesù... leggi tutto
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Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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