Gran parte della popolazione è fuggita dalle proprie case rifugiandosi in campi di Protezione dei Civili improvvisati attorno alle chiese e nei pressi della Missione Onu. Tali campi hanno via via assunto una certa strutturazione, con un minimo di servizi, ma restano a tutti gli effetti delle enormi tendopoli dove la gente vive ammassata in condizioni subumane. Anche il grande complesso della missione ha accolto migliaia di sfollati. Alcune ong hanno allestito dei dispensari, dove offrono servizi ambulatoriali. Per un periodo Medici senza frontiere ha realizzato un piccolo ospedale pediatrico nel campo Onu, tuttavia il Comboni Hospital rappresenta l’ospedale di riferimento. Per... leggi tutto
Mi chiamo Tecla e vivo a Brescia. Sono stata battezzata dai miei genitori, ma da quando avevo 18 anni mi sono allontanata molto dalla Chiesa e da Dio: come poteva esistere e permettere le tante situazioni di sofferenza che feriscono il mondo?A 32 anni ho desiderato fare un’esperienza in un Paese povero. Convivevo con un compagno e lavoravo come ostetrica alla Poliambulanza di Brescia, ma sentivo forte il bisogno di vivere un’esperienza diversa dalla mia quotidianità. So che non serve andare lontano per prendersi cura del prossimo e non so per quale ragione nutrissi questo desiderio, ma lo sentivo forte. Grazie a un’amica sono entrata in contatto con suor Carmela Cot... leggi tutto
L’Africa subsahariana ospita il 30% di rifugiati e sfollati del mondo. Un numero enorme, data la fragilità economica e politica del continente. Centinaia di migliaia di persone in fuga sono state accolte anzitutto nei Paesi limitrofi.La mappa dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati, pubblicata nel “Rapporto globale 2016”, evidenzia in Africa le principali aree di crisi: Sud Sudan, Repubblica Centrafricana, Mali, Ciad e Nigeria; Burundi, Repubblica democratica del Congo, Somalia. Il sommario precisa: «I Paesi africani costituiscono un esempio encomiabile di offerta di asilo. Tengono aperti i confini e proteggono i rifugiati dai rimpatri coatti. Met&agr... leggi tutto
È stata presentata ieri, in sala stampa vaticana, un’iniziativa di papa Francesco, snobbata da molti media ma per noi degna di attenzione. Se la mancanza di sicurezza gli ha imposto di rinviare la visita in Sud Sudan, che sperava di compiere il prossimo ottobre insieme al primate anglicano Justin Welby, la sua sensibilità lo ha indotto comunque a “farsi prossimo” della popolazione. A non abbandonarla. Con creatività, ha deciso di offrire sostegno a chi allevia la sofferenza della gente, ne sostiene la vita e mantiene le porte spalancate al futuro. L’iniziativa “Il Papa per il Sud Sudan” incoraggia «l’opera delle diverse ... leggi tutto
Dai campi profughi dell’Uganda, sono rientrata brevemente a Kajo Keji, in Sud Sudan, con altre due suore comboniane, due fratelli comboniani e quattro loro operai. Arrivati al confine tra Uganda e Sud Sudan, abbiamo trovato i soldati del governo: volti stanchi. Non c'era luce nei loro occhi, né un sorriso sulle loro labbra. Anche loro soffrono la guerra. È proprio vero che dalla guerra nessuno ci guadagna. In verità, ci guadagnano solo i produttori di armi, che le vendono ai Paesi più poveri, a volte scambiandole con beni preziosi come l’avorio. Lungo il cammino verso Lomin abbiamo notato molti negozi con le porte di metallo piegate o squarciate. In a... leggi tutto
Abbiamo dovuto lasciare Kajo Keji, nell’Equatoria Centrale, Sud Sudan. Una zona fertilissima, dove la missione cattolica aveva avviato una scuola secondaria di qualità e altri servizi molto apprezzati dalla gente. Un paradiso in graduale sviluppo.Lo scontro armato era annunciato da mesi. Tutta la popolazione aveva cominciato a muoversi gradualmente verso i diversi campi profughi del Nord Uganda, che sono tanti e affollati; alcuni più di altri.La nostra comunità è costituita da tre suore comboniane: Dorinda Lopes e Maria do Carmo Carvalhal, portoghesi, ed io, costaricana. Siamo partite da Kajo Keji il 6 febbraio scorso. Al presente abbiamo un alloggio tempora... leggi tutto
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CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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