Tutto inizia con l’appello che papa Pio XII rivolge agli Istituti missionari che ancora non erano presenti in America Latina: era il 1945.All’inizio del 1948 i missionari comboniani arrivano in Messico, a Tijuana, Bassa California.Le giovani interessate alla vita religiosa missionaria vengono indirizzate inizialmente ad altre congregazioni, mentre i comboniani sollecitano le comboniane a iniziare una presenza nel Paese. Le prime sei giovani messicane che chiedono di diventare missionarie comboniane iniziano il percorso formativo in Italia e negli Stati Uniti: la pioniera è Concepción Vallarta Marrón, seguita a Verona da Rosa María Baza Vega e Teresita... leggi tutto
Ingiustizia scandalosaMi ha profondamente toccato, in Centro America, l’incontro con chi vive in contesti di povertà e sfruttamento, in questi Paesi la cui storia è caratterizzata da una lunga catena di repressione, brutalità e violenza contro chi lotta per la giustizia sociale. A Città del Guatemala il nostro gruppo ha conosciuto la realtà del Mojoca, che è nata a partire da ragazzi e ragazze di strada per dare speranza, rinascita e un riscatto sociale a tante persone altrimenti condannate alla disperazione e al degrado. È meraviglioso quello che sta accadendo lì: che l’umanità resista per fiorire splendidamente dove... leggi tutto
Terra di grandi numeriEstesa per sette milioni di chilometri quadrati, l’Amazzonia contiene il 34% delle foreste primarie e fornisce l’habitat al 30% della flora e della fauna del mondo. In essa vivono 33 milioni di persone, alcune delle quali non hanno ancora ricevuto l’annuncio cristiano. Per questi motivi è nel cuore dei papi da molti anni, tanto che san Giovanni Paolo II, rivolgendosi alle popolazioni indigene nel 1980 a Manaus, già esprimeva la sua preoccupazione per questa terra. L’attenzione si è mantenuta viva anche durante il pontificato di Benedetto XVI e ha portato Francesco, dopo le indicazioni da lui espresse nell’enciclica Laud... leggi tutto
Passaggio fra generazioniLa mia passione per l’Africa nasce da un forte legame con mio nonno, che da piccola mi raccontava della sua Africa, terra da lui conosciuta solo attraverso i libri e i racconti di un suo caro amico.Per realizzare il suo sogno, ecco il mio primo viaggio in Madagascar. Un viaggio di piacere che ha dato il via a quello che si prospetta in qualche modo il mio futuro, almeno per quel che riguarda i viaggi e la solidarietà.Da allora sono passati tre anni, e nella mia mente continuavano a scorrere nitide le immagini di quelle terre e di quella popolazione: il mio pensiero fisso era tornare in Africa, ma questa volta per aiutare chi si trova in difficoltà... leggi tutto
Il 9 aprile lasciai Kampala diretta al Nord. Dopo una breve sosta ad Aber, giunsi a Gulu. Da quel giorno vennero bloccati i telefoni e non potei più comunicare né con Kampala, né con Moroto e Arua. Il giorno 10 partivo verso Lira, passando per Aboke-Alito. Spesi la notte a Lira e la mattina dell’11 giunsi a Kitgum. La situazione era dovunque molto tesa, ma le sorelle si mostravano serene, senza escludere momenti di spavento e grande incertezza. Dispensari e ospedali funzionavano ovunque a ritmo accelerato. La notizia della presa di Kampala da parte delle forze tanzaniane mi raggiunse a Kitgum. La radio diceva che il 10 c’era stato su Kampala un continuo... leggi tutto
Una Chiesa “straniera”?Tre storie che evidenziano come anche in terra italiana parrocchie, conventi e monasteri siano sempre più popolati da preti e suore provenienti dall’India, dalle Filippine, dall’Est europeo, in particolare dalla Polonia; dal Sud America e, in buona misura, dall’Africa.Quasi un’invasione, che in tempi di crisi delle vocazioni permette alla Chiesa di mantenere, alla meno peggio, le sue strutture – parrocchie, conventi, istituti, scuole cattoliche, asili – e la presenza religiosa, per esempio negli ospedali.I numeri sono eloquenti. A Livorno i preti stranieri salvano le parrocchie: grosso modo quasi uno su tre provien... leggi tutto
Diplomata infermiera a Londra nel 1953, insieme a Patrizia Clerici, Pierina Bodei e tanti “fagotti”, parte per l’Uganda: da poco era stato riaperto il Canale di Suez e la nave Europa, nuova di zecca, quasi ne sfiorava le sponde. A Mombasa, dalla nave passa al treno: lento e lungo, con un codazzo di vagoni merci, procede sulla linea costruita nel 1901dagli inglesi con manodopera asiatica, per esportare cotone e caffè dal centro dell’Africa e portarvi le loro truppe.Sei mesi di pratica in maternità a Kalongo, nell’ospedale avviato nel 1936 da suor Eletta Mantiero, chiamata dai locali “Ciuletta”. Poi inizia la maternità ad Aber, ne... leggi tutto
Mi chiamo Chiara Bertocco, ho 23 anni e vivo in provincia di Padova. Nel 2016 sono stata in Uganda con un gruppo di giovani. Abbiamo trascorso tre settimane a Lira e abbiamo visitato Gulu.Mi ha colpito l’ospitalità della gente: mi sono sentita amata da loro sebbene non mi conoscessero. Ogni incontro era casuale, eppure mi ha lasciato il desiderio di vivere intensamente ogni giorno. Per abitudine tendo a mettere tutto in schemi prestabiliti, ma questa esperienza ha cambiato il mio modo di impostare la vita. Ora preferisco lasciarmi sorprendere dalle persone.In realtà il viaggio mi ha cambiato ancor prima di partire, perché in questa scelta non sono stata appoggiata ... leggi tutto
Mentre andiamo in stampa, il fragore funesto del ponte Morandi di Genova travolge ancora persone e case: le 43 vittime, con familiari e amici, e le centinaia di abitanti sfollati dalla zona. Sono ferite dolorosissime e assurde, tanto più perché evitabili.Errori umani costellano continuamente la nostra esistenza, ma assurgono a intollerabili tragedie quando l’interesse economico-finanziario di pochi schiaccia, con incuria irresponsabile, la vita di tanti. E non sono soltanto i profitti di Autostrade per l’Italia a essere sotto accusa: sono anche quelli mortiferi di chi attizza guerre per vendere armi, di chi brucia interi villaggi, con i relativi abitanti, per sfrut... leggi tutto
Dal 2006 frequento la comunità di San Nicolò all’Arena di Verona. Ho iniziato come adolescente, partecipando al “gruppo adolescenti”. Terminato il percorso, ho deciso di rimanere a servizio di chi era più giovane di me: desideravo che gli stimoli a crescere offerti a me potessero passare anche a loro.Dapprima ho affiancato il “gruppo delle medie”; dopo, essendo cresciuta io stessa, sono passata ad animare il “gruppo adolescenti”, che seguo da sette anni. Attualmente il mio lavoro come insegnante supplente mi conferma che mi piace stare con i giovani: il contatto con loro alimenta un certa aspettativa verso la vita, che sento ven... leggi tutto
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CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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