Giovedì, 17 Ottobre 2019 14:03

Omaggio a una "maestra" tradita

Chi non ricorda le donne curde, delicate e forti, che dal 2013 hanno fronteggiato l’Isis con il fucile in mano?

La strenua difesa di Kobane, assediata dalle truppe fanatiche dell’autoproclamato Stato islamico da settembre 2014 a marzo 2015, aveva anche il loro volto. Donne in tuta mimetica abituate a maneggiare armi; donne coraggiose, che oggi riprendono i loro posti di combattimento per contrastare l’invasione Turca.

Ma più coraggiosa di loro era quella donna di pace, maestra di emancipazione e dialogo, uccisa il 12 ottobre 2019 mentre, disarmata, procedeva in auto verso Hasakah. Hevrin Khalaf, amava l’incontro più dello scontro: 35 anni e una laurea in ingegneria civile, era segretaria generale del neonato Partito del futuro siriano. Da anni tesseva rapporti con le diplomazie d’America e d’Europa per promuovere la causa del suo popolo e i diritti delle donne. Anche lei donna curda, non maneggiava il mitra ma la parola, con cui trasformava l’inimicizia in desiderio di vivere insieme.

Per questo era anzitutto “maestra di convivenza pacifica” fra etnie e religioni che scontavano un lungo passato di ostilità: le comunità curde, cristiano-siriache e arabe la conoscevano bene e la stimavano.

L’attuale appello delle donne curde le rende onore.

David Sassoli, presidente del Europarlamento, ha ammesso: «La sua uccisione, opera di terroristi islamisti, più attivi dopo l'invasione dei territori curdi da parte della Turchia, è un orrore su cui la comunità internazionale dovrà andare fino in fondo!»

Coloro che il 12 ottobre hanno crivellato di colpi la sua auto, fatto scendere lei e gli altri civili per ucciderli in modo orrendo, sono terroristi e fanatici. Per questo il governo turco, che li arma, è doppiamente colpevole.

E colpevole è anche la diplomazia internazionale, che Hevrin Khalaf conosceva bene e dalla quale è stata tradita: non osa andare oltre una pletora di parole vuote.

Per questo #iostoconicurdi, oltre le parole...

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