Chi conosce Mina Mangal? È una giornalista afghana che da tempo si spende per i diritti delle donne. Soprattutto il diritto all’infanzia, l’abolizione dei matrimoni precoci e il diritto al divorzio in caso di matrimonio sotto costrizione. Mina è stata uccisa lo scorso 10 maggio, a colpi di pistola sulla soglia di casa. Le minacce arrivavano da tempo, ma le sui social scriveva “Non mi fermo”. Alla fine, l’hanno fermata per sempre. Ciò che non si fermerà mai, però, sono le sue battaglie per i diritti delle donne e in particolare quella più complessa: la battaglia per il divorzio. Anche lei, come molte connazionali, era ... leggi tutto
Sono ancora 650 milioni le mamme-bambine nel mondo. Troppe, ma con un'evidente tendenza al ribasso registrata con soddisfazione dal rapporto Unicef 2018 “Child Marriage. Latest trends and future prospects”: in dieci anni le spose adolescenti sono passate da 1 ogni 4 a 1 ogni 5, con una diminuzione del 15%. Eppure il traguardo prospettato dagli “Obiettivi Onu per lo sviluppo sostenibile” rimane lontano: entro il 2030 sarà possibile eliminare questa pratica che, per tante ragazze, blocca la possibilità di studiare e coltivare i propri talenti? La nazione che registra la più incisiva riduzione di questa piaga sociale è l’India, se... leggi tutto
Rachel è una bambina malgascia. Quando racconta la sua storia al quotidiano inglese The Guardian ha appena 14 anni. «Era maggio quando alcuni reclutatori sono venuti nel mio villaggio e hanno persuaso i miei a mandarmi a Zanzibar a lavorare da loro. Io ho creduto alle loro promesse, inoltre volevo vedere un posto nuovo e lì c’era il mare». La sua storia di lavoro minorile femminile, ripresa anche da Osservatorio Diritti, è comune a migliaia di altre bambine in Tanzania, a Zanzibar e nel mondo. Lì è iniziato l’inferno. Un incubo fatto di lavoro dall’alba al tramonto, senza alcun compenso, di botte alla minima infrazione, di ri... leggi tutto

CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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