«Il Giubileo per me è un tempo di grazia. Avere la responsabilità di questa casa comprata dal nostro fondatore Daniele Comboni è per me una grande gioia, perché mi ricorda tutto il cammino fatto in questo luogo durante questi 150 anni di storia e le tante sorelle che prima di me hanno preso cura di questo luogo. Questo passaggio di responsabilità, che passa da una sorella all’altra, e che oggi tocca a me, è proprio un momento di grazia per riconoscere tutto quello che il Signore ha fatto per noi, come congregazione». Commenta così suor Esperance Bamiriyo, congolese, superiora della Casa Madre delle Pie Madri della Nigrizia di... leggi tutto
Sono originaria di Milano e ho conosciuto le Pie Madri della Nigrizia attraverso eventi e pubblicazioni missionarie della Diocesi: presentavano i vari “carismi”, cioè quei particolari “doni dello Spirito” con cui ogni congregazione religiosa vive la sua specificità evangelica. Mi ha colpito subito quello missionario di Daniele Comboni.Questo è stato il punto di partenza che, attraverso varie circostanze, mi ha avvicinato alle Suore missionarie comboniane, donne che non conoscevo e mai avevo incontrato. Sono stata attratta dal “carisma” di Comboni, e il resto è stato un salto nel buio. CON LO SGUARDO DI COMBONITante sono state l... leggi tutto
Dal settembre 1970 all’ottobre 1976 “Madre Federica”, così la chiamano le comboniane che l’hanno conosciuta, assume un compito particolarmente gravoso: il riaffermato fine “esclusivamente missionario” della congregazione impone di chiudere tante comunità che in Italia e altrove avevano svolto una funzione importante ma non finalizzata a far conoscere il Vangelo “a popoli che non lo conoscono”. In Italia, centinaia di missionarie che erano impegnate nelle cliniche, negli ospedali e nelle scuole, sono invitate a “partire”; lo stesso avviene a Londra; al Cairo e ad Asmara l’invito è a lasciare la città... leggi tutto
Daniele Comboni, investito nel maggio 1872 della responsabilità della missione in Africa centrale, muore il 10 ottobre 1881, troppo presto per realizzare appieno le sue intuizioni di uno stile missionario incentrato su relazioni di rispetto e apprezzamento, non solo per i popoli “pagani” ma anche all’interno delle comunità missionarie. Grande estimatore della donna, che intuiva indispensabile per accedere alla vita domestica delle culture africane a lui note, Comboni aveva investito molto nella preparazione delle suore perché vivessero la missione “alla pari” dei preti. La sua prematura scomparsa causa sfide particolarmente impegnative per ... leggi tutto
La spartizione dell’Africa e dei suoi popoli fra le potenze europee viene sancita nel 1885 dalla Conferenza di Berlino. Dopo la Seconda guerra mondiale, combattuta a fianco dei colonizzatori, tanti popoli del continente iniziano a reclamare l’indipendenza. Il primo Paese a ottenerla è il Sudan, la cui storia è profondamente segnata dallo schiavismo e dalla disputa per l’acqua del Nilo. IL CASO SUDANAlla fine dell’Ottocento la regione occidentale del Bahr el Ghazal (Sudan meridionale) era stata quasi spopolata dalle razzie di Zubeir Rahma Mansur, mercante di avorio e di schiavi arrivato nel 1856 dal Sudan settentrionale. Anche dopo il 1898, anno dell&rsq... leggi tutto
Ricordo il giorno del mio quinto compleanno: tra i regali c’era un bambolotto nero, che chiamai Simone. Passavo il tempo a coccolarlo, lavarlo e imboccarlo. Prezioso ricordo d’infanzia, segna inconsapevolmente un inizio. TUTTO INIZIA CON UN BAMBOLOTTO… E IL CATECHISMOCresco, e l’Africa appare nei racconti, riportati più o meno fedelmente dalle maestre di catechismo, di missionari e missionarie: figure strane e allo stesso tempo interessanti. Sono loro che vanno lontano per fare del bene, dove ci sono guerre, difficoltà e malattie; che vivono in case senza televisione e insegnano in scuole senza pareti; che curano bambini ammalati e li salvano; e sono a... leggi tutto
Queste pagine spaziano dal 1881, anno della morte di Daniele Comboni, all’indizione del Concilio Vaticano II (25 dicembre 1961), evento che ha profondamente trasformato la Chiesa cattolica nelle sue molteplici articolazioni, missione compresa. Sono 80 anni di storia segnati da due disastrose guerre mondiali e da profonde trasformazioni socio-politiche, economiche e culturali che attraversano tutti i continenti. A partire dagli anni Cinquanta, in Africa inizia il processo che porterà molti Paesi colonizzati dalle potenze europee a dichiarare la propria indipendenza. Anche le Pie Madri della Nigrizia vivono gli eventi del loro tempo, affrontando sfide che sembrano talvolta &ldqu... leggi tutto
Ai tempi della mia giovinezza andavo a scuola a Monza. Un giorno, appena salita sul tram, vedo una suora vestita di nero con 5 bottoni rossi: è suor Angelide Borgonovo, la prima suora comboniana che incontro nella mia vita. È tornata da poco dall’Uganda, dove è vissuta per più di 15 anni; con semplicità e gioia mi parla della sua esperienza missionaria. Mi colpisce e mi affascina quel che condivide della sua vita spesa nell’evangelizzazione, il catecumenato di adulti di diversi gruppi etnici che vivono in diverse zone del Paese. Con tanto impegno e fatica, ma anche con gioia, ha imparato 9 lingue locali per annunciare l’amore di Dio Padre ... leggi tutto
Per quasi 16 anni la Mahdia ha letteralmente cancellato la missione cattolica del Sudan e costretto l’istituto delle Pie Madri della Nigrizia, nato da appena 10 anni, a confrontarsi con un prolungato martirio. Una prova durissima, che però non lo ha schiacciato. Il “martirio” come “testimonianza di vita” ha continuato a costellarne l’esistenza, sia per il legame delle missionarie con i popoli che le accolgono, spesso oppressi da regimi dittatoriali o lacerati da conflitti armati, sia per la violenza dell’uomo sulla donna, che molte culture ancora avallano. «L’augurio che ci facciamo a vicenda è meditare su questa esperienza... leggi tutto
«L’esperienza che esse furono costrette a vivere durante tutto il periodo della loro prigionia risultò particolarmente difficile, dolorosa e non rare volte drammatica. Anzi, tale da rivelarsi senz’altro profondamente traumatizzante. E questo non soltanto perché erano straniere e cristiane, provenienti quindi da una cultura completamente diversa, ma soprattutto perché erano donne, e donne consacrate», sottolinea suor Maria Vidale dello Studium Madri Nigrizia. Dalla gioia al piantoIl 9 aprile 1882, domenica di Pasqua, è giorno di festa a El Obeid: la nubana Fortunata Quascè, ex-schiava educata a Verona presso l’Istituto Mazza, d... leggi tutto
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CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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