Chi conosce Mina Mangal? È una giornalista afghana che da tempo si spende per i diritti delle donne. Soprattutto il diritto all’infanzia, l’abolizione dei matrimoni precoci e il diritto al divorzio in caso di matrimonio sotto costrizione. Mina è stata uccisa lo scorso 10 maggio, a colpi di pistola sulla soglia di casa. Le minacce arrivavano da tempo, ma le sui social scriveva “Non mi fermo”. Alla fine, l’hanno fermata per sempre. Ciò che non si fermerà mai, però, sono le sue battaglie per i diritti delle donne e in particolare quella più complessa: la battaglia per il divorzio. Anche lei, come molte connazionali, era ... leggi tutto
Sembra un quadro, una statua, un simbolo di coraggio.Testa alta, braccio alzato mentre parla con la folla.Lei è la resistenza. Lei è Alaa Salah. Ha 22 anni, studia ingegneria ed è diventata il volto della resistenza delle donne nel suo paese, il Sudan. Alaa è la nuova icona del femminismo moderno. Con lei la rivolta è donna, in Sudan. Una folla sostenuta da una ragazza vestita di bianco, che a ritmo di trap e al grido di thowra (rivoluzione in arabo) chiede le dimissione del presidente Omar Al Bashir. E lo fa a testa alta. A scattare la foto che ha fatto il giro del mondo, è stata Lana Haroun a Khartoum, capitale del Sudan. A Globalist, la fotogra... leggi tutto
Conoscete Nasrin Sotoudeh? È una donna iraniana solidale con altre donne. Come avvocata ha difeso Shirin Ebadi, iraniana come lei e prima donna giudice nel suo Paese. Impegnata a difendere i diritti umani, Shirin è stata la prima donna islamica a ricevere nel 2003 il Nobel per la Pace, ma dal 2009 è costretta all’esilio. Nasrin Sotoudeh, impegnata a difesa dei diritti civili e delle donne, è già stata in carcere dal 2011 al 2013. Nel 2018 ha difeso in tribunale le ragazze di Enghelab Street, che protestavano levandosi il velo. È stata nuovamente incarcerata lo scorso giugno, e la sua recente condanna a 38 anni di prigione e 148 frustate su... leggi tutto
In Marocco, lo scorso 30 dicembre, un uomo è stato condannato per le ripetute violenze nei confronti della moglie. La pena consiste in 2 anni di carcere, al pagamento di una multa e al risarcimento di alcune migliaia di franchi alla consorte. Punizione troppo lieve? Sicuramente. Ma non dimentichiamo che la società marocchina, fino a poco tempo fa non considerava la violenza domestica come reato. Sono le prime conseguenze della legge Hakkaoui che, approvata a febbraio 2018 dal parlamento di Rabat, prende il nome dalla ministra della Famiglia che l’ha proposta. La normativa, approvata non senza difficoltà a ben dodici anni dalla prima lettura, inasprisce e in alcuni... leggi tutto
Io appartengo ai Kitu Kara, uno dei 18 popoli e 14 nazioni che esistono in Ecuador da molto prima dell’arrivo degli spagnoli: un popolo millenario, con insediamenti umani diffusi su una vasta zona, con centro a Quito. Noi indigeni non pensiamo come individui, esistiamo insieme e rivendichiamo il diritto “ad avere radici” e “a parlare con la nostra voce”. Per questo nell’Ecuador è sorta Miredes – Internacional, una rete di migranti, rifugiati e sfollati che parla con la propria voce.Per il mio popolo i ritmi della natura sono importanti; per questo molti di noi indigeni ci opponiamo da sempre allo sfruttamento rapace della natura. Io, insieme a... leggi tutto
In India e altri Paesi la contorta e antica commistione di povertà e ignoranza fa degenerare il valore religioso in superstizione. È necessario operare un distinguo fondamentale tra la storia della religione e il valore religioso in sé stesso. Di fronte a questo scenario di forti chiaroscuri, si pone la sfida più grande: riscoprire la potenza del femminile, senza scivolare in sterili omologazioni al ruolo maschile, bensì valorizzando le reciproche differenze.La tela del mondo, con i suoi numerosi popoli e culture, dipinge questo schizzo in chiaroscuro da tempi immemori, ripresentando archetipi di comportamento trasversali a tutte le longitudini, a tutti i t... leggi tutto
La prima persona ad aver abbracciato l’islàm è stata una donna, Khadìja e, alla morte del profeta Muh.ammad, una donna, ‘A¯’isha, divenne il principale punto di riferimento per i musulmani in materia religiosa, tanto che uomini e donne si rivolgevano a lei per dirimere molte questioni.La prima università costruita nel IX secolo in terra d’islàm è dovuta a una donna, Fatima al-Fihriya, che pochi musulmani conoscono. L’Università di Al-Azhar in Egitto, da cui sono uscite generazioni di sapienti musulmani, fu edificata da una donna, Al-Khanzidàrà. Credenze oppressivePurtroppo, nonostante i chiari ... leggi tutto
Mentre il mondo ha gli occhi puntati sulla Siria, e sull’incapacità dei potenti della Terra di custodire e difendere la Pace, in altre parti del mondo piccoli passi in avanti vengono fatti sulla difesa dei diritti umani. In Somalia, ad esempio, e in Somalialand, la cosiddetta legge “anti-stupro”, la prima per il contrasto della violenza di genere ha ricevuto il varo della Camera alta del Parlamento e ora attende l’approvazione del Presidente. Una legge necessaria, che Save the Children ha supportato per contrastare i reati a sfondo sessuale fornendo sostegno finanziario e tecnico per sottoporre la bozza della legge all’attenzione dell’autorit... leggi tutto
«Quando soffia il vento del cambiamento, alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento», recita un proverbio cinese, che ci aiuta a capire il significato del termine resilienza. Le donne che chiamano il Telefono Rosa sono molto diverse tra loro per età, cultura, istruzione e occupazione, ma sono tutte donne coraggiose, che trovano la forza di dire basta all’umiliazione, alla paura, alla mortificazione, alla violenza.Scappare via da una brutta situazione sembra la cosa più facile del mondo, invece non lo è, soprattutto quando chi abusa di te è l’uomo che pensavi di amare, che aveva promesso di rispettarti e con il quale hai iniziato a costr... leggi tutto
Finalmente libere! Il giubilo che ha pervaso le strade dell’Arabia Saudita all’annuncio che dal prossimo giugno anche le donne potranno guidare l’auto è anche il nostro giubilo. Un passo non trascurabile per la vita di decine di migliaia di donne: spostarsi senza dover dipendere da un “guardiano”, ovvero dalla presenza di qualche uomo di casa. Questo passo avrà effetti positivi anche sulla loro autonomia lavorativa. Il decreto reale, promulgato il 26 settembre dal giovane re Salman, ha abolito un divieto ritenuto assurdo da tante donne e tanti uomini. Da anni le attiviste saudite avevano fatto pressione per ottenere il riconoscimento di questo ... leggi tutto

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Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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