Da quando sono stata in grado di capire, le suore con “i bottoni rossi” Pie Madri della Nigrizia hanno fatto parte della mia famiglia. Mia zia, suor Lina Soso, mi ha introdotto al mondo della missione. Quando tornava dall’Africa era un avvenimento, i suoi racconti accendevano la fantasia mia e quella delle mie sorelle e dei miei fratelli, perché riusciva a portarci dentro un mondo “altro”, affascinante e misterioso. Parlava anche dei problemi: della guerra, della povertà, ma l’Africa non perdeva il suo fascino. Anche le lettere erano diverse da quelle abituali: di carta leggerissima e in una busta colorata: nella cassetta della posta si nota... leggi tutto
Monica Luparello è mia sorella. Già medico, ha deciso di dedicare la sua vita a Dio come suora missionaria: ha lasciato la sicurezza di un lavoro e la tranquillità economica che questo poteva garantirle per mettersi al servizio di popoli emarginati, in zone del mondo pericolose dove ogni agiatezza è preclusa. Da subito la sua scelta ha trovato il supporto incondizionato della famiglia, pur sapendo che rinunciare al contesto sociale ed economico in cui era vissuta non sarebbe stato facile. Lei, però, con tenacia e con l’aiuto di Dio, ci ha dimostrato che le difficoltà sono superabili e i traguardi raggiungibili. Negli anni ho visto in lei un c... leggi tutto
Chissà se una radice missionaria è già nella mia infanzia. Una terribile carestia scorre nei notiziari e ne rimango colpita: è in Etiopia, e l’Africa fa capolino nella mia vita. Il dono dei miei genitoriIn famiglia ho sempre raccolto l’incoraggiamento a esplorare “orizzonti altri”, così negli anni Settanta mi coinvolgo in un gruppo giovanile francescano che mi porta a Spello, quando fratel Carlo Carretto aggregava esperienze di Chiesa particolarmente inclusiva. Avevo 15 anni, e quella settimana di “vacanza-lavoro” agli eremi mi fa gustare una comunità cristiana che aveva davvero il sapore del Vangelo. Passano gli... leggi tutto
Penso che la mia vocazione missionaria, poi definitasi più specificamente come “comboniana”, sia nata negli anni della mia adolescenza a contatto con un sacerdote che amava la gioventù e la montagna, e che aveva capito come gli anni e le energie turbolenti di alcune di noi erano la pedina per lanciarci nel mondo della solidarietà e della povertà.E così fu. L’invito di EnricaA partire dal contatto con la povertà sociale locale, ho anche incontrato l’Africa e i suoi bisogni. Non ero vicina al mondo religioso femminile, ma allora vivevo tra Milano e Lazzate, il paese di suor Enrica Lomboni. una vera figlia di Comboni, innamorati... leggi tutto
Cara sorella, I nostri saluti dalla nostra Casa Madre di Verona, luogo ricco di vissuto e di memorie affettive che ci legano alle nostre radici fondanti. Con grande gratitudine e speranza, insieme ad ogni comunità e provincia di cui siamo rappresentanti, viviamo questo momento unico della nostra storia. Questo giorno, Dies Natalis del nostro fondatore San Daniele Comboni, assume un significato speciale in questo Anno Giubilare della nostra fondazione e per la celebrazione del XXI Capitolo Generale che ha come tema: “Trasformate dal nostro carisma, discepole missionarie in cammino verso le periferie esistenziali”. Radicate nell’esempio di San Daniele Comboni, guida... leggi tutto
Sono arrivata a Pueblo Libre di Lima, in Perù, nel 1995 per iniziare gli studi di Scienze religiose. La comunità era dedicata all’animazione missionaria e all’orientamento vocazionale. Era veramente interculturale, in prevalenza costituita da studenti: 1 brasiliana, 1 ecuadoregna, 3 peruviane, 1 spagnola e la sottoscritta, italiana. La nostra casa era in un quartiere della classe media, vicina alle università. Studiare, però, non ci bastava: era importante anche vivere in mezzo alla gente impoverita delle periferie. Con Carolina Silvera Solis (deceduta nel 2002) e Carmen Rosa Taira Oshiro, attuale coordinatrice delle comboniane in Zambia, lo abbiamo ... leggi tutto
Ero una ragazza abbastanza sbarazzina ma timida, con una certa allergia per preti e suore, che a Napoli sono chiamate “cape ’e pezze”, ovvero “teste di stoffa”. A metà anno scolastico, la mia mamma dovette spostarmi dalla scuola delle suore a quella pubblica perché né io né loro ci sopportavamo. CIRCOSTANZA FORTUITAA 14 anni un’amica mi invita a partecipare con lei a un incontro per giovani. Ero molto riluttante, ma mi convince: sarebbe stata una bella passeggiata. Vado. Il tema dell’incontro verte sulla scelta vocazionale, argomento molto lontano dai miei interessi. Proiettano delle diapositive sulla situazione dell&rsq... leggi tutto
Mi chiamo Rosalba, ho 44 anni e vivo a Mestre. Nel 2010 mi sono trasferita dalla Sicilia a Venezia, perché la città mi aveva profondamente affascinata e sentivo che la sua bellezza mi avrebbe cambiato: avrei potuto riprendere gli studi in filosofia e al contempo trovare un lavoro. Dopo tanti anni dedicati alla catechesi, all’animazione giovanile, alla militanza politica e ai tanti impegni delle associazioni cui appartenevo e grazie ai quali avevo intrecciato relazioni e tessuto progetti, quella partenza diventava l’inizio di una vita nuova. Quello sradicamento, che a molti sembrava incomprensibile, mi avrebbe restituito qualcosa che avevo smarrito nel mio affannoso... leggi tutto
Tutto è cominciato nel 2014 da suor Carmela Coter, suor Fernanda Cristinelli e Walter Piccinini, rientrato entusiasta da un’esperienza di volontariato a Gerusalemme presso le comboniane di Betania. L’idea di un pellegrinaggio “sulle orme di Comboni” è sua, e gli dà forma grazie a Marco Pacini, fratello di suor Donata, che con la moglie Annamaria Romito è già “di famiglia” in missioni d’Uganda e Sud Sudan. Dopo ripetuti sopralluoghi, Marco tratteggia un percorso a piedi da Limone sul Garda, dove Comboni è nato, a Verona, dove la sua vocazione ha generato frutti inattesi. A braccetto del mondoMarco scandisce t... leggi tutto
Il Signore ha piantato in me il seme della vocazione missionaria comboniana quando era piccola. Ricordo spesso e con simpatia un Natale; avevo quattro o cinque anni e papà, con un vecchio mangianastri, invitava mio fratello e me a registrare un messaggio di auguri e i canti natalizi imparati alla scuola materna per lo zio Guerrino, missionario comboniano nella Repubblica Centrafricana. La cassetta gli sarebbe arrivata con grande ritardo, ma gli avrebbe fatto comunque tanto piacere. È questo il mio primo contatto con la missione: un posto lontano, non facilmente raggiungibile, da cui si torna ogni tre o quattro anni. Quando veniva a casa in vacanza, lo zio Guerrino ci raccontav... leggi tutto

CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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