Lunedì, 28 Dicembre 2020 17:57

Altri sguardi, altre vie

Quali sorprese ci riserverà il 2021?
L’anno appena trascorso ci ha travolto con una tragedia immane.
Era stata “annunciata” dalla comunità scientifica nel 2015 e riproposta dall’Oms nel 2017; mancava però l’indicazione esatta del quando e del come la pandemia avrebbe invaso le nostre case, le nostre scuole, gli ambienti di lavoro e di svago, i luoghi di preghiera e di festa.
Nella solitudine imposta dal distanziamento, il Sars-coV-2 ha strappato alla vita tante persone care, spesso senza neppure poterle salutare.

Quali sorprese ci riserverà il 2021?
I vaccini già iniziano ad arginare i contagi, ma passeranno mesi prima che la pandemia venga debellata in Italia e in Europa. E rimane comunque un’incognita: quando verrà debellata nei Paesi che non hanno risorse e servizi sanitari adeguati? Perché, come ricorda il premio Nobel Muhammad Yunus, i vaccini anticovid dovrebbero essere bene comune universale: «I brevetti dovrebbero essere sospesi, e i profitti non dovrebbero essere consentiti… La pandemia non finirà finché non sarà finita ovunque».

Ma forse il vaccino non basta. La pandemia, infatti, è causata dal virus Sars-coV-2; nel 2002-2003 il suo predecessore, Sars-coV-1, aveva già devastato i Paesi asiatici, e il rapporto del Wwf Pandemie, l’effetto boomerang della distruzione degli ecosistemi non fa sconti: le epidemie sono diventate ricorrenti e le pandemie lo saranno sempre di più, perché la devastazione ambientale ha rotto gli equilibri. Sono incentivate da stili di produzione e consumo, ovvero “stili di vita”, distruttivi e nefasti: dagli anni Sessanta lo sono per tante specie viventi e dagli anni Ottanta anche per la specie umana.

Allora potremmo chiederci: quali sorprese possiamo riservare noi al 2021?
Lo sorprenderemo con la conversione del nostro stile di vita? Lo inonderemo con modi di “produrre, riusare e riciclare” che rispettino la lenta capacità rigenerativa della natura?
Avremo la creatività e il coraggio di porre limiti alle ingiustizie sociali e ambientali di un passato vorace?
Il 2020 è stato un anno tragico, ma non sopraffatto dalla disperazione. Nelle pieghe della sofferenza, ha rivelato livelli sopraffini di solidarietà e attenzione al prossimo. Ha fatto spazio ad altri sguardi su “connessioni” molteplici e complesse fra microparticelle e cosmo. Anche la nostra specie ne è un intreccio.
Queste pagine offrono sguardi positivamente critici per ripensare l’economia e l’educazione; sguardi che osano esplorare altre vie.
Il dossier presenta alcune sfaccettature di “The Economy of Francesco. I giovani, un patto, il futuro”, percorso mondiale che ha vissuto una tappa importante alla fine di novembre 2020.
L’iniziativa è stata avviata da papa Francesco, ma attinge al “poverello di Assisi” e all’economia antiusura promossa dal francescanesimo. Fra continuità e cambiamento, la rubrica “Benessere” si addentra nell’ecologa integrale, ne incoraggia i passi e prende un nuovo nome.

La pandemia ha invece temporaneamente bloccato le rubriche “Fuorirotta. Un altro modo di incontrare il mondo” e “Tempo della raccolta” dei frutti del Sinodo sull’Amazzonia; ma l’importante ruolo delle donne nella storia umana trova risonanza in una nuova rubrica: “Fuori dall’ombra”.

Quali sorprese possiamo riservare noi al 2021?
La scelta è nostra: altri sguardi da sviluppare, altre vie da osare.

Last modified on Lunedì, 28 Dicembre 2020 18:06

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