Giovedì, 03 Dicembre 2020 16:01

Vaccino anti-covid, ovvero…

L’annuncio è ufficiale. Il 2 dicembre 2020, davanti al Parlamento italiano, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha affermato:

«Appare probabile che a fine gennaio avremo i primi vaccini e poi, progressivamente, saremo in grado di vaccinare un numero sempre più alto di italiani. La verità è che al momento nessun vaccino è stato approvato né dall’Ema, l’Agenzia europea del Farmaco, né da Fda, l’Agenzia statunitense. Ma i segnali che arrivano dagli studi effettuati sono incoraggianti e ci hanno portato ad accelerare la definizione del piano strategico che individua le linee essenziali di visione e azione che intendiamo adottare. Al momento non è intenzione del governo disporre l’obbligatorietà della vaccinazione. La campagna di vaccinazione sarà imponente e richiederà uno sforzo senza precedenti. Il “vaccino è un bene comune”, un diritto che va assicurato a tutte le persone, alle donne e agli uomini, indipendentemente dal reddito e dal territorio. Nessuna diseguaglianza sarà ammissibile nella campagna di vaccinazione».

Nel gennaio 2021 il vaccino per debellare la pandemia sarà a portata di mano e gratuito, ma per chi?

Per noi, italiane e italiane, che beneficiamo di un Sistema sanitario nazionale riconosciuto a livello mondiale come uno dei più “inclusivi ed efficienti”, sebbene non sia molto apprezzato in patria.

La situazione è ben meno rosea a livello mondiale, come già spiegato su Avvenire da Nicoletta Dentico e Stefano Garattini: «I Paesi ricchi rappresentano il 13% della popolazione mondiale ma si sono già accaparrati più di due miliardi di dosi dei potenziali vaccini contro covid-19, in una corsa scomposta che la rivista Nature ha giustamente definito “un’arrampicata diseguale ai vaccini”»

E allora? Rimane il nodo dei brevetti anche per i vaccini, che non sono universalmente riconosciuti “bene comune”.

Per questo Nicoletta Dentico, autrice di un libro che svela tanti interessi nascosti, ha promosso in Italia la campagna Vaccino Bene Comune.

A livello mondiale il premio Nobel Mohammed Yunus aveva già lanciato un appello, sottoscritto lo scorso giugno da personalità di fama internazionale: i vaccini anti-covid dovrebbero essere «bene comune universale esente da qualsiasi diritto di brevetto di proprietà».

Adesso Yunus chiede a ognuno e ognuna di firmare una petizione diretta ai governi e ai dirigenti delle grandi aziende: «Vi chiediamo con urgenza di garantire l'accesso a vaccini, terapie e attrezzature vitali contro il covid-19 per tutte le persone nel mondo. I brevetti dovrebbero essere sospesi, e i profitti non dovrebbero essere consentiti durante questa pandemia.

La pandemia non finirà finché non sarà finita ovunque».

Attiviamoci!

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