Giovedì, 08 Giugno 2017 16:26

Eco-profughi: l'occasione per parlarne

Arrivano a Bologna, e dal 10 al 12 giugno parlano di crisi ambientale e climatica.

Sono i ministri dell’ambiente dei sette Paesi Ocse più ricchi, inclusi gli Usa, che la scorsa settimana hanno irresponsabilmente abbandonato l’Accordo di Parigi sul clima.

Si riuniscono per il G7 Ambiente.

E mentre loro parlano nel lussuoso Hotel Savoia, comodamente protetti da migliaia di agenti, donne e uomini, bambine e bambini intraprendono viaggi scomodi e pericolosi.

Dal 2008 a oggi, una media di oltre 21 milioni di persone all’anno è in fuga da eventi climatici estremi, in prevalenza inondazioni e tempeste. Quando avvengono in Paesi privi di adeguate competenze e infrastrutture, la ricostruzione diventa faticosa e lenta. Non sempre si può tornare a casa…

Ci sono poi altri milioni di persone che fuggono dalla fame, perché la loro terra viene resa sempre più improduttiva dalla siccità e dal degrado ambientale, soprattutto nella fascia tropicale sotto il Sahara. Per loro la via è senza ritorno, perché non dispongono della tecnologia che permetterebbe di mitigare le alterazioni climatiche. Muoiono i loro raccolti e il loro bestiame. Non resta che emigrare, dalle zone rurali alle città, o direttamente verso altri Paesi. Ben 70 milioni di persone hanno già dovuto lasciare le zone rurali del Corno d’Africa, del bacino del Nilo e del lago Ciad.

E infine ci sono coloro che devono affrontare l’erosione costiera. I popoli della Micronesia sono già minacciati. «Per loro l’emergenza è ora», grida dalla Papua Nuova Guinea il cardinale Ribat.

Li chiamano eco-profughi, ma non viene loro riconosciuto alcun diritto d’asilo.

Cari ministri del G7 Ambiente, nelle vostre tavole rotonde immerse nel lusso, non vi dimenticate di loro.

CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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