Venerdì, 14 Luglio 2017 06:23

Sacrifici sì, ma condivisi

Le casalinghe stanno scomparendo?

Forse in Italia. E forse perché sta cambiando la cultura.

Molto spesso, in passato, la donna era colei che doveva sacrificarsi per il bene di tutta la famiglia: forse oggi questo assioma sta venendo meno. Non perché le donne siano meno generose, ma perché molte di loro possono partecipare attivamente a certe scelte, anziché subirle.
Sacrificarsi per il bene di tutta la famiglia…

Il rapporto Istat “Le casalinghe in Italia” pubblicato il 10 luglio 2017, contiene tanti dati, fra cui alcuni interessanti dettagli: «Il numero medio di ore di lavoro non retribuito svolte in un anno è pari a 2.539 per le casalinghe, 1.507 per le occupate e 826 per gli uomini (considerando sia quelli occupati, sia quelli non occupati)».

«Il motivo principale per cui le casalinghe di 15-34 anni non cercano un lavoro retribuito è familiare nel 73% dei casi».

«La condizione economica delle casalinghe non è buona. Nel 2015 sono più di 700mila le casalinghe in povertà assoluta, il 9,3% del totale».
Lavoro non retribuito e indigenza. In passato, molte donne lavoravano prima di sposarsi, e lasciavano un’occupazione retribuita per prendersi cura della famiglia. Oggi molte di meno. E in effetti, secondo il rapporto Istat: «le anziane di 65 anni e più superano i 3 milioni e rappresentano il 40,9% del totale».

La tendenza a sacrificarsi per il bene di tutta la famiglia sta spalmandosi maggiormente sui vari membri della stessa, donne e uomini. Segno di sana corresponsabilità. Ma non ovunque.

Maria, nome fittizio, è una donna dello Sri Lanka arrivata in Italia negli anni ’90. Ha sempre lavorato come domestica, per far studiare i fratelli rimasti nel suo Paese. E continua ancora oggi a sostenere le loro famiglie. Per questo non si è sposata e non ha studiato.
E che dire di Benedetta, giovane nigeriana? I suoi genitori l’hanno spedita in Italia, una delle tante vittime della tratta. Si prostituisce per mantenere la famiglia e far studiare i suoi fratelli. Anche lei si sacrifica per il bene di tutta la famiglia…. Per quanto ancora?

CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

Leggi Tutto

Instagram

FACEBOOK POST

YOU TUBE

All for Joomla All for Webmasters
Utilizziamo i cookies per facilitare una migliore esperienza sul nostro sito. Se continui la navigazione riteniamo confermato il tuo assenso. Clicca qui per sapere di più sulla policy.