Giovedì, 11 Gennaio 2018 13:35

Quanto vale un passaporto?

Differenze abissali generano rotte impensabili.
Ci si potrebbe attendere che le migliaia di migranti soccorsi al largo delle coste libiche provengano esclusivamente dall’Africa.

Eppure la rivista Limes ha riferito di migranti pakistani e bengalesi che arrivano in aereo fino a Tripoli e poi prendono la via del mare su quei famigerati gommoni giganti, di pessima qualità, su cui da alcuni mesi vengono stipate fino a 150 persone.

Perché scegliere una alquanto scomoda e rischiosa traversata in mare dopo un paio di comode tratte in aereo?
L’articolo di Limes riflette sulla riorganizzazione del traffico migratorio su scala industriale, ma a noi sovviene anzitutto una domanda: «Come mai si deve diventare “profughi” e “naufraghi” per raggiungere l’Europa?».

La stessa domanda potrebbe valere per altre decine di migliaia di persone che si mettono in cammino in cerca di lavoro verso Paesi considerati “ricchi”.
E la risposta potrebbe scaturire da un’altra domanda: «Quanto vale un passaporto? A quali Paese permette di avere accesso?».

Basta un banale confronto per comprendere il costoso traffico che affligge chi emigra da certi Paesi.
Chi ha deciso di lasciare l’Italia nel 2017 poteva ottenere libero ingresso in 160 Paesi, mentre chi emigrava dal Pakistan ne poteva raggiungere legalmente appena 29. Il passaporto nigeriano garantiva l’accesso a 44 Paesi, fra cui Costa d’Avorio, Guinea, Guinea Bissau, Liberia, Mali, Niger, Haiti e Micronesia.
Per chi desiderasse conoscere meglio le incredibili discrepanze nel valore dei passaporti può vedere il “passport index”.

Per questo il Patto globale sulle migrazioni è indispensabile: serve una gestione internazionale del flusso di persone per prevenire che il traffico di migranti, spesso disumanizzante, e la tratta di persone, sempre disumanizzante, non divengano un’industria pericolosa perché criminale.

Il dossier di Combonifem gennaio-febbraio riflette proprio su questo.

A breve ne troverete alcuni stralci anche sul sito, e non possiamo che augurarvi “buona lettura” in vista di “efficaci passi di azione”!

CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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