Giovedì, 19 Luglio 2018 17:26

Voci di verità

Nei giorni scorsi, da tre continenti, le donne hanno rotto il silenzio.

Hanno dissolto la pesante cappa di indifferenza e omertà che avvolge con complicità tre situazione drammatiche.

Il 15 luglio 2018 il twitter multilingue di una religiosa diventa appello pressante alla comunità internazionale che ignora la tragedia in atto in Nigaragua: «Signori governanti del mondo, sono solo una suora cattolica. Nessuno mi ha chiesto di scrivervi. Ma la mia coscienza mi obbliga a farlo. Non posso stare a guardare un dittatore che massacra il suo popolo mentre voi rimanete muti come se niente fosse. È vero, è un popolo piccolo, di soli 6 milioni di abitanti, non ha petrolio, non é importante per i vostri interessi. Ma la repressione letale sta aumentando minuto dopo minuto. E si tratta di esseri umani, con valori profondi, con grande coraggio, in un luogo strategico dell’America Centrale. Meritano il vostro aiuto. Li stanno ammazzando».

Il 16 luglio da Bukavu, nellaRepubblica democratica del Congo, una denuncia chiara e lampante dell'atroce violenza inferta alle donne: bambine, ragazze e anche anziane. «Dove sono i Caschi Blu dell’Onu? A quanto si sa, non si comportano diversamente da tutti gli altri che indossano una divisa, come se tutti fossero accecati dalle ricchezze del Kivu e, incuranti delle torture che infliggono a innocenti, cui calpestano la dignità e l’onore, si trasformano in belve crudeli e sanguinarie». La storia di Pascaline, appena 12 anni, violentata da sette soldati, e delle tante altre “sopravvissute” è semplicemente raccapricciante.

Il 17 luglio in Italia Fiammetta Borsellino scrive a Repubblica chiedendo verità sulla connivenza Stato-mafia: «Sono passati 26 anni dalla morte di mio padre, Paolo Borsellino, e ancora aspettiamo delle risposte da uomini delle istituzioni e non solo. Ci sono domande - le domande che io e miei fratelli Manfredi e Lucia non smetteremo di ripetere - che non possono essere rimosse dall'indifferenza o da colpevoli disattenzioni. Domande su un depistaggio iniziato nel 1992, ordito da vertici investigativi ed accettato da schiere di giudici».

Voci di donne lontane fra loro, eppure accomunate dallo stesso desiderio di verità e impegno: non si fanno zittire dalla paura.

Il loro esempio è uno dei tanti che è bene ricordare spesso e … imitare.

CHI SIAMO

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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