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Con gioia ti diamo il benvenuto!

Dopo settimane di intenso lavoro il nuovo sito www.combonifem.it è finalmente online.

Rispetto al  passato noterai delle evidenti differenze, ma anche una certa continuità:

  • il Primo piano è diventato dinamico, ma presenta ancora i più recenti articoli e contributi; 
  • il Sommario di Combonifem magazine è accessibile cliccando sulla copertina del magazine;
  • la Frase che scandisce le settimane è situata solo un po’ più in basso.


A fianco, in basso sulla destra, trovi anche le sezioni:

  • Agenda
  • Oltre la notizia
  • Sguardo fuori
  • Profilo
  • Culturalmente

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Fra le novità nel menu principale:

  • le Categorie, che facilitano una navigazione per aree tematiche
  • l’Archivio, che permette di accedere ai contenuti raccolti nel sito combonifem.it dal 2008 al 2016
  • il Dossier, che evidenzia gli approfondimenti

I video non hanno più una collocazione fissa, perché possono essere caricati anche all’interno dei singoli articoli.

Ogni articolo dispone di link ai Social media e stiamo considerando anche di inserire una Fotogallery.

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EDITORIALE

Oltre l'orizzonte

di Paola Moggi

LATITUDINI
a cura di Elena Guerra

PRIMO PIANO

Immigrazione - Accoglienza
a Palermo
Immigrazione - A Verona
accoglienza organizzata e diffusa
Fare casa in una zattera

di Dorotea Passantino

Il mondo a chilometro zero

di Giulia de Rocco

ATTUALITA'

In un mondo frantumato

Papa Francesco per la 50° Giornata Mondiale della Pace

 

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DOSSIER


 

DIACONATO FEMMINILE

Quali prospettive?

 

DIACONATO FEMMINILE / Ministre della Chiesa

Diacone, chi sono costoro?

di Jessica Cugini

 

DIACONATO FEMMINILE / Stereotipi antimodernistici e fioritura della tradizione

Uno spirito nuovo

di Andrea Grillo

 

DIACONATO FEMMINILE / La commissione

Frutto di intensa preghiera

di Paola Moggi

 

DIACONATO FEMMINILE / Una riflessione necessaria

Uomini e donne corresponsabili

di Adriana Valerio

 

DIACONATO FEMMINILE / Il punto di vista delle donne

Con la storia a nostro favore

di Giancarla Codrignani

Il ruolo delle consacrate nella Chiesa
di suor Carmen Sammut

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Comboniane nel mondo

Repubblica Centrafricana


Oltre la Porta Santa

a cura di Paola Moggi 

Pace in cammino
di Dalva Maria Areia e Rosaria Donadoni

 

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RUBRICHE

 

Coordinamento teologhe italiane Buongionro sognatori Fuori rotta

La vita preme

di Cristina Simonelli

Marianita, sorriso di Dio

di donMarcodonRoberto

Un mese per chiarirsi le idee

di Erminia Pea

Benessere e ambiente

Senza frontiere

Ormegiovani

Tempo di cambiare... e tocca a noi!

di Adriano Sella

 

Accogliere: una questione etica

di Carlo Melegari

Malankeba!

di Giovanna Ferrari

 

Culturalmente    
a cura di Jessica Cugini    

Quali prospettive?

 

Alla luce di quanto detto da papa Francesco alle suore dell’Unione internazionale delle Superiore generali (Uisg) lo scorso 12 maggio, e dopo la nomina (ad agosto) di una Commissione che studierà la questione del diaconato femminile, abbiamo voluto dedicare il dossier di inizio 2017 al tema delle diacone.

Lo facciamo per tenere vivo un argomento 
che altrimenti potrebbe spegnersi, non tanto 
per mancanza di interesse quanto per assenza di attenzione mediatica. Spesso argomenti, anche importanti, scompaiono presto dagli onori della cronaca e dai rulli informativi 
delle agenzie di comunicazione. Ci preme che la questione del diaconato femminile non cada nel dimenticatoio.

Per questo abbiamo scelto di mettere insieme voci diverse, per cercare di offrire un contributo al divenire di un percorso, quello delle diacone, che speriamo non si arresti né si insabbinei soliti bui meandri dei ripostigli dove spesso si allocano le questioni che riguardano il genere.
Nella Chiesa come nella società tutta.

 Le diversità non sono una minaccia, bensì una risorsa preziosa!

Attraverso una rivista, un sito web e i social media correlati, il Centro di Comunicazione Combonifem  promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive orientate al bene comune.

 

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione, perché il contributo delle donne è vitale alla rigenerazione dell’umanità.

Per questo il sito e la rivista accolgono e fanno conoscere esperienze, contributi e opinioni di persone con culture e tradizioni religiose diverse, privilegiando lo sguardo e la voce delle donne, in Italia come in altri Paesi del mondo.

Giustizia sociale, diritti e dignità, pari opportunità, pace e custodia del creato, costituiscono piste importanti nel cammino verso un altro mondo possibile.

 

Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008, ma le sue radici risalgono al 1934, alla pubblicazione Raggio, che si è evoluta nel tempo, accompagnando i cambiamenti della società e dei media.

Il Centro di Comunicazione dispone anche di un'ampia sala, dove vengono periodicamente organizzati incontri e confronti su tematiche di rilievo.

Combonifem non ha scopo di lucro e si avvale – oltre che delle testimonianze delle comboniane presenti nelle più diverse situazioni umane – della collaborazione di giornaliste e giornalisti, corrispondenti laici e laiche.

Valorizza particolarmente il contributo delle donne dei paesi dove le comboniane operano

Brasile, Camerun, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Egitto, Emirati, Eritrea, Etiopia, Kenya, Germania, Gran Bretagna, Giordania, Guatemala, Israele, Italia, Messico, Mozambico, Perù, Portogallo, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Spagna, Sri Lanka,  Stati Uniti d’America, Sudan, Togo, Uganda, Zambia.

 

Redazione esterno

 

EDITORIALE

Accendiamo una piccola luce…

di Paola Moggi

 

LATITUDINI

a cura di Elena Guerra

 

 PRIMO PIANO


 

 

Donne e

Immigrazione

 

Una presenza che non

viene raccontata

Donne invisibili

di Jessica Cugini

Verona

 

Profughe in convento

Fiducia che dissolve ogni

paura

testo e foto di Paola Moggi

Locride

 

Quando l’immigrazione

diventa risorsa

Con l’accoglienza riapre la scuola

di Paola Moggi


 

ATTUALITA' 

Occhio all’infanzia

Il rapporto 2016 del Fondo Nazioni Unite per la popolazione

Le bambine: il nostro futuro

di Jessica Cugini

DONNE E CHIESA

 

Chiesa e comunità di base

 

Un incontro al femminile

Il tempo dell’attesa

di Giovanna Romualdi

La Rete dei Viandanti

Alla ricerca del genere perduto

di Carla Mantelli


 

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DOSSIER

Migranti

A scuola di cittadinanza

Immigrazione a scuola - Cittadinanza in evoluzione: una grande risorsa per l’Italia

di Antonella Fucecchi

Nell’era dell’homo migrans


Dare significato alle parole

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Comboniane nel mondo
Sud Sudan

Radio Bakhita

Dieci anni di tenacia

di Elena Balatti

Bakhita: una voce che continua a parlare di pace

di Cecilia Sierra Salcido

Brevi comboniane

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RUBRICHE

 

Incontri di viaggio

Senza specchi

di Andrea Semplici

 

Benessere e ambiente

Clima: da Parigi a Marrakech, passando per gli Usa

di Maria Maranò

 

Ormegiovani

Il profumo del pane e del dono

di Monica De Spirito

 

Buongiorno sognatori

Avvento: il viaggio della speranza

di donMarcodonRoberto

Senza frontiere

Sul pluralismo religioso degli immigrati in Italia

di Carlo Melegari

Culturalmente

a cura di Jessica Cugini

In un’intervista a La Stampa disse: «Ormai in Sudafrica viviamo in una cultura della corruzione, che minaccia l’intero tessuto sociale e nazionale. I responsabili, purtroppo, sono proprio i leader che hanno preso il posto di Mandela. Basti pensare al presidente Zuma, e al palazzo imperiale che si è fatto costruire con i soldi dei contribuenti, per la residenza personale nel proprio stato. Questa avidità per certi versi è comprensibile, perché è ovvio che dopo tanti decenni di repressione e privazioni, la gente voglia togliersi qualche soddisfazione. Però una simile corsa ai posti di potere, e al loro sfruttamento attraverso la corruzione, mi ha sorpreso e ha certamente deluso Madiba».Parole cariche di denuncia e di affetto quelle di Nadine Gordimer verso la causa da sempre portata avanti, quella contro la discriminazione razziale e i conflitti di potere nel suo Paese.

 

La vita. Il 14 luglio a Johannesburg è mancata Nadine Gordimer, dopo una lunga malattia, nella casa che aveva offerto a Mandela e De Klerk per negoziare il post-apartheid, dopo che Madiba era stato liberato. Classe 1923, figlia di un gioielliere ebreo di origine lituana e da madre ebrea inglese, ha sempre vissuto a Springs, un sobborgo di Johannesburg, nel Transvaal. Ha fatto nascere la letteratura sudafricana moderna, insieme ad Alan Paton, Dan Jacobson e a Jack Cope. Oltre a militare nell’African national congress, fece parte della generazione della rivista Drum, che racconto nel suo romanzo Un mondo di stranieri, sulla diversità etnica in un’epoca di razzismo e chiusura politica.

 

Le opere. Un mondo di stranieri è il primo suo romanzo a comparire in lingua italiana nel 1961. Feltrinelli è la casa editrice che pubblicato la maggior parte delle sue opere, tra cui Occasione d'amore, Un ospite d'onore e Il conservatore - premio Man Booker Prize nel 1974 -, Luglio, Una forza della natura e Storia di mio figlio, fino al recentissimo Racconti di una vita, uscito pochi mesi fa. Il prossimo 15 ottobre uscirà il libro postumo Tempi da raccontare, una raccolta di saggi, articoli, e conferenze scritti da Nadine Gordimer nell’arco di mezzo secolo, per Feltrinelli. Tradotto da Valeria Gattei, è un documento della storia politica e sociale del XX secolo e insieme quanto di più vicino ci possa essere all’autobiografia della scrittrice.

 

Nadine Gordimer nel 1991 ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura «per essere stata di enorme beneficio all’umanità grazia alla sua scrittura magnifica ed epica», e nel 2007 premiata per la Lettura con il Premio Grinzane Cavour. Lascia un vuoto come donna di cultura, impegnata durante e dopo l’apartheid in Sudafrica, nella settimana dove si ricorda il Mandela Day (18 luglio).
Le sue opere sulla questione della segregazione razziale rimarranno un esempio di impegno politico e civile immortale.

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CHI SIAMO

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