Sabato, 07 Novembre 2020 09:55

Libere tutte

Khitam Al-Saafin, presidentessa dell’Unione dei Comitati delle Donne Palestinesi, è stata arrestata la mattina del 2 novembre nella sua casa a Beitunia.

L’Unione dei Comitati è un’organizzazione di donne, attiva su tutto il territorio palestinese, che da 40 anni opera per promuovere una reale parità di genere e un rafforzamento del ruolo della donna in Palestina dal punto di vista sociale, economico, politico e legale. Inoltre, Khitam Al-Saafin e tutta l’Unione portano avanti un intenso lavoro di attivismo contro l’illegale occupazione israeliana.

In realtà, non è la prima volta che l’Unione dei Comitati delle Donne Palestinesi viene presa di mira dall’occupazione. Nel 2017 Khitam era stata trattenuta per oltre sei mesi per mezzo della detenzione amministrativa, che prevede l’incarcerazione senza un’imputazione e di conseguenza senza il diritto di un’adeguata difesa legale. Nello stesso giorno è stata arrestata anche Shatha al-Tawil, studentessa e rappresentante degli studenti all’Università di Bir Zeit.

Per questo motivo condividiamo il comunicato rilasciato dall’Unione dei Comitati delle Donne Palestinesi e vi invitiamo a diffonderlo.

Di fronte all’impegno con cui da una parte del mondo si difendono i diritti e la parità di genere, anche in contesti come guerre e occupazioni, stupiscono le prime analisi demografiche sul volto negli States. Mentre ancora si attende il nome del prossimo presidente americano, si iniziano ad analizzare i voti per capire se i sondaggi siano stati veritieri, o meno.

E ancora una volta, non lo sono stati. I dati fino ad ora confermano che il voto dei sobborghi e della classe operaia è tornato ai democratici – rispetto a quanto avvenuto nelle elezioni del 2016 - ma non quello delle donne bianche. Il 55%, infatti, ha continuato a votare per Trump. Solo il 43% ha votato per Biden. Lo stacco, ancora più marcato, si percepisce tra le donne bianche non laureate: il 60% ha scelto ancora una volta l’attuale presidente americano.

Un dato che stupisce tutte noi, e non solo. Quando l’inviato de La Stampa legge a Erica Jong gli exit poll sul voto femminile nelle presidenziali di martedì, invariato o calato rispetto al 2016, la scrittrice non riesce a contenere la sua reazione: «Oh mio Dio! Ma davvero? È perché restiamo troppo ignoranti. Non siamo abbastanza informate sui nostri interessi, e su chi li cura».

Un’affermazione diretta, forse anche cruda, quella della scrittrice americana, ma che riporta l’attenzione su una questione fondamentale: l’informazione. Fino a che noi donne accetteremo di essere poco informate sui nostri interessi, su chi li protegge e chi li denigra, non riusciremo mai a far valere quella parità di genere che tanto chiediamo, ma che è così difficile da raggiungere.

Se davvero crediamo di dover essere protagoniste di una rivoluzione culturale e politica che ci renda tutte libere, in ogni parte del mondo, allora dobbiamo informarci, capire, conoscere ciò che è meglio per il nostro futuro.
Votare, senza conoscere quali saranno le conseguenze di una scelta rispetto all’altra è una grave mancanza di rispetto verso il genere femminile e il genere umano tutto.

Uniamoci, informiamoci, insieme, per essere libere tutte.

Last modified on Sabato, 07 Novembre 2020 10:05

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