Tunisia: giovani in cambiamento Nawres Chriti e la sua equipe
Lunedì, 27 Marzo 2017 06:24

Tunisia: giovani in cambiamento

Nawres sognava di combattere le discriminazioni nel mondo, le disparità tra i sessi e la violenza di genere. Questi ideali, oggi, dettano le sue azioni, e, tra i corsi alla facoltà, essa forma in diritti umani i giovani e le giovani emarginate. Inoltre, porta avanti alcuni progetti Equitas nella regione in cui vive.

Oggi Nawres Chriti, studentessa in psicologia alla facoltà di scienze sociali dell'università di Tunisi, a ventiquattro anni, è co-Coordinatrice di un progetto di inserimento sociale lanciato da Equitas: un centro internazionale di educazione ai diritti umani con sede a Montreal.

La sua attività inizia nel 2011. Attraverso un programma di volontariato avviato tramite l'università, Nawres entra in contatto, e si riconosce, nei valori di un movimento di giovani universitari impegnati a diventare cittadini attivi. L’obiettivo è quello di avviare una vera e propria transizione del paese verso la democrazia. Ma affinché il cambiamento sia vero, e veramente democratico, la gente ha bisogno di sapere che cos’è un diritto.

Per questo, per questa giovane donna, è diventato importante educare ai diritti umani.

Nel 2013, per la prima volta, Nawres lascia la Tunisia alla volta di Fez, in Marocco. Selezionata insieme ad altri quattro giovani tunisini per partecipare ad un incontro con ragazzi e ragazze provenienti da Giordania, Yemen ed Egitto, in cui hanno affrontato questioni fondamentali come i diritti socio-economici dei giovani della regione.

È in questo momento che Nawres, insieme ai suoi colleghi, decide di offrire formazione sui diritti umani alle ragazze e ai ragazzi tunisini, soprattutto a quelli con disabilità, sulla base delle conoscenze acquisite. Avviando il progetto, entra in contatto con giovani che hanno paura di essere inclusi dai coetanei.

Chi convive con una disabilità, si sente “ai margini”, ma il lavoro di Nawres consiste nel non distinguere tra i diritti dei giovani con e senza disabilità, nel non fare differenza tra diritti degli uomini e delle donne.

I diritti sono per tutti.

I corsi tenuti dalla ventiquattrenne e dalla sua equipe, però, non si limitano a contribuire al reinserimento nella società tunisina degli emarginati; li rendono anzitutto portatori di cambiamento sociale. Ai giovani vengono date le risorse per affrontare con competenza, anche pubblicamente, questioni sociali di particolare rilievo. Si cerca di dare loro la sicurezza del valore aggiunto che possono essere per il proprio Paese. Tutti. A livello sociale, economico e anche politico.

Last modified on Lunedì, 27 Marzo 2017 06:34

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