In piazza ci sono tanti e tante giovani, cittadini e cittadine dell’Iran. Molte sono giovani fuggite all’inizio della repressione, altre studiano da tempo in Italia; oggi sfidano la pioggia e il freddo per affiancare familiari, amici e amiche che in Iran manifestano sfidando proiettili, torture e anche la condanna a morte. E pensare che l’Iran nel 1948 ha firmato la Dichiarazione universale dei diritti umani! C’è chi offre una rosa a chi arriva per esprimere vicinanza, altri e altre tengono alti cartelli con i volti e i nomi delle giovani vittime iraniane, e anche di Aida Rostami la donna medico di 36 anni uccisa perché curava le manifestanti. Davanti ... leggi tutto
Le autorità iraniane usano la pena di morte come mezzo di repressione politica per instillare la paura tra i manifestanti e mettere fine alle proteste. Almeno sei persone sono già state condannate a morte in processi-farsa. Le 28 persone sono state sottoposte a processi iniqui: sono stati negati i loro diritti a essere difesi da un avvocato di propria scelta, alla presunzione di innocenza, a rimanere in silenzio non rispondendo alle domande e ad avere un processo giusto e pubblico. Secondo fonti ben informate, numerosi imputati sono stati torturati e le loro confessioni, estorte con la tortura, sono state usate come prove nel corso dei processi. Le TV di stato hanno mandato in... leggi tutto
Ogni anno ci ricorda che quel giorno del 1948 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite osò promulgare la “Dichiarazione universale dei diritti umani”. Non tutte le persone la conoscono e non tutti Paesi la adottano per improntare la proprie politiche, ma i suoi 30 articoli indicano con chiarezza diritti e doveri individuali. Questi diritti, in gran parte ancora disattesi e violati, oggi però non bastano più. È sempre più evidente che per tutelare le persone è necessario tutelare anche la Terra. Anzi, come ribadito alla Conferenza Onu sulla biodiversità in corso a Montreal (Canada) dal 7 al 19 dicembre, «senza la natura, siam... leggi tutto
Conoscete Nasrin Sotoudeh? È una donna iraniana solidale con altre donne. Come avvocata ha difeso Shirin Ebadi, iraniana come lei e prima donna giudice nel suo Paese. Impegnata a difendere i diritti umani, Shirin è stata la prima donna islamica a ricevere nel 2003 il Nobel per la Pace, ma dal 2009 è costretta all’esilio. Nasrin Sotoudeh, impegnata a difesa dei diritti civili e delle donne, è già stata in carcere dal 2011 al 2013. Nel 2018 ha difeso in tribunale le ragazze di Enghelab Street, che protestavano levandosi il velo. È stata nuovamente incarcerata lo scorso giugno, e la sua recente condanna a 38 anni di prigione e 148 frustate su... leggi tutto

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Il Centro di Comunicazione Combonifem è un stato costituito a Verona dalle Suore missionarie comboniane nel 2008.

Attraverso una rivista, un sito web e social media correlati promuove la dignità di ogni persona nel rispetto delle differenze di genere, di cultura e di religione, per far crescere società inclusive attente al bene comune.

Il nome stesso, “Comboni-fem”, esprime il valore della prospettiva femminile nella comunicazione ...

 

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