Mercoledì, 27 Febbraio 2019 21:40

Onore da sempre a una donna che è “madre”

Accusata di essere marcatamente tradizionalista e di relegare le donne a ruoli subalterni, la Chiesa ortodossa rivela altri scorci: con Maria, la Theotokos, il fine della vita cristiana è fare di ogni essere umano una madre

Con il suo libero consenso, Maria ha permesso l’Incarnazione.

Sottolineano i Santi Padri che Cristo non ha padre umano, ma ha una madre, il che vuol dire che il suo rapporto con l’umanità si attua attraverso la maternità, di cui anche la Chiesa è immagine. La maternità è la categoria religiosa della vita umana, come la paternità di quella divina.

Scrive Evdokimov che «alla paternità divina, come qualificante dell’essere di Dio, fa riscontro diretto la maternità femminile, come specificante della natura umana, cioè la sua capacità ricettiva del divino. Fine della vita cristiana è fare di ogni essere umano una madre, predestinato al mistero della nascita: “Finché in voi si formi il Cristo”». La natività in tal senso esprime il carisma di ogni donna: partorire Dio nelle anime devastate.
Maria è il primo essere umano deificato che, generando il Cristo, si pone come modello di salvezza per ognuno.

Da sempre a difesa della donna

Anche se operava in una società che considerava le donne inferiori, nella storia la Chiesa ha fatto più di qualsiasi altro movimento per migliorare la condizione delle donne. La Chiesa ha fermamente respinto l’antica pratica di lasciar morire le bambine e ha insistito sul valore di tutti gli esseri umani, comprese le donne.

Uno studioso ha sostenuto che una delle ragioni principali per la crescita della Chiesa nel mondo antico è stata l’attrattiva esercitata sulle donne grazie alla sua visione positiva delle stesse. Nel corso della sua storia la Chiesa ha onorato e rispettato le donne. Molto prima della nascita del femminismo, la Chiesa ortodossa ha riconosciuto santa Maria Maddalena e le altre donne al sepolcro come “apostole degli Apostoli”. Di fatto, secoli prima che la devozione a santa Maria Maddalena divenisse di moda tra le femministe, la Chiesa ortodossa considerava lei e le sue compagne così importanti da mettere da parte una domenica della stagione pasquale dedicandola alla loro memoria.

La Chiesa ha onorato donne come le sante Tecla, Elena, Nina e Olga come “pari agli Apostoli”. Secoli prima della liberazione delle donne, la Chiesa ortodossa cantava l’inno della monaca Cassiana il martedì della Settimana Santa. Infine, la Chiesa ortodossa, che considera una donna, la Beata Vergine Maria, come il più grande essere umano che sia mai esistito e pone in preminenza la sua icona, difficilmente può essere accusata di pregiudizio contro le donne.

Riconoscimenti di ieri e di oggi
È dalla consultazione di Rodi del 1988, che aveva dichiarato che l’ordinazione delle diacone doveva essere rimessa in uso, che le Chiese ortodosse discutono del «posto della donna nella Chiesa ortodossa e della questione dell’ordinazione delle donne».
Un dibattito che dopo quasi trent’anni potrebbe fare un passo gigantesco: il Patriarca di Alessandria d’Egitto ha infatti dato seguito alla sua decisione del 2016 di reintrodurre le donne diacono, e lo scorso mese in una cerimonia simbolica ha nominato sei suore “subdiaconesse”.

Significativamente, i popoli dei Paesi ortodossi hanno riconosciuto le capacità di leadership delle donne in un’epoca in cui in Occidente la loro salita al trono poteva causare una guerra civile o era di fatto proibita dalla legge. Donne hanno governato sia l’impero bizantino che quello russo. In effetti, una ragione per cui Carlo Magno pretendeva il titolo imperiale, un evento che ha svolto un ruolo significativo nella estraniazione fra Oriente e Occidente fino al Grande Scisma, è che in Oriente il ruolo imperiale era tenuto da una donna.

Continua...

Last modified on Giovedì, 28 Febbraio 2019 11:47

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